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Vino per la Faraona.

Vino per la Faraona

Una scoperta che potrebbe portare a capire come vinificavano gli Egizi.

Vissuta circa 5.000 anno fa, Meret-Neith è una delle regine più celebri della storia egizia. Di lei si conosce poco, ma la sua sepoltura è ricchissima, cosa abbastanza rara per una donna. Alcuni studiosi la ritengono probabilmente una Faraona, anche se si suppone che a quel tempo, le donne non erano solite regnare. Questa regina aveva ruoli molto importanti, a lei era, infatti, demandato il tesoro reale. Questo fa di lei la donna più potente conosciuta dell’epoca. Vino per la Faraona Leggi tutto: Vino per la Faraona.

500 giare ancora sigillate

Il suo sepolcro è ricco e contiene, tra l’altro, una scoperta importante riguardante la vinificazione. Oltre 500 giare, molte ancora integre e perfettamente sigillate, fanno parte del suo corredo. Il vino è evaporato dopo così tanti secoli, ma all’interno dei contenitori sono rimasti dei residui e dei vinacciuoli. Questo consente di studiare i metodi enologici con cui il vino veniva prodotto, la sua composizione chimica, il profilo aromatico, e gli eventuali ingredienti additivi utilizzati.

Risalire al vigneto originario

Si può risalire alla tipologia di vigneto, conoscere come veniva prodotto il vino, e con che metodo fosse vinificato e stagionato. Nell’antichità molti vini erano alcolici e decisamente corposi. Per  renderli più bevibili venivano “tagliati” conacqua e altri ingredienti, per renderli più facili da bere.  Ancora oggi ci sono retaggi di quel modo di realizzare vino in alcune culture mediterranee, come i vini resinati greci e dell’antica Roma.

Commercio di un alimento importantissimo

Le centinaia di giare di vino non aperte, rinvenute nella tomba della regina egiziana, costituiscono un elemento per conoscere anche i sistemi di trasporto e commercializzazione. Chi controllava la rete commerciale e dei trasporti nel bacino del Mediterraneo, poteva contare su grandi fortune. Il vino era un alimento molto ricercato e su cui si basava una gran parte dell’economia agraria. Questa scoperta potrebbe far luce anche sui commerci che hanno interessato il nord Africa e tutta l’area, oltre 500 secoli fa.

Vino per la Faraona

Un team austriaco a dirigere i lavori

La scoperta è avvenuta grazie ad un team di archeologi austriaci, che sta esplorando il sito ad Abydos. Oltre alle giare di vino, molti altri corredi funerari sono presenti nella tomba di Meret-Neith. Gli scavi proseguono e si spera che riserveranno altre sorprese, anche se al momento l’eccitazione per il ritrovamento delle giare è altissimo.

Qual era il rango? Era una Faraona?

Non esiste una chiara documentazione, che possa far comprendere se l’altissimo rango della regina, potesse farne una Faraona. Alcuni storici dubitano che ad una donna fosse concesso un simile incarico, visto che mogli e figlie, di solito, non erano presenti nell’albero dinastico. Ma Meret-Neith potrebbe essere una eccezione in tal senso. La sua tumulazione comprende altre 41 tombe di servi e cortigiani, aggiunti in epoche successive. Queste tumulazioni progressive, esplorano altre convinzioni riguardanti le sepolture egizie.

Nessun sacrificio umano

Questo confuta la teoria dei sacrifici umani, o dei suicidi collettivi alla morte del faraone. Una teoria più volte contestata dagli storici, e non ancora provata in modo chiaro. L’Egitto e gli Egizi continuano a parlarci e a destare curiosità, anche dopo 5.000 anni, e ci fanno scoprire dettagli, del modo di gestire il loro immenso potere. Furono il popolo più potente ed avanzato della loro epoca, nonostante le tantissime campagne archeologiche, sanno ancora sorprenderci. Vino per la Faraona

Vino per la Faraona
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Vino per la Faraona scoperte 500 giare ancora intatte con residui di vino e vinacciuoli, sarà possibile ricostruire il metodo di vinificazione degli Egizi
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Olab

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