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Una spiaggia bellissima e velenosa

Una spiaggia bellissima e velenosa

È bianchissima la sabbia a Rosignano Solvay, bianca come gli scarti di bicarbonato di sodio che la compongono

Sono celebri proprio per la loro nivea bellezza le spiagge vicine allo stabilimento della Solvay. Location livornese, che però è servita per girare qualche spot pubblicitario come fosse ai Caraibi. Peccato che la balneazione in tutta l’area sia sconsigliata o vietata. Ora il colosso multinazionale della chimica si trova a dover fronteggiare un nemico interno. Un fondo internazionale, la Bluebell Capital Partners ha acquistato un’azione ed ora può avere voce in capitolo. Una spiaggia bellissima e velenosa

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Sostenibilità ambientale

Nonostante continui a scaricare gli scarti della lavorazione, la Solvay pubblicizza il suo operato come perfettamente sostenibile. Un’evidente azione di greenwashing, che non corrisponde alla realtà. L’azienda promuove un alto livello di sostenibilità in tutte le proprie aziende, ma solo in Italia si comporta in questo modo. Come se l’Italia fosse un paese del terzo mondo dove non esistono controlli adeguati. Il prossimo passo sarà un esposto alla Procura della Repubblica di Livorno. Le spiagge bianche dovranno rientrare nei limiti di legge per una reale tutela ambientale. Una promessa che il Consiglio di amministrazione dell’azienda si è impegnato a rispettare coi propri azionisti.

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Un secolo di storia

Lo stabilimento che ha dato il nome anche al paesino di Rosignano esiste da oltre un secolo. Gli scarti di lavorazione del bicarbonato hanno uno sbocco al mare attraverso un canale. I locali lo chiamano il “fosso bianco” proprio per il suo innaturale colore. Nel corso degli anni i resti si sono accumulati sulle spiagge rendendole molto belle alla vista ma pericolose per i bagnanti. È uno scarico a mare che è quasi unico in Europa. I materiali non vengono filtrati in modo corretto. L’azienda dichiara che gli scarti non sono rifiuti tossici, però immetterli direttamente a mare non è una attività consentita.

Direttive europee

Esistono direttive europee restrittive che regolano lo smaltimento dei rifiuti industriali. Una di queste garantisce che gli impianti devono prevenire e ridurre l’inquinamento applicando le migliori tecniche disponibili. Non sembra questo il caso della Solvay che deve inoltre dimostrare efficienza energetica, oltre a garantire la gestione dei rifiuti. Nettamente in contrasto con il rilascio di 250mila tonnellate di scarti di produzione, che vengono rilasciati in mare.

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Contributi pubblici

Il livello degli scarichi era stato abbassato da 200.000 a 60.000 tonnellate annue. Questa diminuzione era frutto delle lotte dei cittadini e delle associazioni naturalistiche. Per “compensare” gli sforzi aziendali la Solvay riceveva un contributo di 30 milioni di euro. Ma l’accordo è saltato e gli scarti sono passati a 250.000 tonnellate. Non sono solo scarti di bicarbonato, nel 2017 negli “avanzi di lavorazione” erano presenti molti minerali altamente inquinanti. Tra questi: cromo, mercurio, arsenico, cadmio, zinco, ecc.

Spiagge e terreni rovinati

La percentuale di mercurio presente nelle coste vicino a Rosignano la porta alle peggiori qualità delle acque della Toscana. Anche le falde acquifere, in profondità e di superfice, sono avvelenate da mercurio, arsenico e Pcb. Le attività agricole sono sconsigliate, così come la coltivazione degli orti. Servirebbe un’azione di bonifica molto intensa per rendere di nuovo i terreni utilizzabili, se la fabbrica chiudesse.

Attenzione ai temi ambientali

L’attenzione che gli investitori pongono ad una reale politica ambientale è in costante aumento. Vogliono sapere cosa finanziano coi loro soldi e non approvano che ci siano soluzioni non etiche. I cittadini di Rosignano sperano che finalmente venga realizzato il bacino di decantazione, che l’azienda promette da tempo. Sperano anche che vengano accantonati i fondi per bonificare le spiagge bianche. Ora che il fondo Bluebell può operare dall’interno, ci sono fondate speranze che vengano posti nuovi obiettivi, vincolati agli stipendi dei manager. Forse la tattica del cavallo di Troia funzionerà e le spiagge torneranno ad essere dorate, meno belle esteticamente, ma più salubri. Una spiaggia bellissima e velenosa

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Credits: PxHere

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Una spiaggia bellissima e velenosa, bianca come ai Caraibi ma composta dagli scarti di lavorazione della Solvay, è vietata alla balneazione
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