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Una piccola sirena diventata un simbolo

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In Thailandia hanno trovato una piccola sirena, una femmina di dugongo abbandonata, che è diventata il simbolo della conservazione

L’hanno chiamata Mariam (signora del mare), la piccola femmina di dugongo trovata vicino ad una spiaggia thailandese. I biologi marini hanno cercato la madre, senza esito. La piccola era destinata a morte, vista la giovanissima età e l’impossibilità di nutrirsi. Non c’erano a disposizione altri dugonghi che potessero nutrirla e Mariam non voleva muoversi dal luogo dove l’avevano trovata. Anzi cercava la compagnia degli umani. Una piccola sirena diventata un simbolo

Pappami - il piatto che si mangia

Trasferita altrove

Hanno tentato di trasferirla in un’altra zona dove c’era un branco di suoi simili ma lei li ha ignorati ed ha continuato a cercare la compagnia degli umani. Un atteggiamento inusuale anche se i dugonghi sono socievoli e si lasciano accarezzare. Appena la storia è stata narrata e hanno cominciato a girare le immagini della piccola alla poppata, l’interesse è salito alle stelle. Una raccolta fondi è partita per garantire la sua cura e la sua salvezza ed ha raccolto rapidamente 50.000 euro.

Pappami - il piatto che si mangia
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Cerca solo gli umani

Mariam non voleva andare in mare coi suoi simili, appena si avvicinava un umano lei cercava il contatto. Si strofinava come un gatto che vuole fare le fusa. Cercava cibo, ma soprattutto era insaziabile di coccole. Questo atteggiamento l’ha fatta diventare la beniamina di coloro che tengono alla conservazione della fauna selvatica. Nutrirla ha creato non pochi problemi, ha rifiutato il latte artificiale, ed ha rifiutato i capezzoli artificiali che le erano stati offerti. Alla fine si è “arresa” davanti ad un capezzolo creato con un dito di un guanto di gomma imbottito di garze. Le sue mamme la allattavano 15 volte al giorno, anche se ancora sottopeso, ha raggiunto i 30 chili di peso.

Sirenidi mammoni

I cuccioli di sirenidi (dugonghi, lamantini) vengono nutriti per circa 18 mesi e restano con le madri per almeno 8 anni. Di solito i cuccioli nuotano a fianco o al di sotto delle madri. Questo ha creato un altro problema, infatti Mariam adorava le barche, il fondo delle quali le ricordava la forma della pancia materna. Purtroppo non amava solo quelle dei suoi tutori, ma tutte le barche in generale, un pericolo mortale per lei. Un incontro con una barca a motore le sarebbe stato fatale. Molti dugonghi hanno infatti profonde cicatrici sul dorso causate dalle eliche.

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Un piccolo santuario

Nella zona dell’isola di Ko Libong dove viveva Mariam, era nato un turismo di osservazione. Molti venivano in zona proprio per vederla e assistere alle sue poppate. I biologi erano spaventati dall’innocenza e dalla facilità con cui si lasciava avvicinare dagli estranei. La legge protegge i dugonghi ma sono ancora molti coloro che li cacciano per cibarsene. Mariam era dolcissima e questo ha aiutato a cambiare un poco la coscienza dei thailandesi nei confronti degli animali.

Protezione dell’habitat

La cultura della protezione dell’habitat e della conservazione non è abbastanza forte in Thailandia. L’inquinamento delle acque è molto forte, la plastica in mare continua a fare vittime. La Thailandia è tra le cinque nazioni asiatiche che contribuiscono maggiormente all’inquinamento da plastiche. Queste 5 nazioni da sole, costituiscono il 60% dei rifiuti plastici rilasciati in oceano. La situazione dei mammiferi marini è veramente difficile. Per proteggere Mariam si pensava di realizzare un recinto che tenesse lontane le barche.

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Liberarla dagli umani

La speranza dei biologi marini era quella di liberarla dalla sua dipendenza dagli umani per poterla rilasciare in natura. Dove potesse incontrare altri dugonghi e sistemarsi in un branco. Mariam è servita a stimolare la curiosità ed è grazie a lei se gli animali marini stanno ricevendo più attenzioni. Anche se non è certo salvando solo lei, che si potevano migliorare le condizioni davvero pessime del mare, in quella zona del sud est asiatico.

Una grave infezione

Purtroppo Mariam non ce l’ha fatta. Una grave infezione causata dai rifiuti di plastica ingeriti ne ha provocato il decesso. Peccato perché sembrava essere riuscita a prender peso e a crescere, in modo tale da poter pensare ad una procedura per liberarla. Il mare inquinatissimo da noi umani, ha preteso un’altra innocente vittima. Una piccola sirena diventata un simbolo.

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Una piccola sirena diventata un simbolo della lotta all'inquinamento dei mari del sud est asiatico. Una creatura dolcissima e sfortunata
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