Benessere, Enogastronomia

Una birra che viene dal passato remoto

una birra che viene dal passato remoto

Un lievito di 4.500 anni e una ricetta egiziana trovata in un papiro di 3.000 anni fa

Ci voleva l’estro o la follia di un mastro birraio per arrivare ad ottenere simili risultati. L’evento fortunato ha coinvolto un esperto in studi mediorientali che è anche un provetto birraio. Lo fa a casa sua, senza scopi di lucro, perciò la birra potremo assaggiarla solo se verremo invitati a fargli visita a casa sua. L’ha chiamata Sinai Sour e non crediamo che la troveremo mai in uno scaffale del supermercato. Una birra che viene dal passato remoto

Dallo Utah all’Egitto

Si chiama Dylan McDowell e vive nello Utah l’appassionato personaggio che ha sviluppato una birra tanto particolare. Per poter ricreare la sua bionda, ha fatto ricorso ad un’associazione che si occupa di studiare i lieviti presenti nei reperti archeologici. Da loro s’è fatto inviare un ceppo antico rintracciato su un coccio di ceramica vecchio di 4.500 anni. Lo ha fatto sviluppare e reso utilizzabile.

Consultare le ricette sui papiri egizi

Nel frattempo ha studiato un papiro egiziano (Papiro Ebers) in cui venivano elencate un’infinità di ricette di medicamenti per i più svariati usi, compresi calvizie e mal di denti. Il papiro conteneva anche diverse ricette per fare la birra. Ha potuto riscontrare che molti ingredienti erano ancora disponibili sul mercato perciò ha fatto un bell’elenco ed ha fatto la spesa.

Una lista di ingredienti complicata

Gli ingredienti erano datteri del deserto, miele, fichi di sicomoro, cumino nero, bacche di ginepro, uva passa, carruba e incenso. Per i cereali ha deciso di usare il farro, tra i cereali più antichi conosciuti, e l’orzo viola egiziano. Non ha potuto usare il luppolo perché non era presente in quelle ricette. Ha usato gli alambicchi che teneva in giardino e dopo qualche tentativo ha ottenuto la sua birra “antica”.

una birra che viene dal passato remoto

Idromele, sidro o birra?

Il risultato è stata una bevanda molto simile ad un tipo di birra tedesca che viene chiamata “gose”. Non è amarognola ma aspra e leggermente salata, con retrogusto di albicocca e fiori. Assomiglia all’idromele o al sidro, e forse era proprio quel gusto a renderla piacevole agli egizi. L’assenza dei luppoli ha reso la birra meno amara del solito, ma la ha resa molto rinfrescante e beverina

Una versione semplificata nel futuro

Probabilmente ripeterà la cottura anche se il metodo artigianale non è molto economico, e la riproporrà in degustazione per coloro che vorranno assaggiarla. Sta lavorando ad una versione più semplice con meno ingredienti, e più semplici da rintracciare. Probabilmente la pubblicherà sulle riviste del settore, nel caso qualcuno volesse imitarlo

I birrai adorano sperimentare con gli ingredienti

I mastri birrai adorano sperimentare in mille direzioni diverse. Sono tante le birre che sono nate da ingredienti ritenuti non di prima classe, come i rifiuti o le acque depurate dello scarico fognario. Insaporite con Banane, avocado, ostriche o alghe marine, cocco, cioccolato, zenzero, peperoncino, aglio e carote. Non mancano nemmeno le birre alla pizza. marinara. 

Lieviti naufragati o dallo spazio

Hanno salvato e riutilizzato lieviti rintracciati in una nave affondata, o che erano andati nello spazio. Se volessimo fare una ricerca troveremmo un numero folle di ingredienti e altrettanti metodi per ottenere le birre. Una birra che viene dal passato remoto

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Una birra che viene dal passato remoto
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Una birra che viene dal passato remoto
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Ricostruita su un'antica ricetta egizia e un lievito di 4500 anni fa una birra che viene dal passato remoto
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