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Un mammut lanoso resuscitato

Un mammut lanoso resuscitato

Un gruppo di scienziati vuole far rinascere un animale scomparso 10.000 anni fa

Se Jurassic Park, vi ha spaventato nel modo giusto, è tempo che cominciate a preoccuparvi. Con una raccolta fondi hanno finanziato un progetto che vuole riportare in vita un mammut lanoso. Non è un progetto fumoso, si sono dati scadenze precise e vogliono portarlo a termine in pochi anni. La cosa deve aver affascinato molte persone perché hanno ottenuto in poco tempo 15 milioni di dollari. Un mammut lanoso resuscitato

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Genetica

Sarà la genetica l’elemento su cui si baserà la ricostruzione della mappa dei genomi che porteranno al lieto evento. La società Colossal vuole ripopolare la Siberia di mammut lanosi, dopo 10.000 anni dalla loro scomparsa. Non si limiteranno ad un solo esemplare, il loro intento è creare vere e proprie mandrie. La tecnologia di editing genetico può funzionare perché ci sono elementi comuni che legano il mammut all’elefante asiatico. Manipolando e copiando il DNA immaginano di riportare in vita una specie estinta.

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Polemica mai sopita

La volontà di ricreare e riportare in vita animali estinti ha suscitato molte polemiche. Una resurrezione, che è stata finora solo tracciata sulla carta ed immaginata, potrebbe veramente funzionare. Questo pone una miriade di domande etiche. Cosa accadrà se non dovesse funzionare perfettamente? Potrebbero manifestarsi dei problemi di comportamento che forse avremmo difficoltà a controllare. Se si sono estinti con così tanto anticipo, forse c’erano ragioni che non potremo irregimentare. Il loro habitat era quello delle gelide steppe innevate siberiane. Ha senso, ora che siamo in una fase di riscaldamento globale, riportarli in vita?

Un mammut lanoso resuscitato

Dove intervenire

Hanno estratto frammenti dei genomi del mammut lanoso e lo hanno confrontato con quello degli elefanti. Hanno rintracciato le differenze più sensibili e sono intervenuti per produrre pellicce più folte. Per proteggerli dal freddo hanno anche manipolato i geni che producono una maggiore quantità di grasso. Sperano che con questi interventi i mammut possano avere possibilità di sopravvivere. Per poter progredire nella loro esperienza devono risolvere anche un altro grande problema. La gestazione, di circa 2 anni, dovrebbe avvenire in un utero artificiale in grado di contenere un neonato di almeno 100 chili. Non sarà un passaggio semplice.

Diversi passaggi

Verrà prodotto un ibrido mammut-elefante per poter arrivare ad un mammut lanoso nel corso di un paio di lustri. L’obiettivo sarebbe di utilizzare i risorti plantigradi per ripristinare il paesaggio, ridurre il muschio e creare nuove praterie. I critici ovviamente obiettano che ci sono sistemi migliori per ripristinare l’ambiente, senza inventarsi nuove specie che resteranno sempre ibridi e rischiano di essere troppo consanguinei. Il denaro raccolto poteva essere impiegato meglio, in progetti più qualificati e meno fantascientifici.

Timori sulla replicabilità

Restano molti timori sulla replicabilità di questo studio tecnico-scientifico. Quale sarà il confine? Faranno rinascere gli pterodattili o i brontosauri o il rinoceronte lanoso? Se bastano pezzi di materiale genetico per riportare in vita una specie, ci sono migliaia di ibridi che potrebbero rinascere. La tigre coi denti a sciabola è lì che ci aspetta dietro l’angolo. Si fermeranno davanti a specie che potrebbero essere pericolose? I comportamenti animali non sono uniformi. Non conosciamo la loro biologia, le loro esigenze e le criticità. Qualcuno potrebbe portare alla luce malattie che erano scomparse, giocare coi genomi non sembra la scelta migliore possibile. Specie con l’attualissima pandemia dovuta al Covid-19 e le problematiche di trasmissioni di virus da animali ad umani, che comporta. Un mammut lanoso resuscitato

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