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Uccidere i bracconieri è etico?

Uccidere i bracconieri è etico?

In India hanno ordinato ai guardaparco di sparare a vista per difendere i rinoceronti

Uccidere i bracconieri. Un ordine che ha innescato una polemica molto intensa. È giusto sacrificare la vita dei bracconieri, pur di salvare quella di animali a rischio d’estinzione? Il governo indiano del Parco Nazionale del Karizanga, ha voluto porre un limite alla caccia indiscriminata dei rinoceronti indiani. Lo ha fatto ricorrendo alla forza delle armi. La riserva si trova nell’Assam, nell’estremo oriente dell’India. Qui sono conservati circa i due terzi degli esemplari di rinoceronti indiani in libertà. Una specie a rischio per la caccia indiscriminata a cui viene sottoposto per prelevare i loro corni, rivenduti a peso d’oro. Uccidere i bracconieri è etico?

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Un parco con molte zone umide

Il Parco racchiude un’ampia pianura erbosa alluvionale dove s’intrecciano alcuni fiumi minori col Brahmaputra. Qui sono custoditi i due terzi dei rinoceronti indiani e molte delle tigri ancora in libertà. Il parco è infatti noto anche come Tiger Park (il parco delle tigri). Qui sono custoditi anche molti elefanti indiani, cervi barasinga e bufali d’acqua. È un parco che vanta numerosi successi nella protezione della fauna autoctona indiana. È diventato uno dei simboli delle aree protette e quindi attira un grande numero di naturalisti e turisti.

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Tour a dorso d’elefante

Qui vengono organizzati tour a dorso d’elefante o è possibile utilizzare le torrette d’avvistamento dei guardaparco per foto-safari. Anche il birdwatching  è molto praticato, proprio per il grande numero di volatili presenti nella riserva. I turisti hanno il divieto assoluto di addentrarsi nel parco da soli, per evitare che entrino in contatto diretto con gli animali. Purtroppo il territorio è spesso funestato dalle alluvioni causate dal Brahmaputra, e la fauna ha subito molte decurtazioni per cause naturali. I contadini locali invece, cercano di salvare i loro raccolti dalle fuoriuscite dei selvatici dal parco. Nella stagione secca appiccano incendi per creare una cintura protettiva.

Una proposta choc

Per impedire la caccia di frodo le guardie del parco sono state sollecitate a sparare a vista ai cacciatori che cercano di abbattere i rinoceronti. Entrare in possesso dei loro corni, richiestissimi nella medicina naturale cinese, costituisce un piccolo tesoro. Le valutazioni sono di 50/60.000 dollari al chilo, una cifra che può cambiare la vita di una famiglia indiana. La richiesta del mercato cinese ha fatto aumentare le incursioni dei cacciatori di frodo. Recentemente sono stati abbattuti 18 capi, ed ora il governo ha deciso di dare il via ad un’azione energica di blocco dei bracconieri. Per fermare le incursioni e le uccisioni ha ordinato di sparare a vista agli ospiti indesiderati del parco.

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Guardiaparchi killer

Il governo ha invitato le guardie del parco a fare fuoco sui frodatori. Molti di loro sono contrari a questo tipo di azione che giudicano eccessiva, anche se il loro dovere è difendere il parco dagli attacchi esterni. Sono convinti che i cacciatori di frodo siano spinti più dal desiderio di cambiare vita, che dalla volontà di abbattere gli inermi giganti della riserva. In Cina e Vietnam la polvere di corno di rinoceronte è ritenuta una sorta di elisir contro ogni male.

Medicina naturale come nemico

Gli amanti della medicina naturale credono che possa combattere ogni malattia compreso il cancro. Un’antica credenza ritiene che il corno sia una sorta di simbolo di virilità e possa guarire dall’impotenza. Nulla può battere la superstizione per chi vuole credervi, per questo il commercio è molto florido. C’è anche chi investe nella polvere di corno come bene rifugio. Il rinoceronte rischia grosso proprio per il suo aspetto possente e brutale. Così virile eppure così fragile. Infatti i cacciatori hanno vita abbastanza facile con loro, perché i rinoceronti sono dotati di buon olfatto ma di pessima vista. Sono facilmente avvicinabili ed abbattuti da un tiratore di media capacità. Uccidere i bracconieri è etico?

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Credits: PxHere

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