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Otto miliardi sono troppi?

Sarà un pericolo essere così numerosi o è piuttosto un pericolo consumare così male?

Domande a cui è difficile rispondere, mentre l’ONU avvisa che quel traguardo, verrà raggiunto a metà novembre. Un momento topico, una cifra che potrebbe fare da spartiacque tra un prima e un dopo. Riuscirà il nostro pianeta a sopravvivere a tanta pressione umana sulla sua superficie? Tornano di moda interrogativi che già ci hanno angustiati, al raggiungimento dei 7 miliardi. Cosa faremo per nutrire e soddisfare le esigenze di tutti? Otto miliardi sono troppi?

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Le cause

Questo traguardo è stato raggiunto grazie all’allungamento della durata di vita umana. La spettanza aumenta costantemente, grazie ai miglioramenti fatti dalla medicina. La salute, l’igiene, la diffusione di una sanità meglio applicata contribuiscono a raggiungere questi livelli. In alcuni paesi, ad un boom di nascite, è susseguito un miglioramento delle condizioni generali. La fertilità già elevata, si è tradotta in aumento della popolazione e riduzione della mortalità infantile.

Un problema da combattere

Dovremmo festeggiare come fosse un compleanno, invece aumentano le preoccupazioni. La sovrappopolazione pone interrogativi, ma il tema dovrebbe essere spostato dal numero al come. Ovvero stiamo sfruttando il pianeta in modi molto differenti. Le risorse che gli chiediamo vanno da livelli insostenibili a sostenibili. Se tutti vivessimo coi consumi degli americani avremmo bisogno di almeno cinque pianeti come la Terra per sostenerci. Al contrario se i nostri consumi fossero ad esempio quelli dell’India il pianeta basterebbe per sfamarci tutti. Diventa una questione di scelte di vita e di modelli di sviluppo.

Otto miliardi sono troppi?

Ignorare l’allerta

Se ignoriamo l’allerta della sovrappopolazione e non cerchiamo soluzioni sostenibili per tutti, ci sarà un crash. Possiamo intervenire su alcuni parametri, come l’istruzione e il controllo delle nascite, distribuendo contraccettivi. Ma non basterà, i paesi sottosviluppati non hanno accesso a questi strumenti, e per educazione non li accettano volentieri. Oltre il 50% delle gravidanze non sono desiderate, un numero elevato di bambini, porta a scelte obbligate. Le difficoltà di ottenere un livello di vita gradevole, spingono molti popoli a migrare verso luoghi più ospitali, o supposti tali. Occorre dare speranze ai popoli nei loro paesi d’origine, per evitare le spiacevoli situazioni che ben conosciamo.

Speriamo in un rallentamento

La crescita esponenziale del numero dei residenti sulla Terra sta frenando. Secondo calcoli effettuati negli anni ’80 avremmo dovuto raggiungere gli 8 miliardi molto prima di quest’anno. Ma la tendenza, anche se in ribasso è per raggiungere i 10 miliardi entro il 2100. L’incremento è quasi tutto concentrato in una fascia attorno all’equatore che va dall’India alla Nigeria. Alcuni dei ricercatori, sollevano molti dubbi in proposito, queste previsioni potrebbero essere sballate da molti fattori. Forse una nuova pandemia superiore come pericolosità al Covid, potrebbe intervenire. Lo sfruttamento di altre aree ancora “selvagge” potrebbe causare un altro grave evento sanitario.

Ridurre per sopravvivere

Da tutte le voci degli esperti giunge una sola grande informazione. Per sopravvivere tutti occorrerà ridurre i consumi e le attività che producono gas serra e fanno aumentare le temperature. Con l’innalzamento delle acque, perderemo terreno abitabile e coltivabile. Questo renderà ancor più densamente abitate e promiscue molte regioni, accentuando i problemi. La produzione agricola e soprattutto gli allevamenti sono troppo “costosi” sia in termini di denaro che di inquinanti. Ripensare alle nostre abitudini alimentari, diventa indispensabile. Ma chi vuole rinunciare e contrarre i propri consumi? È questo il grande interrogativo che lasciamo in eredità alle nuove generazioni. Otto miliardi sono troppi?

Otto miliardi sono troppi?