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Insetti a tavola

Gli italiani li ritengono ancora alieni alla nostra cultura alimentare ma potrebbero cambiare opinione

La cultura che prevede di alimentarci con insetti è ancora molto lontana dal modo di pensare dei nostri connazionali. In altri paesi però è molto più semplice e non desta tanta antipatia. Mangiare insetti è una possibilità che ha diritto d’esistere. Non esiste alcun obbligo. Si può sempre rifiutare e chiedere alimenti con altri ingredienti. Del resto la storia ha la possibilità di fornire altri esempi di ingredienti rifiutati a priori, che sono diventati pressoché indispensabili. Insetti a tavola

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Le patate rifiutate

Le patate ad esempio sono state rifiutate soprattutto da francesi e italiani. Una erronea convinzione aveva fatto immaginare che potessero addirittura portare la peste.  Celebre la narrazione di come venissero coltivate in giardini sorvegliati da guardie, che avevano il compito di “non accorgersi” dei popolani che rubavano le piante. Un tubero così sorvegliato doveva essere una prelibatezza da nobili, la curiosità di assaggiarle ha fatto il resto. La diffusione è così diventata molto semplice.

Testimonial d’effetto

Le recenti campagne di consumo d’insetti edibili vede la partecipazione di un testimonial di grande spessore. È Nicole Kidman a dichiarare di gradire gli insetti e di riuscire tranquillamente a cibarsene. Eppure l’ostilità nei confronti degli insetti non scema, i nostri connazionali dichiarano che mai li ammetterebbero alla loro tavola. Li considerano ingredienti alieni, troppo distanti dalla consueta alimentazione. L’Europa ha sdoganato il consumo dei grilli domestici ridotti in polvere e presto li troveremo tra gli ingredienti utilizzati in alcuni prodotti. A dire il vero sono secoli che mangiamo insetti, anche se non lo sappiamo. Sono molti quelli che vengono macinati nei mulini assieme ai cereali, anche se la percentuale rispetto alle farine è irrisoria. Per legge una bassa percentuale è ammessa.

Insetti a tavola

Sono già tre

Gli insetti già ammessi per l’alimentazione sono tre. Oltre al grillo domestico (Acheta domesticus), le larve della farina (Tenebrio molitor) e la Locusta. Il grillo sembra essere il più gettonato, è infatti l’ingrediente più diffuso e per il quale sono state inoltrate le richieste di autorizzazione. Fanno parte di biscotti, panini, crackers, grissini, farine perla pizza, minestre, snack, birre, cioccolate, ecc. L’alzata di scudi preventiva ha dato vita ad un florilegio di articoli di stampa volti a difendere la purezza dei prodotti italiani. Una purezza tutta da dimostrare e che suona più di retorica che di reali radici. Questo non impedirà che gli insetti entrino lentamente nella nostra alimentazione.

Oltre la metà

Oltre la metà degli italiani non vogliono che arrivino nei loro piatti, un quarto si dichiara insofferente, mentre un quinto non approva ma nemmeno li respinge. Solo una piccola parte si dichiara favorevole, non solo per la curiosità di degustarli ma anche per un aspetto ecologico. Consumare insetti come sostituti delle proteine animali, comporta un cambio epocale della cultura legata all’allevamento animale.

Chi li certifica?

Resta il problema di certificare chi e come produce questi insetti, quali sono gli standard salutari con cui vengono allevati. Le aziende che li commercializzano vengono dall’estremo oriente, Cina, Thailandia, Vietnam, paesi talvolta coinvolti in problemi di natura alimentare. Il timore che il loro allevamento sia pressapochistico esiste. Ma d’altro canto sono culture che mangiano insetti da millenni e vantano una cultura enorme nel settore. Ciò che respinge maggiormente gli italiani sono le zampette, le parti mobili degli insetti che creano repulsione.

Una naturale diffidenza

Gli italiani sono solitamente molto diffidenti rispetto a qualunque innovazione riguardante l’alimentazione. Eppure sono curiosissimi di assaggiare. La contrarietà è comprensibile e riguarda anche la scarsa integrazione con culture provenienti da altre aree. Sarà necessario un lungo lavoro per consentire agli insetti di diventare parte dei nostri piatti. La iper-proteicità ed il prezzo molto basso potrebbero aiutare a diffonderli. Inoltre il mutamento in atto rispetto ai comportamenti etici, e la maggiore attenzione all’ambiente potrebbe portare a valutazioni di altro tipo. Insetti a tavola

Insetti a tavola

Credits: Sanzo, Pixabay

Abitare, Benessere, Enogastronomia, Viaggi

La tavola è sempre la maggiore attrazione

I turisti Italiani e stranieri mettono in preventivo nelle loro vacanze una grande cifra per il cibo

Non è fame è amore

Controllando le somme di denaro che i nostri connazionali e gli stranieri destinano ai pasti, si può decisamente parlare di infatuazione. Ristoranti, trattorie, bistrot, agriturismi e pizzerie sono nella lista delle cose da fare e visitare come i musei o le spiagge. Anche il finger food e il cibo da strada ha una parte rilevante, nessun visitatore vuole rinunciare ad appagare il gusto, assieme a tutti gli altri sensi. È un’opportunità da non lasciarsi sfuggire. La nostra ristorazione ha il compito di fare da vetrina e anteprima per far sospirare di piacere e ricordi i turisti. La tavola è sempre la maggiore attrazione

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Prenderli per la gola

Prenderli per la gola è decisamente il metodo migliore, sia per fidelizzarli, sia perché diventi necessario importare i nostri prodotti. I turisti nostrani o alieni viaggiano per visitare il nostro paese e per prendere quella sbandata fatale che il nostro cibo potrà dedicare loro. È un fiume di denaro che è giusto spalmare su tutti i locali dedicati alla ristorazione. Che siano furgoni da strada o ristoranti stellati. Mettere a disposizione ogni tipo di cibo, per appagare tutti i gusti, è un appeal formidabile.

Posizione dominante

L’Italia detiene una posizione dominante nel turismo gastronomico, confermato da ogni classifica mondiale. I nostri prodotti sono di alta qualità, nessun paese può vantare tante specialità nel settore food & beverage. Il nostro paese vanta una delle più evolute agricolture biologiche, esportiamo moltissimo in quel senso. Gli stranieri ci vedono come un faro per tutto ciò che riguarda l’alimentazione. Le tradizioni sono viste come gli archetipi a cui affidarsi, la dieta mediterranea resta un caposaldo del benessere percepito. La grande quantità di centenari invita ad adottare il nostro tipo di alimentazione.

La tavola è sempre la maggiore attrazione

I dolci delle feste

Confermata dal boom delle vendite dei dolci delle feste, nazionali, tradizionali, e regionali hanno fatto segnare numeri formidabili al nostro export. Anche i vini e la diffusione capillare delle bollicine italiane, ha fatto gridare al miracolo. I timori recessivi, si sono schiantati contro ordinativi eccellenti. Anche il souvenir di gusto è sempre più presente nei bagagli dei turisti. Questo incrementa il piacere di confermare ciò che di buono s’è gustato e fa aumentare il desiderio di ripetere l’esperienza. Il cibo è veramente l’apriscatole per una serie di ricordi e di memorie di momenti piacevoli.

Agro-alimentare leader

Il settore agro-alimentare è leader per la ripresa economica. L’albero della cuccagna va però coltivato a dovere. Non si possono commettere errori e lasciarsi sfuggire l’occasione di riconfermarsi campioni dell’alimentazione. Mantenere o incrementare la qualità del cibo e dei vini serviti è un “must. Nessuna concessione a facili scorciatoie, i turisti arrivano e pretendono il meglio, in ogni gamma di prezzo. Bisogna essere all’altezza della domanda, fornire risposte corrette, senza “strangolare” la clientela immaginandola come il solito “pollo da spennare”.

Promozione e organizzazione

Difettiamo di capacità di promuovere la nostra “bontà e bellezza” ed è un vero peccato. Le nostre strutture non sono sempre adeguate, specie a causa della logistica che si scontra sulla conformazione del paese. Si possono fare migliorie per facilitare gli arrivi, treni, aerei ed autostrade hanno bisogno di certezze organizzative. Non possiamo essere contemporaneamente primi nella ristorazione e ultimi, o quasi, nei collegamenti. Essere “sgaruppati” può fare tanto esotico per alcuni, ma fornire un servizio più alla portata, aiuterebbe maggiormente. La tavola è sempre la maggiore attrazione

La tavola è sempre la maggiore attrazione

Credits: Pixabay

Benessere, Enogastronomia

Biologico a tavola scelta importante

Frutta e verdura bio per battere i problemi legati al conflitto al clima e alla pandemia

La guerra in Ucraina sta modificando le forniture di ingredienti e materie prime nel mondo dell’alimentazione. Diventa imperativo fare leva sui prodotti italiani per evitare di cadere nella spirale dei prezzi che salgono all’infinito. L’ortofrutta biologica italiana è ritenuta la migliore ed offre già un’ottima scelta. Ma questa offerta va riorganizzata in meglio. Covid e cambiamenti climatici impongono di passare a prodotti più salutari, di maggiore qualità ma a prezzi accessibili. Biologico a tavola scelta importante

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