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Ricompaiono i datteri sugli scaffali

Ritenuti a torto un frutto da relegare alle Festività Natalizie, in realtà è molto di più

Sono tra i frutti più consumati in una fascia di paesi che parte dal Marocco, attraversa il Nord Africa, il Medio Oriente per arrivare fino in India. Sono coltivati da secoli ed hanno connotato le culture di miliardi di persone. Crescerli non è semplice se non vengono rispettate alcune condizioni; un clima secco ma con acque sotterranee. Per questo crescono bene nelle oasi o nei territori che vengono predisposti per rispettare quelle condizioni. Ricompaiono i datteri sugli scaffali

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Tanti tipi diversi di dattero

Noi ne conosciamo relativamente pochi, e non riusciamo a distinguerli, ma nei paesi dove sono di casa, sono diffuse tante varietà diverse. Per dare un esempio potremmo parlare di tante varietà quanto quelle delle mele. Ognuno di loro ha proprietà, dimensioni e gusti distinti. Anche le “carni” sono diverse proprio come nei pomi, gommose, asciutte, profumate, cicciotte, scarne, asprigne, zuccherose. Ci sono datteri che vengono raccolti molto presto, quasi acerbi, ed altri completamente maturi. Da alcune varietà è facile estrarre il “miele di dattero” un dolcificante molto usato nelle ricette mediorientali.

Hanno nomi quasi “sonori”

Possiedono nomi quasi sonori, per noi occidentali difficile da rendere, perché la conformazione del cavo orale si crea sin da bambini. Certi suoni, specie nelle lingue arabe, per noi sono irriproducibili. Se volete cimentarvi, eccovi una veloce descrizione. I più grandi si chiamano medjool e sono dolcissimi, i khala sono tra i più raffinati e richiesti sui mercati mediorientali. Il sukkary tra i più esportati, è molto dolce e si appiccica alle dita. È quello che trovate nel supermercato sotto casa. Se volete mangiarlo fresco dovrete chiedere il bahri che viene sbucciato e quindi è di colore tenue, quasi giallo, è un poco aspro.

Quelli ancora acerbi

I rulab sono anche loro raccolti poco maturi, sono una prelibatezza ricercata nelle città turistiche arabe. Vengono serviti congelati come accompagnamento del caffè. Come da noi accade col cioccolatino. Direttamente dal Corano arriva la tradizione dell’ajwa di Medina, detto “il preferito di Maometto”. Poi il persiano kimia o il traslucente deglet noor, ecc. Ma la lista potrebbe continuare a lungo. Queste sono le specie più comuni che troverete in commercio. Molte altre, soprattutto le varietà più antiche, di piccola dimensione, vengono consumate dagli agricoltori senza arrivare nei mercati.

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Pochi impollinatori

Nelle aree così secche ed aride dove le palme da dattero crescono bene, mancano gli impollinatori. Il lavoro più arduo e pericoloso lo svolgono gli agricoltori che devono tagliare i fiori maschili per fare arrivare il polline a quelli femminili. Era un lavoro che si svolgeva tutto a mano arrampicandosi fino a 40 metri d’altezza, aggrappati al tronco. Con coltellacci simili a grosse roncole tagliano i fiori maschili, li spremono per ottenere il polline che poi mettono a contatto con quelli femminili. Nelle aziende strutturate il lavoro viene svolto grazie a piattaforme meccaniche, ma in quelle piccole, gli agricoltori continuano ad arrampicarsi fin lassù.

Il rito si ripete ad ogni primavera

L’impollinazione “forzata” avviene ad ogni primavera, quando le palme da dattero sono nel pieno della loro attività. La palma da dattero si estende sempre più verso l’alto e non è contenibile. Ogni anno fa crescere un ciuffo di nuove foglie in cima, se si tentasse di potarla per tenerla bassa, la palma morirebbe. Vivono anche un secolo e restano produttive sino alla fine. Danno tra 50 e 70 chili di frutti ogni anno, per questo sono una vera ricchezza per chi le possiede.

Noti da molti millenni

Sono noti da migliaia di anni e fanno parte dell’alimentazione di molti popoli. La palma da datteri è una pianta molto antica, coltivata, amata, rispettata, un simbolo di ricchezza e di sopravvivenza. I frutti sono stati essiccati sin dalla storia dei tempi. Sono stati ritrovati datteri con oltre 2000 anni di vita, conservati benissimo, grazia all’aria secca di quelle zone. Alcuni d loro sono stati piantati ed hanno dato vita a nuove piante. Sono il cibo perfetto per i lunghi viaggi, piccolo, energetico, di poco peso e volume. “Con qualche dattero in tasca si può attraversare un deserto” è un detto popolare che potrebbe essere vero.

Ricompaiono i datteri sugli scaffali

Già cari ai babilonesi

Frutti già cari ai babilonesi, che oltre a consumarli, li facevano fermentare per ottenere il dolcissimo vino di datteri. Le palme oltre a fornire calorie coi frutti, offrono materiali da costruzione, fibre e foglie per cordame, ceste e contenitori, olio ed essenze. Sono alberi di cui non si getta nulla. S’intuisce perché siano così amate e rispettate, grazie a queste caratteristiche positive. Leggende e storie con protagoniste le palme fioriscono in molti paesi, una vuole che sia tra le sue fronde che nidifichi la fenice. Sulla resistenza dei suoi semi si basa anche una storia di spionaggio durante il primo conflitto mondiale. Una spia inglese uccisa e sepolta nella sabbia, aveva in tasca dei datteri ed uno di essi ha germogliato, estendendo le radici in simbiosi col suo scheletro.

Sotto attacco

Le palme da dattero sono sotto attacco da un nemico piccolo e spesso invisibile. Un coleottero venuto dall’estremo oriente, il punteruolo rosso. Entra nella palma e le sue larve la divorano dall’interno. Sono molte le tecniche per cercare di eliminarlo, alcune sembrano fantascientifiche. Comprendono sistemi che riconoscono i movimenti degli insetti all’interno del tronco, droni in grado di scannerizzare e allertarsi al calore che rivela la loro presenza. Vengono sperimentati anche sistemi che prevedono di iniettare sostanze che colpiscano solo le larve senza avvelenare la palma. Il punteruolo rosso sta provocando molti danni, facendo seccare le piante.

Palma da dattero pianta del futuro?

L’innalzamento delle temperature, la desertificazione e l’aumento della salinità delle acque creano condizioni speciali, favorevoli per le palme. A loro potrebbe essere affidato parte del futuro alimentare del pianeta. Possono crescere in condizioni estreme e potrebbero diventare una risorsa per contribuire al cibo per tutta la popolazione mondiale. Il loro potere energetico, la facile trasportabilità rende i datteri molto interessanti in quel senso. Forse è ingiusto che siano relegati a frutti “esotici” da tirare fuori solo a Natale con la frutta secca.

Polline erotico

Una curiosità: il polline spremuto dai fiori di dattero veniva utilizzato anche in camera da letto. Esiste un’ampia letteratura che fa riferimento alle proprietà erotiche del polline di palma da dattero. La tradizione popolare vuole che consumandolo, farebbe aumentare la fertilità e la libidosia maschile che femminile. Ricompaiono i datteri sugli scaffali

Ricompaiono i datteri sugli scaffali

Credits: Pixabay

Benessere, Enogastronomia

Macchine impollinatrici per sostituire le api

Credits: Edete

Gli agricoltori potranno usare robot per impollinare le piante

Le api sono sempre più in difficoltà, quelle selvatiche sono ormai nell’elenco dei quelle in estinzione. Le domestiche sono in fortissimo calo per l’utilizzo dei troppi pesticidi e diserbanti. Il glifosato uno dei prodotti più controversi e pericolosi, è presente in quasi tutte le api che sono state controllate. Le api domestiche vengono sballottate in luoghi diversi per aiutare l’impollinazione ma il loro contributo è destinato a scendere. Macchine impollinatrici per sostituire le api

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