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La plastica cambia la temperatura delle spiagge

Sono molto più calde di giorno e più fredde di notte, il nuovo microclima altera le condizioni di vita di chi le frequenta.

Spiagge bellissime ma invase da detriti plastici, è il destino di alcune isole dell’Oceano Indiano che potrebbero essere paradisi turistici. Sono le Isole Cocos, sono a migliaia di km dalle aree continentali, eppure la plastica domina le loro spiagge. Alcuni studiosi le han prese ad esempio per effettuare misurazioni delle temperature delle sabbie. Risultati sorprendenti, ma non troppo, l’inquinamento da plastica interferisce sulle temperature delle spiagge. La plastica cambia la temperatura delle spiagge

Abitare, Benessere, Viaggi

Un nuovo asfalto plastico testato a Los Angeles

La plastica straborda ovunque e l’amministrazione della città degli angeli sta provando ad utilizzarla nel fondo stradale

Le strade californiane non sono esattamente un sogno, sono enormi blocchi di asfalto color cemento assemblati in loco. Ora a Los Angeles tentano una nuova via per averne uno migliore. Aggiungere allo strato superficiale un mix di plastica riciclata di bottiglie. Il mix di plastica ridotta e macinata viene inglobata nel cemento creando un “asfalto plastico“, in grado di riciclare rifiuti, di buona resistenza. Il processo avviene completamente sul luogo, senza aver bisogno di altre strutture industriali che frantumano il materiale plastico e l’asfalto vecchio. Un nuovo asfalto plastico testato a Los Angeles

Abitare, Benessere, Viaggi

Uccelli marini e plastica ingerita

Gli uccelli marini, le tartarughe, le balene, i delfini ingeriscono molta plastica e ne pagano le conseguenze

L’ingestione anche di pochi pezzi di plastica può avere conseguenze a lungo termine per la salute, specialmente per i nidiacei degli uccelli marini. Uno studio recente, svolto in Australia ha dimostrato l’impatto dell’inquinamento da plastica sugli animali. Un gruppo di berte dai piedi rosa, le Ardenna carneipes hanno mostrato una riduzione drastica della popolazione. La causa è stata individuata nella plastica che ingeriscono. Le berte la scambiano come cibo, la “catturano” e la trasportano sulle scogliere dove nidificano. Qui la rigurgitano per nutrire i propri piccoli. Mentre gli adulti possono espellere o rigettare molti dei pezzetti di plastica i nidacei non hanno la capacità di farlo. Uccelli marini e plastica ingerita

Benessere, Enogastronomia

Plastica inquinante trovata nelle placente umane

La mangiamo, la beviamo, è entrata nelle nostre vene e adesso ne abbiamo le prove.

La plastica è ovunque, tanto che ora è stata individuata anche nelle placente umane. L’essenza dell’intimità, il luogo dove si sviluppano gli embrioni che daranno vita ai nostri figli. Ridotta in microparticelle è diffusa ovunque, ed è entrata in circolo nella nostra alimentazione. Ne ingeriamo 5 grammi a testa ogni settimana ed il problema sembra di difficilissima soluzione. Soprattutto perché le microplastiche sono entrate nell’alimentazione della fauna, ittica e non, e di conseguenza finisce nei nostri piatti. Plastica inquinante trovata nelle placente umane

Benessere

Nuova vita alle plastiche riciclate dagli enzimi

Trasformare la plastica da causa d’inquinamento a prodotto principe per il riciclo e l’economia circolare

Nuovi enzimi creati in laboratorio sembrano garantire la possibilità di trasformare il PET, la plastica delle bottiglie, in un prodotto riutilizzabile all’infinito. Il riciclo della plastica va a rilento, perché è molto complicato trasformarla in un altro prodotto utile. Serve una accelerazione dei processi per arrivare a creare nuova materia prima. Il Polietilene Tereftalato che sembra dominare le attività umane è presente quasi ovunque. A lui si addebita buona parte dell’inquinamento delle acque, una sorta di nemico pubblico numero uno che tutti vorrebbero eliminare. Nuova vita alle plastiche riciclate dagli enzimi

Benessere

Il sapone diventa il contenitore del futuro

Le aziende di cosmesi puntano moltissimo sul packaging per promuovere i loro prodotti aumentando a dismisura il consumo di plastica

Sono almeno 20 i flaconi di plastica che il consumatore medio utilizza nel corso di un anno per shampoo, saponi liquidi o gel doccia. Un volume enorme di plastica che potrebbe essere eliminato grazie all’idea di una designer tedesca. La grande esposizione colorata occupata dai prodotti cosmetici, che deve attirare l’attenzione del consumatore nei supermercati, potrebbe venire ridotto all’osso. Tubi, tubetti, flaconi, box, vasetti tutti di materiale plastico, potrebbero scomparire con un grande giovamento per l’ambiente. Il sapone diventa il contenitore del futuro

Abitare, Benessere

Un sistema italiano di resi che gli altri usano meglio

Il vuoto a rendere è una tradizione ben nota da noi ma nei paesi nordici fanno di meglio

In Norvegia, Lituania e Germania utilizzano dei servizi di resa che sono efficacissimi. Soprattutto il sistema norvegese ha raggiunto una percentuale di riciclo pari al 97% di tute le bottiglie di plastica utilizzate. Un primato difficile da battere. Ogni volta che acquistate bevande in bottiglie di plastica dovete pagare un supplemento tra i 10 e 30 centesimi. Però se riportate il vuoto nei supermercati o nelle varie stazioni automatiche per il riciclo vi vengono restituiti. Con un coupon da utilizzare nei negozi o direttamente in danaro. Anche i negozi che partecipano al sistema ricevono un piccolo indennizzo. Un sistema italiano di resi che gli altri usano meglio

Benessere, Enogastronomia

Contenitori di plastica non sono così sicuri

La sorpresa di analisi più approfondite svela incongruenze

I normali diffusissimi bicchieri di plastica contengono BPA, un elemento che è noto per essere un innescante di molte patologie. Un perturbatore endocrino colpevole di favorire la gestazione del cancro. Anche l’obesità e il diabete  ne sono vittime . La presenza di BPA nei nostri organismi sembra essere molto più alta di quanto ci hanno fatto credere sinora. Contenitori di plastica non sono così sicuri

Benessere

Torna a terra la plastica ripescata nel pacifico

Il sistema olandese The Ocean Clean-up ha fatto il suo dovere

Un percorso faticoso quello della Ocean Clean-Up una struttura flottante in grado di collezionare la plastica dispersa negli oceani. Dopo tanti mesi di ricerche, fallimenti e ristrutturazioni, finalmente il successo. Il tubo galleggiante che funziona da spazzola e pettina il mare è tornato a riva, ed ha portato con sé tanto materiale. Ancora poco rispetto a tutta la plastica rilasciata ma sicuramente una speranza per il futuro. Torna a terra la plastica ripescata nel pacifico

Benessere

Batteri mangia plastica, soluzione o problema?

Sarebbe una soluzione miracolosa al problema della plastica nell’ambiente, ma anche un guaio se si diffondesse troppo.

Alcune scoperte, molte delle quali assolutamente casuali, hanno permesso di arrivare molto vicini a produrre dei batteri che utilizzano particolari enzimi. Sono in grado di scomporre le materie plastiche nelle sue componenti originarie, e potrebbero liberarci da quel tipo di inquinamento. Sorge però un problema, ovvero gli enzimi potranno essere confinati nelle aree dove la plastica viene smaltita per il riciclato, o verranno lasciati liberi? Batteri mangia plastica, soluzione o problema?