Benessere, Enogastronomia

La felicità passa da un piatto di pasta.

Cosa succede al nostro cervello quando mangiamo il nostro primo preferito?

Lo sapevamo già, anche senza scomodare i professionisti delle ricerche neuroscientifiche. La pasta ci fa stare bene, ci dona felicità, gratificazione, come quando siamo di fronte ad un evento positivo. Ora lo certifica anche la scienza, grazie ad una ricerca svolta da IULM. Grazie ad un test hanno potuto quantificare quanto sia reale il senso di piacere dopo qualche forchettata di pasta. La misurazione è avvenuta grazie a tecniche simili a quelle della macchina della verità. La felicità passa da un piatto di pasta

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Meglio della canzone del cuore

Consumare pasta ci fa sentire bene, meglio ancora di quando ascoltiamo la nostra canzone preferita. La pasta stimola la parte del cervello dove alloggiano le emozioni positive e sono i nostri depositi di ricordi felici. Quelli legati alla famiglia o ai successi sportivi, al nostro senso di appartenenza, o ai ricordi che ci han fatto balzare sulla sedia. Sport e musica sono tra i soggetti memorizzati che coinvolgono le nostre sfere mnemoniche se cerchiamo ricordi emozionanti. Ebbene, la pasta riesce a scalzarli.

99% degli italiani

La mangiamo praticamente tutti. Il 99% degli italiani la consuma regolarmente con una media di circa 5 volte a settimana. Siamo i maggiori consumatori mondiali, ne mangiamo 23 kg annui a testa. Lo identifichiamo come il migliore dei comfort food, e questo rende evidente il bisogno di positività che ne è connesso. Alle domande rivolte al panel, di cosa associavano alla pasta, dopo l’inevitabile italianità e bontà al terzo posto veniva felicità. È un alimento che associamo alla tradizione familiare e al consumo con amici. Momenti positivi che è bello trattenere in memoria.

Brain tracking

Per avere certezza degli esiti del test, i ricercatori hanno utilizzato metodologie neuroscientifiche. Senza scomodare la CIA o i servizi segreti russi, hanno applicato il brain tracking. Misurazioni paragonabili a quelle della macchina della verità. Hanno esaminato le micro-espressioni del volto, le aree cerebrali che si attivano con le emozioni, il battito cardiaco e la micro-sudorazione. I risultati sono inequivocabili, la gratificazione associata a maccheroni, spaghetti o penne è altissima. Per la comparazione hanno utilizzato eventi sportivi o musicali di forte impatto. Si accendevano le stesse aree cerebrali, ma con la pasta era maggiore l’intensità.

La felicità passa da un piatto di pasta.

Un effetto che dura

La sensazione di piacevolezza prosegue anche dopo aver mangiato. Non sono solo quelli che si attivano appena l’assaggiamo, i momenti che possiamo associare alla felicità. L’approfondimento della degustazione amplifica le emozioni, ma non cessa quando il piatto è vuoto. La carica emotiva positiva prosegue e si cementifica tra i ricordi che vogliamo mantenere e ripescare quando siamo in cerca di momenti piacevoli.

Si scatena la serotonina

C’è tanto bisogno di certezze, di felicità, e la pasta è probabilmente il miglior vettore che ognuno di noi può utilizzare per raggiungerla. Con un rapporto col prezzo vantaggiosissimo, bastano pochi euro per riportare un sorriso sui nostri volti. Il miglior rapporto felicità/prezzo. Il nostro agente segreto che si attiva quando consumiamo pasta, è il Triptofano, che elabora gli zuccheri e condiziona il nostro benessere. Coi carboidrati che ingeriamo si mettono in moto le endorfine, che porteranno a stimolare la serotonina, e l’umore. La chimica della forchettata di pasta ci aiuta a stare bene. La felicità passa da un piatto di pasta

La felicità passa da un piatto di pasta.

Credits: Pixabay

Enogastronomia, Eventi

World Pasta Day

Oggi è la Giornata Mondiale della Pasta, l’occasione per fare il punto sul settore

Alimento principe per noi, al centro della dieta mediterranea, che continua ad essere la più amata e copiata. Un alimento per tutti, per ogni classe sociale, che sviluppa un enorme fatturato e che ha bisogno di essere tutelato e regolamentato. Il settore cerealicolo coinvolge una superfice molto grande di aree coltivabili. 1,25 milioni di ettari solo in Italia, la coltura più estesa sul nostro territorio, e coinvolge quasi ogni regione, anche se con percentuali diverse. World Pasta Day

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Miglior produttore

L’Italia da sola è il miglior produttore di pasta al mondo. I nostri pastifici ne producono 3,5 milioni di tonnellate l’anno, di queste il 60% è destinata all’export. I paesi dell’EU ne consumano, oltre il 50%, seguono con percentuali attorno al 10% cadauno, UK, Usa e Giappone, molto inferiori le altre nazioni.  Siamo anche i più grandi consumatori di pasta, ogni anno ne mangiamo 23 chili a testa in media. È un settore che sinora non ha mostrato cedimenti, anche se la reperibilità delle materie prime di qualità, deve contare soprattutto sul prodotto interno. Il reparto cerealicolo ha bisogno di certezze per mantenere alti i suoi standard sul grano duro.

Made in Italy

L’italian sounding è particolarmente aggressivo, in un prodotto come la pasta. Moltissimi gli “imitatori” di brand nostrani, realizzati però spesso, con grani che non sono duri, e che al momento della cottura non manterranno la loro integrità. Un problema di non facile soluzione quello di limitare le copie non autorizzate che usano simbologia e naming pseudo italiani. Un segno di grande successo per i nostri prodotti, ma anche un grande “furto” della nostra conoscenza, stile, qualità, eccellenza. Un “enorme furto” a danno della intra filiera produttiva nazionale, dal campo sino alla tavola.

world pasta day

Timori climatici

Il timore che i cambiamenti climatici, divenuti così palesi in quest’annata, contribuiscono a preoccupare i coltivatori. La necessità di mantenere alta la produttività, usufruendo anche di nuovi strumenti, è nei pensieri delle imprese, che vedono ridursi anche i rifornimenti di grano tenero. Quest’ultimo non viene utilizzato per produrre pasta, ma molti altri prodotti da forno. Se venisse a mancare a causa del conflitto russo-ucraino altro grano tenero, parte di quello duro potrebbe venire dirottato altrove. Con conseguente ulteriore aumento dei prezzi per la pasta.

Nuove tecnologie

I tempi sono maturi per investire in ricerca. Nuove tecnologie che possono aiutare i produttori ad avere migliori raccolti. Ad ampio raggio questo coinvolge le scelte di migliori sementi, dell’impiego dell’agricoltura di precisione, e della lotta allo spreco delle risorse. Soprattutto l’acqua, divenuta così importante dopo la crisi idrica dovuta alla siccità. L’importanza di rendere disponibili le reti idriche in modo funzionale, impone un ripensamento degli investimenti, nel settore agricolo e non solo. L’acqua è un bene tale che non è più tollerabile sprecarla.

Grano di qualità ineccepibile

Garantire la qualità dei grani coltivati, recuperando anche i semi antichi per un corretto mix antico-moderno è uno step necessario. La coltivazione del grano deve essere maggiormente remunerativa, per ottenere questo effetto servono nuove regole. Servono contratti chiari, che rassicurino gli agricoltori, e rendano il grano duro un prodotto di buona marginalità. La produzione è ottimale in molte regioni, anche se è soprattutto il Sud ad essere il vero granaio europeo. Nell’ordine Sicilia e Puglia sono tra le estensioni maggiori occupate a grano duro, seguono Emilia Romagna, Basilicata e Marche. I pastai di Unione Italiana Food, per onorare la Giornata Mondiale della Pasta, hanno donato alle mense Caritas pasta per 250.000 pasti caldi. World Pasta Day

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Credits: Pixabay

Benessere, Enogastronomia

Pasta sempre più green e senza impronta

Il pastificio Sgambaro ridurrà la propria impronta ecologica, azzerandola nel prossimo decennio

C’è pasta e pasta, qualcuna è decisamente più green e attenta a modificare la propria impronta e ridurre le emissioni di CO2. Una strategia etica che passa dall’approvvigionamento delle materie prime. Solo grano duro italiano e bio, per ridurre l’impatto dei trasporti delle forniture internazionali. L’operazione aderisce all’ “organizzazione climate positive”, un pool di aziende e privati che si sono impegnati per “lasciare il mondo migliore di come l’hanno trovato”. Pasta sempre più green e senza impronta

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