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Sarà un’olimpiade sostenibile?

E’ quello che si augurano gli chef del Villaggio Olimpico

Il titolo che sorprende maggiormente è quello legate alle patatine fritte che saranno vietate. Forse non sarebbero state le più richieste all’interno del Villaggio Olimpico, visto che gli atleti sono impegnati a mantenere regimi alimentari il più possibile salutistici. Perciò non sorprende che alcuni ingredienti siano stati esclusi dal menù. Sarà un’olimpiade sostenibile?

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Una grande vetrina

Parigi sarà una grande vetrina verso tutto il mondo e sfrutterà l’occasione per sciorinare molti dei suoi piatti più celebrati. La cucina ha reso famosa la Francia, anche per una grande varietà di portate che partono dalle strabilianti invenzioni di Vattel, passando per gli elaboratissimi impiattamenti, cari alla corte di Francia.

Scelte in chiave ambientale

Gli chef hanno deciso di offrire agli atleti una scelta molto ampia che però ha restrizioni in chiave di sostenibilità ambientale. Per questo oltre alla patatine fritte, saranno esclusi ingredienti molto impattanti come la carne di manzo. A fare le spese di queste scelte etiche ed ambientali sarà  anche uno dei cibi più graditi in Francia ovvero il fois gras.

Cucina vegetale ed etnica

Tantissimo spazio alla cucina vegetale e ai cibi di origine green come gli hot dog vegetariani. Molta attenzione sarà riservata alla cucina etnica, con particolare cura per ricette che si prendano cura del benessere degli atleti. Saranno quasi 20,000 gli atleti che frequenteranno il ristorante del villaggio olimpico, e lo renderanno, anche se per un breve periodo, il ristorante più grande del mondo.

Carni rosse, fois gras e avocado esclusi

Anche se è un frutto, verrà escluso anche l’avocado dalle preparazioni, per il grande impatto ambientale e consumo di acqua necessario per farlo crescere. Nello stesso filone s’inserisce la scelta di tener conto del benessere animale. Il fois gras è da molti anni sotto accusa, per il modo cruento in cui viene prodotto. Anche le carni rosse pagano lo scotto degli allevamenti troppo intensi.

Sarà un’olimpiade sostenibile

Multietnicità per venire incontro alle nuove esigenze

Gli atleti hanno accolto l’annuncio di menu vegetali con favore perché segue quelle che sono le nuove abitudini alimentari dove la varietà va di pari passo con salute, sostenibilità ed apertura al nuovo. Lo dimostrano le miriadi di ristoranti multietnici spuntati ovunque e che insidiano la tradizionale cucina francese.

Piatti gustosi e calibrati sulle esigenze nutrizionali

Gli chef Stéphane Chicheri e Charles Guilloy, hanno dichiarato che sono pronti a raccogliere la sfida di rendere molto gustosi, piacevoli e funzionali alle esigenze nutrizionali degli atleti, i loro piatti. Le patatine fritte non sono state eliminate per mera propaganda salutare, ma per evitare la possibilità d’incendio, che spesso partono proprio dalle friggitrici.

Parigi val bene una mensa

Parigi ha sempre bisogno di mantenere intatta la sua “grandeur” e con queste Olimpiadi vuole dimostrare la propria capacità di innovare in chiave sostenibile. Le Olimpiadi sono un evento che di solito porta con sé strascichi polemici, sia per la gestione degli spazi e per gli impianti sportivi che sono spesso vere colate di cemento. Il governo francese punta molto su questo evento per lucidare le proprie medaglie, a cominciare dal giusto mix di cucina classica e modernissima. Parafrasando Enrico di Navarra potremo dire che “Parigi val bene una mensa”. Sarà un’olimpiade sostenibile?

Sarà un’olimpiade sostenibile

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I francesi si riprendono il record della baguette

Sono stati necessari 18 panettieri per preparare l’impasto da record.

Il record della baguette artigianale più lunga apparteneva all’Italia, ed era stato stabilito 5 anni fa nel 2019. I francesi non hanno gradito l’espropriazione di uno dei loro simboli culinari, e proprio nell’anno delle Olimpiadi hanno deciso di riprendersi il primato. Hanno realizzato l’impasto nei pressi di Parigi a Suresnes, una località da cui si può ammirare la suggestiva skyline parigina e la Tour Eiffel. I francesi si riprendono il record della baguette

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Oltre 150 metri di croccantezza

Il nuovo record per una baguette artigianale supera i 150 metri di lunghezza. Per realizzarla sono serviti un quintale di farina, acqua, sale e lievito. Per materializzare l’impasto sono state necessarie due ore di lavorazione e alcune ora per la opportuna lievitazione.

Un forno a rotolamento per poterlo cuocere

Per la cottura è stato realizzato un forno apposito in grado di raccogliere il lunghissimo serpente di pasta lievitata di circa 5 centimetri di diametro. Uno speciale forno a rotolamento che permetteva di cuocere l’impasto facendolo scorrere al suo interno ed uscire profumato e croccate dall’altro lato. La misurazione è avvenuta alla presenza dei delegati del Guinness dei Primati che ne hanno stabilito la validità.

I francesi si riprendono il record della baguette

Farcita con Nutella

Dopo gli opportuni festeggiamenti, la baguette dei record è stata aperta e farcita con Nutella, l’italianissima crema di nocciole che ha contribuito a rendere ancora più appetitoso il pane appena sfornato. Le sezioni del lunghissimo sfilatino croccante e ancora caldo, sono state donate a tutti i presenti per un gustoso assaggio, e il restante è stato donato ad associazioni di beneficenza. 

Simbolo della francesita

La baguette è uno dei simboli francesi, uno di quelli che sono stati inseriti tra i patrimoni culturali immateriali dall’UNESCO. Fa parte da sempre della cultura francese, il pane fresco da ritirare dal proprio fornaio di fiducia, avvolto un tempo in carta da giornale, ed ora  nelle più moderne buste igieniche, è un rito irrinunciabile. “Voilà la baguette” è una delle espressioni che udirete più spesso se andrete a fare acquisti nei forni francesi.

Si riprenderanno il record gli italiani

Gli italiani cercheranno di riprendersi il record o rispetteranno la pausa olimpica prima di tentare nuovamente di soffiare il primato ai cugini d’Oltralpe? O basterà la farcita di Nutella per sancire un patto di non belligeranza? I francesi si riprendono il record della baguette

I francesi si riprendono il record della baguette

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Torna la corsa dei camerieri

Un evento iniziato nel 1914 che però era sospeso da 12 anni

Un paio di centinaia di “pseudo-atleti” che normalmente lavorano come camerieri hanno partecipato all’evento nella capitale francese. Il percorso di circa 2 chilometri, si svolge nelle strade di Parigi. I camerieri rigorosamente in abito di servizio devono correre con un cabaret che contiene un bicchiere d’acqua, una tazzina di caffè ed un croissant. Torna la corsa dei camerieri

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I Giochi Olimpici cominceranno il 26 luglio

La prossima estate i Giochi Olimpici si svolgeranno a Parigi, perciò questa gara sembrava l’occasione giusta per riesumare l’evento. A metà tra corsa sportiva e avvenimento mondano, ha divertito molto il pubblico presente. Le regole erano ferree: è proibito correre e quindi è più una marcia che una corsa, e il vassoio si può tenere con solo una mano alla volta

L’abilità di sgusciare tra i tavolini

Una gara di abilità come quella che i camerieri svolgono quotidianamente slalomeggiando tra i tavolini dei loro bistrot. La tradizione parigina delle distese all’aperto, che permette di avere molti più coperti, obbliga i servitori ad impegnarsi a fondo per servire quante più persone nel minor tempo possibile. Ovviamente chi fa cadere o rovescia gli oggetti sul vassoio viene penalizzato. 30 secondi se l’acqua nel bicchiere è scarsa, e addirittura un minuto se il bicchiere è vuoto. Perdere un pezzo vuol dire squalifica immediata.

Torna la corsa dei camerieri

Ai vincitori, medaglia, soggiorno e biglietti

Gli incorruttibili giudici hanno sancito che quest’anno la corsa se la sono aggiudicati Samy Lamrous per i maschi in 13 minuti e 30 secondi, e Pauline Van Wymeersch per le femmine in 14 minuti e 12 secondi. Ai vincitori è stata assegnata una medaglia ricordo, la possibilità di essere ospitati per una notte in un grande albergo della città e i biglietti per la cerimonia d’inaugurazione dei Giochi.

Milioni di turisti in arrivo

L’occasione delle Olimpiadi estive è stato il volano per riattivare la corsa dei caffè. Parigi sta per essere invasa da milioni di turisti, a cui si sovrappongono gli atleti e tutto l’apparato che gira attorno ai Giochi. I camerieri è giusto che siano ben allenati e preparati per sostenere una simile massa di persone. Il bistrot è una delle immagini parigine per eccellenza e quasi tutti vorranno accomodarsi ai tavolini per gustare un caffè un croissant, un pastis o un pernod.

Patrimonio immateriale

Il servizio al tavolo in stile francese è diventato parte fondamentale del “patrimonio culturale immateriale” di Parigi. Una visita alla città non può presumere da alcuni appuntamenti fissi, che non sono soltanto, il Louvre, la Torre, il Trocadero e il Moulin Rouge, ma anche i suoi bar all’aperto a sorseggiare caffè mentre si osservano i passanti. Torna la corsa dei camerieri

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Notre-Dame nuove polemiche

La cattedrale bruciata 5 anni fa è in ricostruzione ma con molti dissidi tra i puristi.

Dopo la guglia da sostituire con un progetto attuale, prontamente rigettato, ora è il tempo delle vetrate. La proposta di Macron di aggiungere vetrate in chiave moderna sul lato sud, ha fatto inviperire molti francesi. “Come si permette di toccare un monumento che è di tutti i francesi”? Questa la motivazione cha ha portato ad una raccolta di firme per bloccare tutto. Notre-Dame nuove polemiche

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Le vetrate non sono quelle originali

In realtà i “salvatori dell’esistente” dimenticano o non conoscono, che le vetrate della più celebre chiesa parigina non sono le stesse del XII secolo. Sono state modificate e sostituite più volte durante secoli, in parte perché rovinate dagli agenti atmosferici, o altri accidenti. In altre occasioni, semplicemente, per abbellire le pareti della cattedrale.

6 nuove vetrate a sud

La richiesta di inviare proposte per 6 nuove vetrate sta destando l’interesse di diversi artisti che stanno elaborando i progetti. Potrebbe risultare un ammodernamento interessante, ma cozzerà sempre con l’opinione dei “nulla si tocchi”. L’esempio del Teatro Opera Garnier dipinto con la sua volta moderna è lì a dimostrarlo. Osteggiato dai puristi, nel tempo è diventato un dei luoghi preferiti dove ammirare una delle opere più significative di Marc Chagall.

Hanno “solo” 150 anni

Le attuali vetrate risalgono al 1859 e sono state realizzate su disegni di Eugene Viollet-le-Duc. Verranno esposte in un apposito museo dedicato alla cattedrale che sorgerà tra poco. Al loro posto resteranno finestroni vuoti che sarebbe corretto completare. Per questo, l’idea di trovare vetrate moderne, potrebbe essere la prosecuzione di un discorso di evoluzione, della cattedrale nel tempo.

Notre-Dame nuove polemiche

L’arcivescovo primo sponsor dell’idea

L’idea in realtà era stata suggerita da chi vive la cattedrale quotidianamente, ovvero l’arcivescovo di Parigi Laurent Ulrich. Il dibattito s’era già surriscaldato con ancora le ceneri bollenti rimaste dopo l’incendio. Mantenere l’integrità era diventato un dogma per alcuni, mentre altri amavano l’idea che la cattedrale continuasse a respirare la voglia di essere sempre innovativa della città. La piramide in vetro del Louvre dimostra che a Parigi si può contaminare.

Bisogna correre per fare in tempo

Il progetto ha la necessità di essere portato avanti celermente poiché la riapertura ufficiale di Notre Dame è prevista per la festa dell’Immacolata del prossimo 8 dicembre. Riusciranno i funzionari ad approvare in tempo le nuove vetrate, fabbricarle e montarle in tempo utile? E’ questa la scommessa da vincere. 

Ancor più turisti a visitarla

Una parte dei parigini sostiene che avere nuove vetrate stimolerebbe ancor più turisti a visitare la cattedrale. Per poter almeno avere una opinione personale, per denigrare o incensare le nuove finestre. O solo per rinverdire i ricordi delle visite precedenti. Questa polemica sembra giungere proprio per solleticare le opinioni più diverse e stimolare i curiosi ad entrare nella “nuova-vecchia” Notre-Dame. Notre-Dame nuove polemiche

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Un nuovo nemico per le Olimpiadi di Parigi

Per timori per la sicurezza la polizia francese vuole spostare i bouquinistes della Senna

I librai sono in rivolta, eliminare uno dei simboli della città delle luci sembra un sopruso. Esistono da secoli e sono uno dei luoghi iconici di Parigi, tra i più visitati e fotografati. Sono circa 4 chilometri di casotti verde scuro che ospitano ogni tipo di riviste, libri, letteratura e curiosità. Un nuovo nemico per le Olimpiadi di Parigi

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Rimuovere tutti i casotti

L’hotel de la ville s’impegna a rimuovere tutti gli stand e collocarli altrove per il periodo delle Olimpiadi e a reinstallarli nella stessa collocazione. I librai temono che sia un modo per eliminarli e chiedere maggiori affitti per il suolo occupato. Temono anche che invece dei 2-3 mesi di sosta, i casotti verranno restituiti solo dopo un anno e magari con i materiali di qualcun altro.

Mercato all’aperto

E’qui un grande mercato all’aperto, probabilmente il più grande del mondo, i casotti sono autorizzati sono 240, sempre aperti in qualunque giorno e con qualsiasi tempo. Il problema della gestione della sicurezza per un evento come i giochi olimpici, resta intatto. Controllare più volte al giorno tutti gli stand sarebbe quasi impossibile.

Nemmeno la guerra

I bouquinistes ricordano che nemmeno i tedeschi riuscirono a farli sgombrare durante la guerra e che proprio molti di loro contribuirono a diffondere documenti utili ai partigiani e nascosero armi per la liberazione. Si considerano una tradizione che non può essere smantellata a piacere.

Inaugurazione dei giochi sulla Senna

L’inaugurazione delle Olimpiadi è stato deciso che invece di avvenire in uno stadio o di un viale avverrà sulla Senna. Saranno 160 imbarcazioni a solcare il fiume e questo complica molto il lavoro per la sicurezza, i casotti sono troppi e la polizia sarebbe troppo impegnata nella sorveglianza. Per questo rimuoverli anche solo per un breve periodo sembra la soluzione più semplice.

Gare di nuoto spostate al chiuso

Liberando le rive della Senna si potrebbe lasciare spazio a moltissimi turisti, tifosi, supporter, curiosi per assistere all’evento ed alle gare. I bouquinistes rivendicano che le condizioni sono mutate, le gare di nuoto che dovevano avvenire nella Senna sono state bloccate per insalubrità delle acque. Il tentativo di rendere la Senna pulita, sono falliti, troppa flora batterica non consente di effettuare le gare in modo salubre.

Chiuso per pochi giorni

Saltato il programma olimpico nelle acque libere del fiume non si comprende tutta la smania di spostare i loro casotti. I bouquinistes sono disposti a tenere chiuso per alcuni giorni in occasione dell’apertura dei Giochi, per facilitare le ispezioni a patto di non doversi spostare baracca e burattini. La diatriba continua e forse non si risolverà prestissimo. 

Business minimo

I bouquinistes non vendono molto, il loro business è limitato, anche perché devono sottostare ad un regolamento specifico. I loro libri e riviste devono essere del 75%, mentre solo il 25% può essere riservato agli articoli e souvenir turistici. Molti lamentano che una interruzione anche solo di un paio di mesi, rischia di metterli sul lastrico. Il governo ha promesso che la rimozione, e ricollocante saranno a loro spese, per evitare esborsi troppo ingenti.

Chi vincerà?

Resta il problema del cambiamento di panorama a cui i turisti e i residenti non sono abituati. La polizia si dice disposta a discutere coi librai che a loro volta lamentano di non essere stati consultati preventivamente e di trovarsi davanti a decisioni calate dall’alto. Come finirà? Sport o cultura? Chi vincerà? Un nuovo nemico per le Olimpiadi di Parigi

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Se Greta ha più di 60 anni

Il cambiamento climatico non è un problema solo per i millennial, in Svizzera sono le persone mature a combatterlo

Un gruppo di signore svizzere con un’età superiore ai 64 anni potrebbe sconvolgere lo scenario del diritto internazionale. Ha infatti citato in giudizio il governo per l’incapacità di limitare il cambiamento climatico. Sostengono che la Confederazione non ha fatto abbastanza e questo viola i loro diritti umani e il diritto alla salute. Potrebbe innescare un effetto valanga se altre associazioni deferissero i loro stati nazionali. Se Greta ha più di 60 anni

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2.000 signore arrabbiate

Le KlimaSeniorinnen Schweiz, sostenute anche da Greenpeace sono oltre 2.000 donne mature con le idee molto chiare. Hanno presentato la loro causa alla corte europea per i diritti ed ora sperano di aver infranto un tabù e rimesso il problema del clima in cima alla lista. Lamentano che sono proprio le donne a subire i peggiori danni, con oltre 60.000 decessi nel solo anno scorso, a causa delle crisi climartiche.

Un luglio bollente

Luglio è stato il mese più caldo mai registrato, ma non si sono viste azioni volte a ridurre le temperature e a combattere la sua crescita. “Il governo non fa abbastanza per noi e per il paese”. La causa era già stata intentata nel 2016 ma era stata rigettata. A meno di dieci anni la stessa causa è arrivata alla Corte Suprema Svizzera. Un chiaro segno che le condizioni sono mutate e delle presa in carico delle istituzioni.

Selezioni per l’ammissibilità

Hanno dovuto passare diverse selezioni prima di essere ammesse, superare diversi livelli preliminari di ammissibilità. Il fatto che il caso sia stato discusso dalla Grande Camera è di per se un successo delle mature attiviste. L’effetto che potrebbe derivarne innescherebbe un effetto domino che metterebbe in crisi molti governi disattenti verso il cambiamento climatico

Se Greta ha più di 60 anni

Ghiacciai che si sciolgono velocemente

I timori delle signore svizzere sono purtroppo suffragati dalle notizie del maggior caldo mai registrato a luglio che ha portato ad una grande scioglimento dei ghiacciai, che si prevede spariranno entro il 2100, se le emissioni di gas serra continueranno nelle loro escalation. Molte aree europee sono state sottoposte an un aggravamento delle condizioni che ha portato ad effetti catastrofici, alluvioni, incendi, frane, fenomeni atmosferici imprevisti e tremendi

Maturi attivisti pronti a scendere in piazza e lottare

Non è l’unica azione intrapresa da maturi attivisti. Ci sono risvegli in quel senso in altri paesi, con azioni di protesta contro i centri finanziari che finanziano ricerche e investimenti sui combustibili fossili. Le banche sono nel mirino dei correntisti che minacciano di ritirare i loro fondi. Forse la leva che fa più paura ai grandi investitori che nell’energia green investono con troppa prudenza perché il fossile ha rese immediate e più veloci.

L’etica dimenticata a favore di pochi

L’etica diventa un optional che viene dimenticata a fronte di buoni guadagni, il vecchio “pecunia non olet” resta un baluardo difficile da superare. Gli attivisti svizzeri sostengono che il loro governo non è all’altezza degli obiettivi dell’accordo di Parigi del 2015. Se la Corte emetterà la sue sentenza a fine anno, potrebbe ridefinire il modo con cui i governi dovranno affrontare la crisi climatica. Se Greta ha più di 60 anni

Se Greta ha più di 60 anni

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Il triste compleanno degli Accordi di Parigi

Sono passati 5 anni dalla firma del trattato ma pochissimo è stato fatto

Greta Thunberg ha strigliato di nuovo i politici e i potenti del mondo per l’inefficienza delle loro promesse. Cinque anni fa sembrava l’inizio di una vera presa di coscienza, di una svolta green destinata a migliorare e salvare il pianeta. Avevano promesso di mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2 gradi centigradi. Anzi l’obiettivo era di non superare l’aumento di 1,5 gradi, proprio per migliorare lo status quo. Eppure proprio questo quinquennio le temperature sono salite, si sono registrate le temperature più alte da quando esistono le misurazioni. Il triste compleanno degli Accordi di Parigi

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Dobbiamo restituire le opere d’arte rubate?

Un collettivo di artisti di origini africane chiede che tutti i manufatti sottratti durante il colonialismo siano restituiti ai paesi d’appartenenza

Cominciamo dalla fine. 5 attivisti sono stati arrestati a Parigi per aver cercato di sottrarre e riportare al paese d’origine un manufatto di arte etnica. Tutto è accaduto al bellissimo e assolutamente da visitare,  Museo di Quai Branly dedicato a Jacques Chirac. Uno dei musei più ricchi al mondo di manufatti provenienti dalle culture native di tutto il mondo. Almeno 70.000 pezzi delle collezioni provengono dall’Africa sub sahariana. Sono oggetti acquistati, requisiti o ottenuti durante il periodo coloniale. Dobbiamo restituire le opere d’arte rubate?

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Il più grande orto sui tetti apre a Parigi

Un grande giardino e un grande orto sviluppato sui tetti di Parigi. Quasi 1,5 ettari per coltivare i frutti e le verdure di cui ha bisogno la città.

Ad assicurarsi il contratto per poter progettare l’orto sui tetti parigini è la società Agropolis. In questo caso, rispetto alle usuali ridotte metrature, la grande dimensione dell’orto urbano sui tetti, garantisce che ci siano possibilità di renderlo redditizio. Progettato per non utilizzare terreno si sviluppa tramite torrette, in cui le coltivazioni possono svilupparsi in senso verticale. Le piante sono nutrite da una soluzione di nutrienti e non ha bisogno di molta acqua. Basta una buona gestione dell’acqua piovana. Costruito con moduli leggeri, e di dimensioni ridotte che sono facili da trasportare e venire assemblati su ogni tipo di tetto. Il più grande orto sui tetti apre a Parigi.

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Enogastronomia, Eventi

Eataly apre a Parigi alle Galeries Lafayette

La più grande enoteca italiana in Francia

Come si usa dire proprio in bocca al lupo. La cosiddetta capitale mondiale della cucina, anche se i francesi dicono sia Lione, ospita il nuovo EatalyApre a Parigi alle Galeries Lafayette il meglio della cucina e dell’enogastronomia italiana. Lo fa esportando il nostro tipico, dando spazio a prodotti di nicchia alle nostre DOP e IGP.

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