Benessere, Enogastronomia

Scarpetta si o no?

L’incomparabile piacere di finire una portata assaporando quanto rimasto nel piatto

I turisti stranieri restano sorpresi da alcune nostre abilità a tavola: avvolgere gli spaghetti o la pasta lunga con la forchetta, avvolgere le tagliatelle in brodo con cucchiaio e forchetta, usare il cucchiaio per le minestre senza fare eccessivi risucchi sonori. Ma la cosa che li stupisce maggiormente è larte del fare la scarpetta. Quel gesto rapido con relativo movimento del polso, che con una sola movenza che ci fa ripulire l’intero piatto, a fine portata. Scarpetta si o no?

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Abituati sin da bambini

E’ un’abilità acquisita fin da bambini e che resta una prerogativa quasi solo italiana. Nonostante il vecchio Galateo di Monsignor Della Casa, lo vieti, perché retaggio di antiche culture contadine e quindi volgari, il più recente Bon Ton lo consente. Ammettiamolo il piacere di raccogliere il sugo è un’emozione impagabile ed anche i più formali si trattengono a stento dal farla. 

Consentito ma con regole e con la forchetta

Il Galateo in realtà lo consentirebbe ma in un modo meno piacevole, il pane con cui raccogliere le salse, i ragout, i sughi , gli intingoli dovrebbe essere infilzato con la forchetta prima di svolgere quel prezioso svolazzo nel piatto. Si raccomanda di utilizzarla solo in occasioni informali ed in famiglia perché nulla vada sprecato. La sensazione di degustare appieno il pranzo che ci è stato servito e dare ampia soddisfazione alla cuoca o allo chef che si è cimentato ai fornelli è sicuramente garantita.

Scarpetta si o no

Anche al ristorante

Se in casa propria ognuno è re e perciò si comporta a tavola come meglio gli aggrada, il rito della scarpetta diventa difficoltoso in ambienti prestigiosi o al ristorante. Un certo senso di non voler apparire dei ghiottoni limita l’azione di pulitura del piatto, ma come anticipato molti non sanno resistere. Magari usano un piccolo pezzo di pane per cercare di sembrare ben educati e non sfigurare se l’ambiente è raffinato o se in compagnia di persone di altro ceto.

Un sugo non può essere abbandonato

Ma un sugo abbondante non può essere lasciato incustodito, e pensare che sarà vittima del ciclo della lavastoviglie è un vero scempio. Tanta grazia e tanto sapore non può essere sconfitto sull’altare della formale buona creanza. La scarpetta ha poche regole, una delle quali è mai cercare di farla con crackers, grissini o pane alternativo, è la mollica la regina del gesto. Per questo se avete ordinato piatti con sughi evitate di smangiucchiare il pane prima che vengano serviti, quel pane vi servirà dopo.

Fatelo con nonchalance mettete a loro agio anche gli altri commensali

Al ristorante fatelo con nonchalance mentre discorrete, distraete gli altri commensali dall’osservare la vostra efficace manualità, se vi sentite in imbarazzo a fare la scarpetta, ed evitate che il piatto, per timore di essere giudicati, vi venga sottratto appena avrete mangiato l’ultimo maccherone.

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Scarpetta si o no

Un dito inzuppato è un rischio da correre

Avere almeno un dito intinto nel sugo fa parte dell’esperienza, ma con un po’ di esercizio potete migliorare e succhiarvi il dito colpevole con finta innocenza farà scattare in molti un sorriso di comprensione. Per la padrona di casa esprimerete un segno di gradimento aggiuntivo, se saprete commentare quanto era buono il sugo e come non avete potuto trattenervi. Vi farete un’eterna amica.

Si gioca solo nel proprio piatto

La scarpetta è un gioco personale da condurre solo nel proprio territorio (piatto). Andare a pucciare il pane in quello del vicino rischia di scatenare guerre. Potete concedervi solo un assaggino se sarà il vicino ad offrirvene l’occasione. Non siate troppo invadenti. Alla scarpetta come alla scarpetta, direbbero i cugini d’oltralpe.

Quali sono i piatti più coinvolgenti?

Ovviamente tutte le paste col sugo, il sugo a base di pomodoro si sposa in modo eccellente col vostro tozzo di pane. Scegliete bene il pezzo di pane, con tanta mollica in modo che assorba bene, così non rischierete di inzaccherarvi gli abiti con inopportune tracce rosso sangue. Ci sono piatti che gridano vendetta se non fate la scarpetta, il brodetto, il caciucco, il sauté di cozze, le zuppe di pesce, lo spezzatino, vi odieranno a morte se non la fate. Anche tutte le carni con salse cremose o con intingoli preziosi, a partire dal roast-beef per arrivare al vitel tonneé, passando per la cassoela. Scarpetta si o no?

Scarpetta si o no
Abitare, Benessere, Enogastronomia

Birra più sostenibile

Dalla partnership tra Unionbirrai e la start up Biova Project nasce un nuovo progetto contro lo spreco

A Rimini al Beer & Food Attraction succedono molte cose. Un numero formidabile di stand a rappresentare i birrifici e i micro-birrifici artigianali, ne fanno una delle fiere più importanti per il settore. Dall’accordo fra Unionbirrai, che rappresenta i piccoli birrifici indipendenti, e Biova Project, ha preso vita un progetto contro lo spreco alimentare. La start up innovativa nasce proprio per recuperare surplus di cibo, usando i propri centri di recupero in tutta Italia. Birra più sostenibile

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Un impegno a fare di più e meglio

Una vera chiamata all’azione contro lo spreco alimentare. I birrifici fanno parte del gruppo di aziende che produce scarti amidacei, in buona compagnia coi produttori di pane, pasta, riso. Rappresenta un buon punto di partenza per recuperare e trasformare ingredienti che, altrimenti, non sarebbero utilizzati. Una visione ecologica del problema, che consente anche di pensarlo in chiave economicamente vantaggiosa. Sostenibilità, riutilizzo, trasformazione, sono alla base di una green economy, a cui è giusto riservare sempre maggiore attenzione.

Uno spreco evidente

Il solo pane gettato ogni giorno dai consumatori italiani e gli invenduti, raggiungono cifre impensabili. Sono 13mila i quintali che finiscono nella spazzatura. Numeri che fanno ancora più impressione se immaginiamo che, con quel pane quotidiano, si potrebbero nutrire 25mila persone per un anno. Gli italiani consumano in media 52 chilogrammo di pane l’anno, e purtroppo, molto altro è sprecato, come avanzo indesiderato. La messa in rete della App Sprecometro, riesce a quantificare quanta della nostra spesa, finisce direttamente nel cassonetto. Uno spreco che non possiamo più permetterci.

Food innovation

Biova Project fondata nel 2019 a Torino, fa food innovation. Il suo obiettivo è ridurre lo spreco alimentare in tutto il pianeta, partendo dalle realtà italiane. Il mezzo è creare nuovi prodotti, che possano interessare ogni tipo di comunità, dal privato cittadino alle aziende. Un nuovo valore aggiunto, che sia vantaggioso economicamente e socialmente sostenibile. Hanno dato vita a diversi progetti locali, ed ora con questo accordo con Unionbirrai, puntano ad estendere il loro operato su tutto il territorio nazionale. Trasformare materie che sarebbero di scarto in prodotti riutilizzabili, è un’attività encomiabile. Una direzione corretta per un mondo migliore. Birra più sostenibile

Birra più sostenibile
Enogastronomia, Eventi, Marketing

Pane delle palafitte occasione da non perdere

Pane pietrificato delle palafitte di Ledro

Ritrovato un antico pane risalente a millenni fa studiato e ricostruito nella sua integrità

Gli enti pubblici possono fare da traino ai nostri prodotti? Sono loro a doversi impegnare per stimolare il mercato o sono gli imprenditori a doversi impadronire delle occasioni? La presentazione di un reperto storico come il “pane delle palafitte” fornisce lo stimolo per discuterne. Pane delle palafitte occasione da non perdere

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Enogastronomia, Eventi

Profumo di pane trentino

L’arte del buon pane di montagna in un evento a cura della Pro Loco di Trento

Dal 23 al 26 settembre Palazzo Roccabruna ospiterà “Profumo di pane trentino. L’arte del buon pane di montagna”, un’iniziativa organizzata dall’Associazione Panificatori della Provincia di Trento. Realizzata in collaborazione con la locale Camera di Commercio. La quarta edizione avviene in concomitanza con Autumnus città di Trento, a cura della Pro Loco Centro Storico Trento. Gli eventi si tengono negli stessi giorni (dal 24 al 26 settembre) con un ricco programma di oltre 70 eventi tra convegni, degustazioni, laboratori, mostre e approfondimenti tematici. Profumo di pane trentino

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Enogastronomia

Gli antichi egizi mangiavano un ottimo pane

Ricostruito il lievito che gli egizi usavano per panificare ed è soprendentemente buono

4500 anni o forse più la panificazione era già sviluppata in modo tale da permettere di mettere sulle tavole dei Faraoni ma anche del popolo un pane di pregevole qualità. Un ingegnere statunitense appassionato delle culture alimentari antiche è riuscito ad ottenere in coltura il lievito che veniva utilizzato quasi 5 millenni fa. Gli antichi egizi mangiavano un ottimo pane.

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Benessere, Enogastronomia

I grani antichi contro il senza glutine

Le coltivazioni del secolo scorso non producevano i problemi attuali, bisogna seminarli di nuovo

Il frumento è alla base dell’alimentazione umana. Sono almeno 10.000 anni che lo coltiviamo e selezioniamo pr arrivare ad una produzione stabile e vantaggiosa. Ora però siamo arrivati ad eccessi che ci fanno capire che qualcosa non va. I grani antichi contro il senza glutine

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Benessere, Enogastronomia

Il pane gode di ingiusta cattiva fama

Teorie non supportate dalla ricerca scientifica

Un recente articolo di Markheim Heid su Medium, smonta le teorie che non hanno supporto scientifico sulla cattiva fama di cui gode il pane. E’ parte fondamentale della dieta umana, eppure gode di una cattiva fama, ingigantita da cattive contro informazioni, che sembra siano in aumento. C’è addirittura chi considera il pane come una malvagità dal punto di vista dietetico.

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