Abitare, Eventi

Vero o artificiale l’albero di Natale

Ormai mancano poche ore ma se non lo avete ancora acquistato è tempo di chiarirsi le idee

Il tema dell’albero di Natale vero o finto ricorre ogni anno con molte sfumature e distinguo. Cerchiamo di fare chiarezza. Innanzitutto se avete già un albero finto tenetevelo. Andate a spolverarlo un po’ e arricchitelo di tutti gli addobbi che amate, saranno loro a fare la differenza e nessuno noterà cosa c’è sotto ai vostri nastri, palle e lucine.Vero o artificiale l’albero di Natale

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Tenetevi il vecchio abete finto

Più anni lo terrete e meno inquinerete, rispetterete l’ambiente semplicemente prendendovi cura del vecchio abete, che magari è una “eredità” di famiglia. A lui sono legati tantissimi ricordi di natali passati assieme. Magari addobbati da persone che non ci sono più e che vi faranno pensare a loro, mentre date fondo alla vostra abilità nel “vestirlo”.

Mettetelo all’asta

Potreste anche fare un investimento involontario. Mantenetelo intatto per tanti anni e potreste rivenderlo all’asta, come è accaduto il mese scorso, ad un vecchio albero di Natale finto di 103 anni, che è stato battuto per 4.000 dollari.

Meglio un albero vero

Se dovete comprarlo ex novo, preferite un albero vero. Non pensiate di arrecare danni all’ecosistema, perché sono alberi allevati e coltivati appositamente per questo scopo, Non state provocando una deforestazione come quella amazzonica, state invece sostenendo un’economia vivaistica che questi alberi li cura fin dal seme. 

Vero o artificiale l’albero di Natale

Cosa farne dopo l’uso? 

A molti piacerebbe ripiantarli in giardino, ma spesso non è possibile. Sono realizzati per essere accolti in un vaso e quindi le loro radici sono state spuntate. Molto raramente riescono ad ambientarsi nei vostri giardini e moriranno. Poco male, se riuscite a smaltirli in un’isola ecologica che si prenda cura di loro e che li sappia trasformare in compost, addato a far crescere altri alberi. Una economia green che servirà a produrre altri alberelli per i prossimi anni.

Riforestare?

Potrebbe sembrare la soluzione migliore ma il vostro albero potrebbe essere cresciuto in aree dove alcune malattie sono endemiche e se li posizionate in una foresta potreste diffondere malattie e parassiti pericolosi. Gli abeti hanno radici molto superficiali, (ricordate lo sconquasso di Vaia?) e il vento è un loro grande nemico, dovreste farlo ripiantare da qualcuno veramente esperto. Consegnatelo ai centri di raccolta è la soluzione migliore.

Affittarlo?

Ci sono organizzazioni che promettono di reinserirlo in ambiente dopo che hanno svolto il loro compito. Praticamente lo affittate per un mesetto e poi lo rendete. Funzionale solo se il vostro abete resta all’aperto, se lo tenete all’interno, soffrirà e rischierà di perdere i suoi aghi per lo sbalzo di calore, deperirà, e a quel punto nulla lo salverà.

Non è abbastanza regolare

Qualcuno obietta che quello finto è molto regolare ed armonico, quello vero invece a volte è irregolare, i rami non sono così simmetrici. Verissimo, ma l’abete vero vi compenserà col suo profumo resinato e vi obbligherà a pensare al suo allestimento. Dovrete dimostrare la vostra bravura nel decorarlo e sarà più divertente e coinvolgente. 

Vai con la fantasia

Se non volete adeguarvi potete inventare i vostri alberi di Natale dando fondo alla fantasia con gli oggetti di casa. La rete è piena di tutorial per insegnarvi a farli di carta o con materiali a cui non avevano pensato. Così anche se volete evitare l’aspetto consumistico delle Feste, potrete lo stesso avere il vostro simbolo natalizio e sentirvi appagati per il vostro senso etico. Vero o artificiale l’albero di Natale

Vero o artificiale l’albero di Natale

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Zucche vuote per allontanare il buio

Torna la notte di Halloween e tutti i suoi simboli magici ed esoterici

Le associazioni cattoliche lanceranno, come sempre, i loro anatemi contro queste feste demoniache ed i ragazzini continueranno a fregasene e a fare festa. La Chiesa dimentica tropo facilmente che la festa di Ognissanti è proprio una derivazione delle celtica Halloween. Sono moltissimi i riti barbari a cui sono stati sovrapposte festività religiose cristiane, compreso il Natale, ma non amano che si ricordino le radici di questi rituali. Zucche vuote per allontanare il buio

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Scherzetti e caramelle

I ragazzini andranno in ogni caso, a suonare alle porte dei vicini per raccogliere dolcetti e a “spaventarli” minacciando burle. In realtà quando la festa ha ripreso slancio, circa un secolo fa, erano molti coloro che subivano realmente scherzi anche pesanti. Uno dei più comuni era quello di ricattare le padrone di casa con una saponetta da sfregare su tutte le finestre. Poi col tempo le cose si sono ammorbidite ed ora non si supera il livello delle minacce.

Tutto parte con lo Shamain

Come sapete tutto nasce dallo Shamain la festa di fine estate ed inizio inverno nella cultura celtica. Un giorno di passaggio dal calore estivi ai freddi invernali. Un momento di passaggio al quale venivano associati altri rituali, sia religiosi che decisamente laici. Mentre i druidi facevano riti e divinazioni sulla prossima stagione, il popolo accendeva fuochi per essere sempre illuminato ed allontanare le tenebre che sarebbero arrivate a dominare nei prossimi tre mesi.

Un velo assottigliato

Di questo passaggio approfittavano secondo le leggende druidiche, i defunti che potevano filtrare attraverso il velo che separa morti e vivi, per ritornare nei luoghi che frequentavano da vivi. Il mondo delle tenebre era quello in cui le ombre erano abituate a muoversi a loro agio, mentre la luce le allontanava. Perciò era utile, per i vivi, avere qualcosa che producesse luce e tenesse alla larga gli spiriti dei morti, i mostri, le fate, le streghe, e tutti i personaggi delle leggende celtiche. 

Zucche vuote per allontanare il buio

Lanterne costose 

Le lanterne, soprattutto quelle in metallo erano costose, e servivano per illuminare e proteggere le case, per questo venivano fabbricate lanterne “usa e getta intagliando i vegetali e i tuberi a disposizione. Molto utilizzate erano le rape o i ravanelli più grandi, che potevano essere scavati all’interno ed ospitare una brace o una piccola candela. Da questa tradizione venne l’uso di intagliare le zucche che ora dominano tutti i materiali legati ad Halloween.

Rape intagliate

Chi doveva uscire di casa, portava con se queste rape intagliate, a forma di testa umana. Venivano intagliati occhi e bocca, per illuminare il buio attorno a loro, ed essere sicuri di non essere rapiti e portati nell’altra dimensione. Per garantirsi una ulteriore scappatoia portavano con se del cibo, da usare come riscatto se incrociavano qualche antenato. Questo rituale col tempo si è trasformato nel rito di “dolcetto o scherzetto”. 

Un nome specifico

Anche il nome della lanterna ha un significato specifico e viene dal più temuto dei mostri  che si potevano incontrare quella notte, Stinghy Jack. Un essere multiforme che era stato relegato in una sorta di limbo tra i due mondi e che era il primo ad approfittare del diradamento del velo che mantiene divisi i due regni. Per non incontrare il temutissimo “Giacomo Pungiglione” vennero create le Jack O’lantern.

Zucche coltivate appositamente

Le zucche utilizzate ora sono decisamente vuote, facili da incidere ed intagliare. Esiste una vera cultura per ottenere figure che vengono retroilluminate, che sappiano spaventare i mostri o li facciano almeno ridere. Si va da volti arrabbiati con tanto di canini aguzzi a figure ironiche e scherzose. In alcune località le zucche sono diventate veri e propri sberleffi con cui arredare i giardini o i porticati. Viene evidenziato il lato ironico e stravolgente di alcuni volti, per strappare almeno una risata, con buona pace degli avversatori della festa. Zucche vuote per allontanare il buio

Zucche vuote per allontanare il buio

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Eventi, Marketing

Chi ha ucciso la cartolina di Natale?

Uno strumento amatissimo per contattare familiari ed amici sta agonizzando per colpa della rete

Nata un po’ per caso un po’ per necessità, la cartolina di auguri, è diventata un business imponente per poi afflosciarsi progressivamente. Dagli anni ’90 del secolo scorso, il suo business è andato a languire, scalzato dalla comodità della rete. Un contributo importante lo ha dato anche la certezza che i messaggi arrivassero in tempi utili. I servizi postali sono stati alleggeriti di questa incombenza, che creava ingorghi nel periodo delle Festività Natalizie. Chi ha ucciso la cartolina di Natale?

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Il merito delle British Mail

L’usanza di scambiarsi lettere e biglietti di auguri proviene dall’Inghilterra. Una tradizione molto forte anche in tempi lontani. Ma lo sviluppo della cartolina d’auguri è dovuto soprattutto al servizio postale britannico. La sua precisione e puntualità ha consentito a molti di scambiarsi messaggi in tempi rapidi e certi. Mr. Henry Cole fondatore del Victoria and Albert Museum di Londra, era un entusiasta sostenitore del nuovo sistema postale. Aveva molti amici e conoscenti, probabilmente troppi, da ringraziare e ricordare. In Inghilterra non rispondere ad un messaggio o ad una lettera è ritenuta una grave scortesia. Mr. Cole era sepolto da corrispondenza inevasa e cercò una soluzione a questo problema-

Un amico artista

Chiese ad un amico artista di realizzare un bozzetto che potesse rappresentare l’atmosfera della festa. Il disegno oltre a brindare, strizzava l’occhio anche alla carità con cui aiutare i più poveri. Ne fece realizzare mille copie da una tipografia, e fece mantenere uno spazio per personalizzare il messaggio. Era nata la prima cartolina di Natale e con lei anche la prima polemica. Nell’immagine erano presenti bambini che alzavano i calici per il brindisi augurale, Ma nella cultura vittoriana di allora, il solo pensiero che i bambini potessero sfiorare il vino, fece scattare la protesta.

Nonostante i bigotti

Nonostante le bordate dei puristi temperanti, la cartolina fu un successo tra gli amici di Mr. Cole. Anzi è stato immediatamente imitato, anche se il fenomeno per diventare davvero popolare ha impiegato alcuni anni. Il costo della cartolina in forma artistica, non era ancora competitivo per le classi più povere. La cartolina natalizia ebbe un enorme lancio grazie all’industria editoriale americana. Verso il 1915 la società che poi divenne Hallmark, lanciò molti nuovi soggetti ed utilizzò un nuovo formato. Fece biglietti pieghevoli che potevano essere personalizzati con un messaggio, più lunghi di una cartolina e più brevi di una lettera. Li commercializzò con la relativa busta.

Chi ha ucciso la cartolina di Natale

Artisti di grido

Per assicurarsi una clientela cospicua, i concorrenti di Hallmark, si dotarono dell’aiuto di artisti celebri. L’escalation a garantirsi firme celebri portò ad una vera e propria industria, prosegui ed ebbe il suo boom negli anni 50-60. Da messaggi teneri, paesaggi invernali o ammiccamenti alla felicità familiare, si passò a messaggi più ironici. Tra gli artisti coinvolti vanno sicuramente citati Norman Rockwell, Salvador Dalì, Grandma Moses. Le cartoline divennero ben presto materiale da collezione, tanto più celebri se rare o firmate da grandi artisti.

Anche i filatelici

Alla collezione di cartoline si aggiunsero poi i francobolli a tema, o gli annulli natalizi. Un successo enorme tanto che nel 1962 negli USA furono costretti a ristampare in tutta furia una nuova serie di francobolli dedicata al Natale. La prima stampa prevista era di 350 milioni di esemplari, ma non copriva la domanda. Tutti volevano quel francobollo per impreziosire i loro biglietti. La seconda stesura creò un precedente, a causa di un formato ridotto, diventato un “must” dei collezionisti. Infine furono stampati un miliardo di bolli di natale del ’62, quell’anno.

Piccoli editori

I biglietti di auguri sono ormai una rarità, e sono appannaggio di piccoli editori di nicchia. Molti biglietti non vengono nemmeno spediti ma consegnati a mano, come accompagnamento ai doni. Sono una personalizzazione del regalo ed hanno vesti, colori, messaggi molto diversi dal tradizionale “a te e famiglia”. Resta un business marginale, ma i collezionisti continuano a girare per mercatini, alla ricerca del loro pezzo mancante. Fa parte del desiderio di conservare qualcosa di bello, del passato, magari legato alla propria infanzia. In fondo un augurio non fa mai male, e una cartolina in più, non guasta. Chi ha ucciso la cartolina di Natale?

Chi ha ucciso la cartolina di Natale

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Enogastronomia, Eventi, Marketing

Niente di meglio del cibo per i regali natalizi

Per evitare di trovare il proprio dono infilato nel cassonetto il giorno dopo è meglio evitare errori

È iniziata la stagione della caccia al regalo, bello, interessante, divertente, che possa piacere e non sia a rischio riciclo. Scelte molto complesse e complicate, da valutare attentamente, e che lasciano sempre margini di dubbio. Le statistiche possono venirci in soccorso per evitare alcuni degli errori più macroscopici. Sono decisamente tanti coloro che si dichiarano insoddisfatti dai doni ricevuti, sfiorano il 50% in alcune fasce d’età. Ma in generale sono oltre il 30% coloro che avrebbero preferito ricevere altro. Niente di meglio del cibo per i regali natalizi

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Dove si rischia di più

Sono alcuni classici, i regali maggiormente a rischio di essere respinti, cestinati o dirottati verso altri. I giovanissimi, under 20 sono tra i più difficili da accontentare. Hanno personalità in evoluzione, perciò quasi tutto è a rischio di essere “troppo”. Troppo vecchio, troppo abusato, troppo fancy, troppo consumista, troppo usuale, oppure troppo poco sostenibile o green. Se volete evitare figuracce tenetevi alla larga da sciarpe, guanti, berretti di lana, bigiotteria e l’abusato maglione di Natale di stile nordico con le renne.  Evitate poi di regalare profumi, se non vi sono stati richiesti specificatamente, oppure siete certi del profumo che utilizzano al momento.

Riciclo in agguato

Con così tanti scontenti del dono ricevuto, diventa palese che la tradizione del riciclo stia diventando molto comune. Anche qui i giovanissimi hanno la percentuale più alta, almeno la metà di loro confessa di rifilare ad altri il dono sgradito. Ma in generale, 1 regalo su 4 torna a circolare liberamente. A rischio per le generazioni più mature, oltre ai regali precedenti, gli accessori per la casa, con le candele in testa. Accessori d’abbigliamento, foulard, spille, intimo e cinture per lei, portafogli, portachiavi e cravatte per lui. Questi rischiate veramente, di trovarli direttamente nel cassonetto sotto casa il mattino dopo.

Niente di meglio del cibo per i regali natalizi

Salvarsi in corner

Per essere certi di azzeccare il dono che renderà tutti felici, regalate cibo. Qualcosa di buono, tradizionale o meno che sia, sicuramente solleticherà il palato e stimolerà la salivazione. Il cesto di prodotti gastronomici è in cima al gradimento di tutte le famiglie. Ogni fascia d’età è felice di gustare qualcosa di appetitoso. Cesti assortiti, ma anche bottiglie di vino o dolci da forno sono al top dei preferiti. Panettoni, pandori, torroni, spongate, o altri articoli di stagione sono un ottimo passe-partout per arrivare ad ottenere un sorriso convincente.

Come variare

Potete sbizzarrirvi con le proposte più semplici, o con quelle che faranno squittire di gioia i gourmand. Se siete cuochi provetti, potete aggiungere vostre preparazioni, per dare un tocco di originalità. Se conoscete bene chi riceve, e sapete cosa stimola il loro appetito, potete colpire il bersaglio con la migliore versione di quel piatto. Accoppiare buon cibo industriale, a ottimo cibo artigianale è uno dei trend di maggiore successo. Con la pandemia in moltissimi si sono cimentati in cucina con invidiabili successi. Val la pena di riproporre le vostre creazioni e condividerle. Il piacere di stare a tavola a consumare buon cibo, fa parte del dono stesso. Una ulteriore soluzione alternativa potrebbe essere un gift-card a tema food & beverage. In questo caso la certezza di non sbagliare il dono è pari al 100%. Niente di meglio del cibo per i regali natalizi

Niente di meglio del cibo per i regali natalizi

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Enogastronomia, Eventi

Birre di Natale vince la Rock Noel

Premiate ieri le migliori birre di Natale italiane a Roma

Bisogna andare nelle Marche per gustare la miglior Birra di Natale del 2022. A sancirlo un panel di degustatori organizzato da Unionbirrai. Si chiama Rock Noel la vincitrice, ed è una creazione del Birrificio Il Mastio di Colmurano (Macerata). È una Belgian Strong Ale. A dimostrazione della diffusione dei birrifici e micro-birrifici i premi sono spalmati su tutto il territorio nazionale. Birre di Natale vince la Rock Noel

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Birrifici ovunque

Alla Rock Noel è seguita al secondo posto una birra campana, la 21 12 del Microbirrificio Artigianale Incanto di Casalnuovo di Napoli. Terzo posto per la birra proposta da Birra La Dama di Bedizzole (Brescia). Il bronzo in questo caso è andato a Santa Caos 2021. Partecipazione diffusa in questa seconda edizione del contest Birra dell’Anno Xmas Beers, la versione natalizia del concorso di Unionbirrai. Molto interesse per la premiazione dell’evento, tanto da essersi svolta in diretta su YouTube.

Miglior abbinamento col panettone

Il contest si è svolto su due livelli, Birra di Natale e miglior abbinamento con il panettone. Il dolce da forno, simbolo natalizio per eccellenza, è stato quello di Fiorenzo Ascolese del Panificio Ascolese di San Valentino Torio (SA). Già vincitore della categoria “Miglior Panettone Artigianale Tradizionale” della sesta edizione del concorso “Mastro Panettone”. A fare il botto quest’anno è stata Birra Eretica di Ornago (Monza Brianza) che ha occupato entrambe le prime due posizioni. Due birre decisamente molto gradite come la Tre x Tre (Tripel) e la Balurdon (Belgian Strong Dark Ale). Terzo posto per una birra lucchese, la Cintura d’Orione di Birrificio del Forte di Pietrasanta.

Birre di Natale vince la Rock Noel
Courtesy Il Mastio

Una tradizione in espansione

Le birre di Natale sono un evento molto presente nel nord Europa, che trova terreno fertile anche da noi, da alcune stagioni. Vengono prodotte appositamente per le feste con un grado alcolico più elevato, con spezie e maggiore consistenza di sapori. Si abbina facilmente ai dolci natalizi, secchi o lievitati, e proprio per la loro evoluzione sono un vero mondo a parte nell’esperienza di degustazione. Vale la pena di ricercarle per l’enorme ventaglio di possibilità, sia per colore, profumo e gusto. Occasione abbastanza unica per espandere la propria conoscenza delle birre artigianali.

Premiazione a Roma

La premiazione s’è svolta nell’Auditorium Giuseppe Avolio di CIA, l’organizzazione degli agricoltori Italiani che ha dato il suo supporto ai birrifici. L’obiettivo è ovviamente di valorizzare le birre artigianali italiane, dando sempre maggior rilievo a qualità, originalità e italianità. Il mercato sta incrementando la domanda di prodotti dalla forte personalità e riconoscibilità. Anche i mercati esteri sono molto interessati alla produzione nazionale, questo avvantaggia l’export e la nostra bilancia commerciale. Birre di Natale vince la Rock Noel

Credits: UnionBirrai, Il Mastio

Benessere, Enogastronomia, Eventi

Natale sottotono?

Inflazione, prezzi in aumento, timori di tenuta economica, costi energetici alle stelle, spaventano i consumatori

I dati e le previsioni di vendita risentono della situazione nazionale ed internazionale. Gli esperti analizzatori delle informazioni, hanno stimato che anche il Natale subirà un rallentamento. Molti consumatori prevedono di ridurre le uscite per il timore di spese eccezionali in arrivo. Soprattutto i costi legati alle bollette energetiche, spaventano le famiglie italiane. Il fattore inflattivo che fa lievitare i prezzi, non incoraggia i consumi. Natale sottotono

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Chi ne farà le spese?

I settori più colpiti sembrano essere quelli più voluttuari come gli addobbi, le luci (che molti non vorranno accendere) e i regali per gli adulti. Prevista anche una riduzione dei consumi alimentari, la compressione dei quali, dovrebbe essere attorno al 3%. È un segnale fortissimo poiché l’alimentazione è da sempre un traino per il periodo delle Festività. L’incertezza provocata dal conflitto russo-ucraino con la paventata minaccia di un disastro nucleare, sta facendo trattenere il respiro e richiudere il portafogli. A questo si aggiunge il timore di una incertezza economica, legata alla paura di dover affrontare i rigori invernali senza i corretti supporti. Non poter riscaldare le proprie case a dovere, invita a risparmiare ovunque sia possibile.

Commercianti in allarme

Sia la piccola che la grande distribuzione paventano il timore che, le ultime settimane dell’anno, a cui solitamente è delegato il raggiungimento degli obiettivi, si riveli fiacco. La fiducia dei consumatori è in calo e molti (circa il 60% del totale) pensano di ridurre le uscite per le spese natalizie. Solo i bambini non dovranno temere troppo per i loro regali, anche se saranno meno preziosi rispetto agli scorsi anni. Meno regali per gli adulti, soprattutto se esterni agli affetti più cari. In riduzione anche i prodotti tipici tradizionali delle feste, i dolci più costosi e le specialità gastronomiche troppo care.

Un natale sottotono

Un Natale che potrebbe essere il prologo ad una ulteriore stretta economica, che si manifesterà nel 2023. La possibile riduzione o sospensione dei redditi di cittadinanza impone nuove soluzioni per non creare ulteriori situazioni di povertà. La prospettiva di dover rinunciare al risparmio, per coprire le spese quotidiane supplementari, allerta anche i mercati finanziari. Urgente intervenire a favore delle fasce più deboli della popolazione, per rinfocolare quella fiducia che sembra sfuggire. Un Natale “povero” rischia di essere un segnale bipolare. Da un lato la positività di maggiore attenzione alle spese, dall’altro molto negativo per l’economia e i produttori nazionali. Natale sottotono

Natale sottotono

Credits: Pixabay

Enogastronomia, Eventi, Marketing

Birra di Natale chi vincerà

Una tradizione che viene dall’estero dove le Birre Speciali per gli eventi sono una consuetudine

Anche per quest’anno torna l’appuntamento Birra dell’Anno Xmas Beers. Il concorso lo organizza Unionbirrai e premia le migliori birre di Natale italiane. La tradizione di celerare le Feste o gli eventi particolari con birre a tema è molto diffusa all’estero, ma sta trovando spazi importanti anche in Italia. Dopo aver consumato le birre dedicate ad Halloween è il tempo di pensare al Natale. Birra di Natale chi vincerà

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Consumatori curiosi e impazienti

I consumatori di birra sono molto curiosi ed impazienti di assaggiare nuovi gusti e fragranze. Le degustazioni alla cieca, porteranno a stilare una classifica delle tre migliori birre natalizie. Sarà una giuria di esperti degustatori a svolgere il “compito ingrato” di decidere chi merita il premio. Quest’anno lo sforzo andrà abbinato alla degustazione con il panettone per simboleggiare la specificità della birra. Il panettone scelto è il vincitore dell’edizione 2022 di “Miglior Panettone Artigianale Tradizionale”. Ad aggiudicarselo il pasticcere Fiorenzo Ascolese del Panificio Ascolese di San Valentino Torio (Sa), che può fregiarsi del titolo “Mastro Panettone”.

Birra più alcoolica

Le birre di Natale vengono tradizionalmente dal Nord Europa, e sono storicamente certificate. La peculiarità più rilevante è di essere più alcooliche e speziate di essere prodotte appositamente per le festività. Nella tradizione del Nord Europa i dolci natalizi sono speziati e questa caratteristica entra anche nelle birre natalizie. L’uso di malti molto tostati e spezie rende particolarmente fragranti le birre delle Feste. Anche in questo caso, i birrai nostrani hanno dato vita a molte cotte particolari e decisamente fantasiose. Un segno distintivo della dinamicità del settore.

Birra di Natale chi vincerà

Packaging a tema

Ovviamente per entrare ancor più in atmosfera anche i packaging e le etichette risentono di tutti gli stilemi tipici del Natale. Sono birre in edizioni limitate, ideali anche per i collezionisti che trovano vesti nuove per le loro bottiglie preferite. Gli abbinamenti gastronomici diventano ancor più complessi ed intriganti, ed ogni mastro birraio avrà immaginato il modo migliore per far degustare la propria creatura. Stili differenti che generano una grande varietà e le etichette sono altrettanto “inusuali”.

Prenotazione entro il 30 novembre

Per iscriversi al concorso bisogna affrettarsi. Deadline 30 novembre. Il concorso è aperto a tutti i birrifici e micro-birrifici, sono ammesse le birre italiane prodotte dai piccoli birrifici indipendenti, reperibili in commercio. Le birre devono avere un esplicito riferimento alla festività nel nome, nella grafica e/o nella descrizione. Le iscrizioni di Birra dell’Anno Xmas Beers 2022 si chiuderanno mercoledì 30 novembre. Le birre vincitrici saranno premiate a Roma, nell’Auditorium Giuseppe Avolio/CIA Agricoltori Italiani, martedì 6 dicembre alle ore 14:30. Tutte le informazioni sul concorso sono disponibili sul sito www.birradellanno.it. Birra di Natale chi vincerà

Credits: Pixabay, Unionbirrai

Eventi

Adolf Hitler e il Natale nazificato

Il dittatore tedesco vedeva nella festività religiosa uno strumento di propaganda

C’erano 4.000 sostenitori ad applaudire Hitler quando condannò gli ebrei. “Codardi che hanno spezzato il liberatore del mondo sulla croce.” Giurarono che non si sarebbero arrestati fino a quando gli ebrei non sarebbero rimasti a terra a pezzi“. Quando il partito prese il potere nel ‘33 i propagandisti si misero in moto per ottenere questa nazificazione del Natale. Lo scopo era di utilizzare la festa popolare per incanalare i principi del nazionalsocialismo. Le tradizioni popolari era manipolabili e garantivano un alto livello simbolico. Adolf Hitler e il Natale nazificato

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Natale 1918 vs Natale 2020

Due eventi pandemici differenti ma simili che possono dirci molto sugli sviluppi futuri

Nel dicembre 1918 la stampa americana mise in guardia di evitare il tradizionale bacio sotto al vischio. “Attenti al vischio” era il titolo d’apertura, non fatevi prendere dalla tentazione di baciare i vostri cari ed anzi sarebbe meglio rinunciare a qualsiasi festa. Rinunciate ad ogni attività sociale. Questo accadeva quando la famosa influenza spagnola sembra va essere già sparita negli USA. Il suo apice era avvenuto in autunno, ed aveva potato via moltissime persone. In alcune aree però stava già cominciando quella che sarebbe stata la terza ondata. Natale 1918 vs Natale 2020

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Natale non c’è e già mi manca

Saltano i mercatini di Natale, pranzi e cene saranno limitati a ristretti gruppi familiari e rispolvereremo il presepe

Natale arriverà tra pochi giorni, ma come sarà? Sicuramente in minore per l’aspetto glitter, luccicante, gratificante per i doni e per l’indotto economico che ne consegue. Come affronteremo la festa del “tutti più buoni e ben pasciuti” se ci verrà chiesto un downgrade? A cosa rinunceremo e quanto veramente ci mancherà la parte commerciale rispetto a quella intima? Sapremo fronteggiare lo spleen del periodo come uno scampato pericolo, o ci deprimeremo ancora più? Natale non c’è e già mi manca

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