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Trovato cervo zombie a Yellowstone

Potrebbe sembrare l’inizio della trama di un film horror, ma purtroppo è realtà.

La malattia comporta un deperimento cronico, ed è mortale per cervi, alci e wapiti. E’nota in ambiente veterinario come CWD e provoca un dimagrimento cronico dell’animale che viene infettato. Al momento non esiste un vaccino di cui si riconosca l’efficacia, perciò cervi alci e wapiti sono ad altissimo rischio. Trovato cervo zombie a Yellowstone

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Primo caso confermato negli USA

Lo hanno individuato nel Parco di Yellowstone il primo caso confermato negli USA, ma la malattia è già stata riscontrata in Canada, Europa (Norvegia Svezia e Finlandia) ed in Asia (Corea). Il timore è che si diffonda e possa creare una vera ecatombe tra gli ungulati selvatici. Se non verrà rintracciato un vaccino efficace, la popolazione dei ruminanti potrebbe essere decimata.

Un maschio sempre più lento

Era un maschio il soggetto che hanno trovato deceduto. Era dotato di radio-collare, e i suoi movimenti erano già segnalati come rallentati. Dopo sei ore di completa immobilità, sono scattati gli allarmi. Il cervo non era stato assalito e predato, quindi il pensiero è andato immediatamente alla CWD. Era molto emaciato, come se non si nutrisse da tempo.

Un decorso molto lungo prima di manifestarsi

La malattia ha un decorso molto lungo, tra i 18 e i 24 mesi, perciò molti degli esemplari controllati di routine, spesso risultano completamente sani, anche se stanno già sviluppando la malattia. Pare sia dovuta ai prioni che si accumulano nel cervello degli animali, e si diffondano tranne i fluidi corporali. Anche il rituale sfregamento muso contro muso, potrebbe essere sufficiente per diffondere il morbo.

Trovato cervo zombie a Yellowstone

Ricorda la mancanza di coordinazione della “mucca pazza”

Quando la malattia è conclamata, gli animali barcollano e rallentano, ricordano per alcuni aspetti la mancanza di coordinazione della “mucca pazza”. Gli orecchi diventano penduli, si muovono malvolentieri, perdono molto peso e curiosità per ciò che accade, inoltre diventano indifferenti verso gli umani di cui non hanno più paura. Per questi comportamenti viene definita in gergo la malattia del “cervo zombie”.

Non trasmissibile all’uomo

Non ci sono conferme che possa essere trasmesso agli umani, mentre in laboratorio sono stati accertate infezioni di topi e scimmie. I biologi si raccomandano di evitare di consumare carne che potrebbe essere infetta, e di maneggiare le carcasse e le carni con attenzione, usando sempre i guanti. Avvisano i cacciatori di allontanarsi da animali che mostrano evidenti sintomi, o che si lasciano avvicinare facilmente.

Campionamenti rafforzati

Ora che l’allarme è scattato tutti i wapiti, cervi e alci, verranno campionati, per testare l’eventuale diffusione del “cervo zombi”. Il timore è che con il lungo periodo di incubazione, divenga difficile riconoscere i cervidi colpiti. Riconoscere i sintomi, quando già la malattia è in corso, sarà una sfida grandissima, che i biologi intendono portare avanti. Al momento nessuna soluzione sembra possibile, anche l’abbattimento potrebbe rivelarsi tardivo con una simile tempistica. Trovato cervo zombie a Yellowstone

Trovato cervo zombie a Yellowstone

Credits: Pixabay