Benessere, Enogastronomia

Il cibo a tavola serve per creare appartenenza

Quasi il 50% degli italiani sono coinvolti coi propri cari nelle scelte del cibo 

Nasce l’indice Psychological Food Involvement Scale (PFIS) che misura il rapporto con il cibo, e il coinvolgimento con le scelte alimentari. Il nuovo indice serve a misurare il nostro rapporto con il cibo e come influenzi le nostre scelte. Il modo in cui ci alimentiamo è molto cambiato negli anni recenti. Da una semplice soddisfazione di un bisogno primario, com’è la fame, s’è arricchito di molta simbologia. C’è un approccio psicologico e filosofico a come ci avviciniamo alla tavola. Ci avviciniamo alla tavola per il cibo e per comunicare. Il cibo a tavola serve per creare appartenenza

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Dietologi nutrizionisti e operatori del marketing

Dietologi, nutrizionisti e operatori del marketing sono molto interessati a comprendere in che modo le persone siano coinvolte dal cibo. L’importanza delle motivazioni che spingono ad effettuare precise scelte alimentari è analizzata, da decenni, dagli esperti del settore e da chi si occupa di futuro dell’alimentazione.

Una scienza per comprendere il ruolo del cibo

La valutazione delle spinte, talvolta inespresse, che modificano o trascinano il nostro modo di consumare e fare acquisti in campo alimentare, interessa sempre più persone ed aziende.  PFIS è una vera e propria scienza, nata per comprendere il ruolo che il cibo, e come lo consumiamo, possa influenzare le varie tribù e i suoi adepti.

Emozione, coinvolgimento, approvazione di uno stile

Emozione, coinvolgimento, approvazione di uno stile, benessere interiore ed esteriore. È dall’amalgama di questi stimoli che si sviluppa il nostro modo di pensare al cibo. Una soddisfazione che passa dalla positività delle nostre emozioni, un benessere che passa dal nostro modo di consumare i pasti. È il raggiungimento di situazioni e momenti che creano vicinanza con chi ci sta a cuore, e con relative tribù, a cui vogliamo appartenere. Consumare alcuni alimenti apre o preclude porte, che indirizzano ad accettazione o rifiuto di certe attitudini. 

Il cibo a tavola serve per creare appartenenza

Esprimiamo la nostra personalità

La nostra personalità emerge anche da cosa consumiamo, rafforza i vincoli familiari, accentua la vicinanza e il senso di partecipazione. Il cibo diventa un mezzo per sentirsi parte di una comunità, quasi il 50% degli italiani lo vede come un rafforzamento dei rapporti con le persone care. Cucina della nonna, tradizione, modernità o esplorazione di nuove cucine, ci guidano alla scelta dei compagni di viaggio, o di piatto.

Venire accettati

È anche il metodo per essere accettati dagli altri e far parte dello stesso club. Anche il successo degli influencer passa da questo desiderio di appartenere, di essere partecipi dello stesso “rito”. Consumare rappresenta un appagamento del proprio io, del proprio benessere. Scegliere cibi ipercalorici, oppure cibi biologici, a km zero, diete proteiche o  beveroni ipocalorici, sono tutte formule che danno accesso a precise tribù. Creano appartenenza.

Bisogno di partecipare

Queste scelte passano spesso per il bisogno di partecipare. Sconfinano nelle “mode” e per questo sono particolarmente interessanti per chi si occupa di marketing. Capire perché si scelga o si possa in qualche modo indirizzare verso un certo tipo di consumo, è un must per le aziende. Scoprire quali sono i temi che accendono alcuni interruttori può determinare il successo di opportuni prodotti. 

Il cibo a tavola serve per creare appartenenza

Sostenibile, etico, vegano, no carne, carne coltivata, insetti

Se la parola d’ordine è sostenibilità si possono vellicare i desideri dei clienti verso tutto ciò che è ecologico, biologico, etico. Oppure si può forzare la mano con argomenti che implichino di non accedere ad alimenti di origine animale, escludere le carni coltivate o le farine d’insetti come possibili fonti proteiche. Sono tutte variabili su cui poter operare.

Scelte coerenti

La sensazione di aver fatto la scelta corretta e coerente al proprio modo di alimentarsi e vivere, farà il resto. Il cliente si sentirà gratificato dei propri acquisti e cercherà di diffondere il proprio stile inglobando familiari e amici. Ad esempio sentirsi appagati per aver acquistato cibi che vellicano il nostro desiderio di fitness, diventerà un volano per includere altre persone nella propria tribù. 

La profilazione del cliente aiuta ad individuare le aree d’intervento

Il nuovo indice, che valuta il coinvolgimento psicologico, consente una migliore profilazione dei clienti. Un mezzo per affinare le ricerche di mercato, che potrebbe essere utilizzato anche per educare ad una migliore e corretta alimentazione. Ma temiamo che non sia esattamente quella la direzione, con cui i dati raccolti verranno utilizzati. La psicologia legata agli acquisti sembra più un metodo per indirizzare ed incitare verso altri consumi, più che un invito alla moderazione. Il cibo a tavola serve per creare appartenenza

Il cibo a tavola serve per creare appartenenza

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Benessere, Enogastronomia

Doggy Bag obbligatoria per legge?

Il contenitore per gli avanzi, noto comunemente come Doggy Bag, potrebbe ricevere un grande impulso.

Probabilmente una nuove legge verrà varata in questo senso, per rendere obbligatorio il suo uso, per chi ne fa richiesta. I ristoratori sono pronti, con soluzioni diverse a seconda della tipologia di locale, e quindi potrebbe, facilmente, rivelarsi un successo. L’obiettivo è quello di limitare gli sprechi alimentari, favorendo un uso sostenibile dei consumi alimentari. Doggy Bag obbligatoria per legge?

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Italiani da convincere 

Resta un ostacolo però, convincere gli italiani che chiedere un contenitore per gli avanzi, non è segno di taccagneria, ma un segnale di solidarietà e sostenibilità. Sinora sono pochissimi i nostri connazionali che ne fanno richiesta, appena il 15% dei clienti di pizzerie e ristoranti, chiedono di poter portare via ciò che è rimasto nel loro piatto. 

Doggy Bag obbligatoria per legge?

Una storica timidezza

Gli italiani sono molto timidi nel richiedere i contenitori opportuni, temono di essere indicati come avari, o peggio come poveracci. Uno stigma che viene dal passato, difficile da superare. È un imbarazzo che arriva da una scorretta educazione alimentare, che faceva ritenere corretto lasciare sempre almeno un boccone nel piatto. Era un segno di non essere assillati dalla fame, un segno di finto benessere, anche se volentieri si sarebbero divorati tre piatti di quel manicaretto.

Un vezzo mentale

E’ un’abitudine mentale che dovrebbe essere combattuta energicamente. Il cibo che resta nei piatti è e sarà pagato indipendentemente dal fatto di averlo completamente consumato o no, o che sia offerto o meno da un altro commensale. Nessuno ci farà uno sconto per aver mangiato solo mezza bistecca o mezza carbonara. Perché lasciarla agli uccellini, e soprattutto perché farla gettare nella spazzatura, mentre può servire per un ulteriore pasto? 

Doggy Bag obbligatoria per legge?

Oltre all’imbarazzo

Oltre a provocare imbarazzo la pratica dell’uso delle Doggy Bag, coinvolge anche la scomodità di portare via qualcosa all’uscita del ristorante. La stragrande maggioranza dei clienti non richiede gli appositi contenitori perché è imbarazzante portare via qualcosa dal ristorante, specie se la serata continuerà con altre attività. La riluttanza ad usufruire di questo servizio si trasforma in un inutile spreco, da evitare, specie ora che il cibo è particolarmente costoso.

Più raro il vino

All’estero esistono ristoranti che non servono vino e quindi i clienti portano da casa ciò che vogliono bere e si riportano a domicilio quello che avanza. Questo ha creato un’abitudine diffusa di riturare il vino servito a tavola e portarselo via. Sono favoriti dal tipo di tappo, diffuso all’estero, a ghiera. Ovviamente avviene anche con quello servito dai ristoratori. Il vino è solitamente una delle voci più consistenti nel scontrino, perciò perché lasciarlo sulla tavola se non è terminato? In Italia questa pratica non è quasi mai utilizzata, appena il 12% chiede di portare via il vino che hanno già pagato.

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Doggy Bag obbligatoria per legge?

Sprechiamo troppo

Ogni cittadino italiano spreca mediamente oltre 60 chili di cibo. La stragrande maggioranza di questi alimenti consumati male, avviene a domicilio, ma una percentuale di circa il 35% avviene al ristorante. In molti paesi la pratica è entrata nell’ordine delle idee, e c’è chi sceglie il ristorante proprio perché sa, che avrà la sua Doggy Bag finale. 

Italiani favorevoli all’obbligatorietà

Gli italiani intervistati in proposito hanno dichiarato di essere favorevoli a sfruttare questa possibilità (74%). Inoltre il 50% vorrebbe che diventasse obbligatorio come in Francia e Spagna. A dimostrarsi più interessate sono state le generazioni più giovani, quelle più attente ai temi ambientali ed allo spreco. Doggy Bag obbligatoria per legge?

Doggy Bag obbligatoria per legge?

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Benessere, Enogastronomia, Viaggi

Un “plov” è per sempre.

Nel medio oriente esiste un piatto che accomuna tutte le culture e che parla di ospitalità

Nella grande area che si stende ad Est del Mar Caspio e che comprende un grande numero di nazioni con il finale STAN nel loro nome, esiste un piatto che vi verrà riproposto in mille varianti. È il “plov” piatto nazionale uzbeko diventato patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Un piatto talmente diffuso da diventare una icona geografica come è la pizza per gli italiani. Un “plov” è per sempre

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Semplice ma corroborante

È un piatto relativamente semplice da preparare ed è molto corroborante. Lo conferma la leggenda che vuole che Alessandro Magno, dopo aver conquistato Samarcanda (a quel tempo Makaranda) volle regalare un pasto delizioso e ricostituente, alle sue truppe. Fece preparare un piatto a base di riso, carne, cipolle e carote, insaporite con la spezia locale, il cumino. Un’altra leggenda evoca il grande condottiero Tamerlano ed il suo esercito come iniziatore della tradizione di questo piatto.

Piatto nazionale

In Uzbekistan è il piatto nazionale, lo troverete in ogni ricorrenza, adatto a matrimoni funerali, battesimi ed ogni occasione degna di essere festeggiata. Viene anche servito in occasione delle faste del nuovo anno, il navruz persiano (Capodanno). in quel periodo riceverete una marea di inviti a consumare il plov assieme. Se sarete ospiti di qualcuno in quell’area non potrete sottrarvi.

Un “plov” è per sempre

Lo cucinano gli uomini

È un pasto che possono preparare tutti ma solitamente nelle occasioni ufficiali sono gli uomini a cucinarlo. Spesso avviene all’aperto in un kazan, un grande calderone che ha un diametro di oltre un metro a forma di wok, assomiglia ad una enorme paelliera, però concava. Il kazan può essere grande abbastanza per servire un pasto soddisfacente per oltre 100 persone.

Profumi avvolgenti

Il profumo speziato che avvolge ogni cosa fa scatenare una immediata salivazione. È un piatto che si adatta a qualunque situazione economica, tanto che il proverbio che lo accompagna ritualmente è: se sei ricco mangia plov, se sei povero mangia plov. Ma è soprattutto il piatto che parla di ospitalità, ne è il simbolo. Se vi invitano, non rifiutate, offendereste il padrone di casa.

Migliaia di varianti

Esistono migliaia di varianti, ma la base del piatto è il riso con dadini di carne, che può essere di manzo, agnello o pecora, cotto nell’olio o altri grassi. Le cipolle tritate vengono fatte quasi sciogliere completamente e le carote croccanti sono tagliate a bastoncini, grandi come il vostro dito mignolo, teste d’aglio, cumino. Questa la base ma poi potrete trovare ricette più ricche con ceci, uvetta, crespino, uova di quaglia, castagne e tutto ciò che la stagionalità offre per arricchirlo. Ovviamente, come ogni piatto che si rispetti, esistono molti gradi di piccantezza.

Un “plov” è per sempre

Cotto a parte o tutto assieme

In alcune aree ogni ingrediente viene cotto a parte e solo all’ultimo vengono messi assieme in grandi piatti fumanti che vengono serviti a centro tavola. In alcune aree lo mangiano con le mani, in altre lei servono dal piatto centrale con un cucchiaio o con la forchetta. A parte vengono servite ciotole con verdure stagione, spesso pomodori. Il fatto di condividere il pasto da uno stesso piatto fa comprendere come sia un piatto conviviale, un pasto di famiglia a cui vieni invitato a far parte.

Un poco di scenografia

Ci sono modi diversi di servirlo che dipendono dalle diverse culture locali e dalle tradizioni che si perdono nella notte dei tempi. Un modo di servirlo è abbastanza scenografico col riso a fare da base, con le carote a fare uno strato superiore e solo in cima viene posta la carne. In altre aree il miscuglio è generalizzato, in ogni caso il gusto non cambia tantissimo e, scenografico o no, vale la pena di provarlo. Un “plov” è per sempre

Un “plov” è per sempre

Credits: wikipedia, common,

Benessere, Enogastronomia, Viaggi

Kiwi spumante

Se amate i kiwi avete una ottima occasione per festeggiare

L’actinidia o uva spina cinese ha avuto un grande successo anche nel nostro paese, siamo secondi per produzione, ad una incollatura dalla Cina. Il frutto dalle grandi proprietà salutistiche, col suo alto contenuto di vitamina C, ha un ruolo importante sulla nostra digestione. Kiwi spumante

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Un enzima che agisce sul nostro stomaco

Contiene actidina, un enzima simile alla papaina (dalla papaia) che favorisce li nostri processi interni, svolge anche una ottima azione per il nostro intestino, è infatti consigliassimo per chi soffre di stitichezza.

Una soluzione per gustarli non solo come frutta

Ora i kiwi hanno trovato una soluzione alternativa per essere gustati, vengono trasformati in spumante, senza l’uso di uva. Al loro sugo vengono aggiunti zucchero e batteri utili alla fermentazione alcolica. In val Fontanabuona, alle spalle di Genova e a pochi chilometri dal centro città, lo realizzano già da alcuni anni con un buon successo.

Kiwi spumante

Vinificato ogni due anni

La spumantizzazione avviene ogni due anni, perché l’actinidia ha produzioni alterne, un anno assai cospicue e la successiva inferiore. Quando la produzione è rilevante viene fatta la vinificazione. Un modo di bere diverso ed interessante. Che ha dalla sua parte anche la sostenibilità di tutto il progetto, perché nulla venga sprecato anche negli anni di abbondanza.

PIccola azienda e B&B

Viene realizzato in una micro azienda familiare, titolare di un B&B a Neirone, Villa Maia di Ognio. I proprietari lo producono solo per i loro clienti, ma non non è  impossibile che arrivino anche alla commercializzazione. Qualche gestore di enoteca che l’ha assaggiato l’ha gradito, e potrebbe essere interessato a distribuirlo. Sono rimasti sorpresi della sua qualità e hanno chiesto quale fosse il vitigno d’origine, credendo che fosse originato da uve.

Marmellate e farina di castagne

Nel B&B producono anche marmellate di uva americana e quello che è un vero caposaldo della cultura ero gastronomica ligure la farina di castagne. Le castagne e i suoi derivati sono state per secoli uno degli elementi base della cucina nell’entroterra che si specchia nel mar Ligure. 

Espansione possibile e recupero

Le idee dei proprietari sono di espandere la ricettività con tende e casette sparse sul territorio. Una iniziativa lodevole a supporto del turismo e del recupero del territorio. Turismo ed eno-gastronomia vanno a braccetto e sono tra gli obiettivi più ricercati. Kiwi spumante

Kiwi spumante

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Abitare, Benessere, Enogastronomia

Oggi è la Giornata Mondiale del Suolo

Un patrimonio di tutti noi, che ci ostiniamo a considerare troppo poco

Il suolo è l’elemento che consente di coltivare, far crescere e raccogliere i prodotti che ci alimentano, o che indirettamente alimentano gli animali di cui ci nutriamo. Dal benessere del suolo dipende anche il nostro. Oggi è la Giornata Mondiale del Suolo

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Conservarlo lavorarlo concimarlo

Saperlo conservare, nutrire nel modo corretto con le giuste concimazioni, è ciò che può farci proseguire nel vivere su questo pianeta. Il suolo è una risorsa vitale, solo se comprenderemo questo facile postulato riusciremo a dargli la reale importanza che merita.

Dopo le alluvioni e la siccità

Con le recenti alluvioni in Emilia Romagna e Toscana abbiamo toccato con mano come il suolo possa condizionare la nostra vita anche nell’immediato. I terreni fuori controllo che vengono lasciati incolti possono subire il dilavamento delle piogge e franare a valle. La cattiva gestione del suolo ha un costo elevatissimo che si esplicita in modo irruente e violento.

il suolo trattiene l’acqua

Il suolo può trattenere molta acqua e rilasciarla in modo adeguato, senza causare frane o alluvioni. La sua cura è indispensabile ed è un investimento su cui dovremmo puntare a lungo termine. Non basta un’azione una tantum ma una cura costante, rinnovata nel tempo. Invece di sprecare molte risorse per faraonici progetti di ponti in zone pericolose ed ad altissimo rischio, dovremmo risanare i terreni che non vengono coltivati in modo corretto. 

Molti posti di lavoro e un rilancio dell’economia

Un grande investimento che creerebbe sicurezza e molti posti di lavoro e garantirebbe un futuro. Il territorio italiano è fragile, non possiamo giocare a tamponare solo le falle quando si presentano. Una saggia gestione del suolo migliorerà le condizioni di vita di tutto il paese.

Oggi è la Giornata Mondiale del Suolo

Bisogno di verde organizzato

La grande ricerca di spazi verdi organizzati è dimostrato dal grande successo degli agriturismi, che compensano la mancanza di spazi aperti per chi vive in città, e riappacifica coi ritmi rurali rispetto alle frenesie cittadine. Concedere i terreni a giovani aziende che intendono portare avanti nuove imprese che mirano a coltivare il suolo potrebbe rivelarsi molto attrattivo.

Tutto il nostro cibo viene dal suolo

Il cibo di cui ci nutriamo è quasi unicamente legato al suolo, riuscire ad ottenere uno sviluppo sostenibile dei terreni deve essere una prerogativa primaria. Ci sono nuove tecnologie che consentono di rispettare il suolo, con lavorazioni che consentono regolari attività umane e conservazione del territorio

Risorse idriche sempre più importanti

Una gestione accurata delle risorse idriche si rivelerà in un prossimo futuro una esigenza molto importante. Fare tesoro delle acque piovane e la loro redistribuzione con impianti efficienti che non disperdono acque sarà alla base di una agricoltura 4.0. Evitare di disperdere acqua, proteggerà da eventi eccezionali come alluvioni ed anche gravi siccità

Eventi meteorologici sempre più frequenti

I cambiamenti climatici in corso faranno accadere eventi metereologici imprevisti ed inattesi. Già ne abbiamo avuto evidenti assaggi, ma l’aumento delle temperatura li renderanno più ravvicinati. I casi eclatanti che facevano storia e finivano negli annales e segnavano un intero secolo ora, rischiano di accadere ogni biennio. 

Troppo ravvicinati per qualunque attività economiche

Troppo per qualunque paese e per qualunque economia, che ha bisogno del suolo per coltivare e fare raccolti. Se il cibo diventerà insufficiente, le popolazioni dovranno trovare soluzioni, spostandosi in altri territori con imponenti migrazioni o al peggio, ricorrendo a guerre, per occupare altri territori in cui ottenere cibo.

Agricoltura di precisione per non impoverirlo 

L’eccessiva pressione sul suolo rischia d’impoverirlo, perciò occorrerà fare attenzione ad interventi di agricoltura di precisione. Coltivazioni dove nulla sia lasciato al caso e nulla vada sprecato. La specializzazione di alcune colture non può essere l’unica leva su cui lavorare, occorrerà ruotare le coltivazioni tenendo conto delle qualità organiche del suolo per ottenere i migliori risultati e rimanere assolutamente sostenibili. Il benessere umano passa per quello dei suoi animali e del suolo su cui poggia la propria agricoltura, cerchiamo di non dimenticarlo.Oggi è la Giornata Mondiale del Suolo

Oggi è la Giornata Mondiale del Suolo

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Benessere, Enogastronomia

Spremiamo vaniglia dai castori

Ogni tanto torna in rete la notizia degli aromi di vaniglia ottenuti dai sederi dei castori.

Si chiama “castoreo” ed esiste veramente questa sostanza espulsa dalle ghiandole anali dei simpatici roditori. Però è inutile montare proteste e gridare allo scandalo “QUESTO NON VE LO DICONO” perché, in realtà, non viene utilizzato. La motivazione? Il costo eccessivo. Spremiamo vaniglia dai castori

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Segnare il territorio

Questa sostanza vischiosa e marroncino chiaro viene utilizzata dai castori per segnare il loro territorio. Assemblano piccole cataste di legnetti ed in cima spremono questa sostanza per far capire che qui ci sono già castori ed è meglio girare alla larga. Ha un profumo dolciastro e persistente molto riconoscibile anche dagli umani e non solo dagli abitanti delle foreste.

Aroma naturale per biscotti e dolci da forno

In passato è stato utilizzato per aggiungere sapore a dolci o altri preparati, ma ora non esiste una industria che si dedichi ad estrarre la sostanza gelatinosa. Il castoreo non è affatto proibito, anzi è un aroma naturale, ed è ammesso nei disciplinari della Food and Drug Administration. 

Quasi introvabile

Potrebbe essere utilizzato ma è pressoché introvabile. E’ presente nelle ghiandole perianali che stanno ala base della coda palmata dei castori. L’unico modo per ottenerla è narcotizzarli ed estrarre a mano la gelatina. Deve essere spremuta a mano e non è un’operazione semplice o gradevole.

Spremiamo vaniglia dai castori

Inutile creare una campagna contro il suo uso

Perciò evitate l’ennesima crociata nata su internet per vietarne l’uso, nessuna azienda ha intenzione di spendere per il “castoreo” molto più di quanto non costi l’aroma vaniglia sintetico o naturale. Non la troverete nemmeno in vendita nei negozi specializzati in pasticceria e gelateria. Forse potreste trovarla in negozi salutistici o per usi medici.

Sostanza nota da millenni

Era già noto ai romani anche se con un uso completamente diverso (ritenevano che i suoi fumi, bruciandolo, potessero provocare aborti) Il suo profumo muschiato, ma molto più dolce rispetto a quello dei cervidi, è stato utilizzato in profumeria. In medicino è stato usato per curare mal di testa e otiti, febbre, gotta, e mal di denti. Con quali risultati non è dato sapere.

Profumi molto intensi e persistenti

Il suo odore persistente lo ha reso un elemento utile nella creazione di profumi particolarmente intensi. I cacciatori di castori la utilizzavano per catturare altri castori creando situazioni di conflitto in aree ristrette. I castori cercavano di difendere la loro zona dagli estranei che avevano spremuto le loro ghiandole e venivano allo scoperto finendo nelle trappole.

Spremiamo vaniglia dai castori

Castoreo troppo costoso

Agli albori dell’industria dolciaria il castoreo era utilizzato per dare un gusto di vaniglia, ma già nel secolo scorso il suo uso era scomparso. Come si suggerisce nei gialli di “cercare la femmina” in questo caso conviene “seguire i soldi”. Troppo costoso per essere utilizzato per prodotti dolciari dal costo di centesimi. 

Prodotti extra lusso

Solo prodotti dall’alto valore possono permettersi una spesa così consistente. Come ad esempio un liquore svedese, quasi prezioso. Nei processi alimentari il castoreo è stato soppiantato dagli aromi di origine chimica come la vanillina. Anche la tradizionale vaniglia di origine vegetale, è diventata preziosa e se fa un uso molto oculato. Spremiamo vaniglia dai castori

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Bicchieri di carta dannosi per l’ambiente 

Sono altrettanto pericolosi quanto quelli realizzati in plastica 

Dobbiamo sfatare il mito della sostenibilità dei bicchieri di carta, quelli tanto cari alle caffetterie, per la facilità dell’asporto. E’ il rivestimento interno dei bicchieri di carta, che li rende impermeabili, ad essere dannoso quanto la plastica stessa. Il rivestimento senza il quale i bicchieri non potrebbero garantire la tenuta, è necessario ,ma ma va in controtendenza rispetto allo scopo di evitare di inquinare. Bicchieri di carta dannosi per lambiente

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Bicchieri da asporto per caffè e altre bevande

I peggiori risultati si ottengono dai bicchieri per il caffè o il cappuccino, dotati del loro relativo coperchio in materiale plastico o polistirolo. I bicchieri da asporto non svolgono la loro funzione correttamente, ma sarebbe impensabile tornare al vetro o al coccio, se non grazie al servizio, graditissimo, di qualche cameriere che si presta alla consegna a domicilio o ufficio

La plastica cambia il sapore

La plastica altera il sapore del contenuto, specie se è caldo, I bicchierini in espanso sono altrettanto, se non ancor più, inquinanti. La soluzione corretta sarebbe di assumere le bevande calde direttamente al bar in tazze di ceramica o biscotto, o in vetro. Non è sempre possibile, ma è bene svelare che la supposta sostenibilità della carta non esiste. O almeno non al 100%.

Bicchieri di carta dannosi per l’ambiente 

Una ricerca sul campo

Per controllare l’eventuale tossicità dei contenitori di carta, una ricerca svolta dall’Università svedese di Göteborg, ha esaminato le reazioni di alcune larve di insetti e ditteri. I bicchierini usa e getta sia di carta che di plastica sono stati messi a confronto nelle stesse condizioni ambientali. Lasciati in aree umide o in acqua hanno permesso di controllare la reazione delle larve che crescevano al loro interno.

Una crescita irregolare

Ogni tipo di contenitore, plastico, cartaceo o poliuretano ha impedito una crescita regolare delle larve. Le femmine non sono quasi mai riuscite a svilupparsi completamente per arrivare alla fase riproduttiva. L’esperimento è stato svolto con diversi tipi di liquidi, da acqua fresca residui di percolato o acque torbide. I risultati sono stati confermati in tutte e tre le variabili.

Meglio non disperderli nell’ambiente

Disperderli nell’ambiente è pericoloso per la salute, e l’impatto è negativo per molti esseri viventi. Anche i coperchietti di polistirolo hanno dato gli stessi esiti. Gli effetti negativi si sono confermati anche nel corso del tempo, non solo nella prima settimana. Anzi col proseguire delle settimane la tossicità s’è evidenziata in modo ancor più palese. I bicchieri di carta è necessario che vengano smaltiti con attenzione negli appositi contenitori per la carta, in modo da evitare che si innalzi il livello di tossicità nell’ambiente. E’ una buona pratica, etica e sostenibile, che tutti possiamo fare.Bicchieri di carta dannosi per lambiente

Bicchieri di carta dannosi per l’ambiente 

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Carne non carne coltivata stampata o sintetica

Tanta confusione in questo periodo sull’argomento delle carni che non provengono da allevamenti.

Sono tre le definizioni da prendere in considerazione, carne sintetica è il termine usato dal governo per spaventare un po’ i consumatori. Ma non è corretta, quella che viene e verrà proposta in futuro non è sintetica ma coltivata. Anche la carne stampata che riproduce in tridimensionalità alcuni tagli di carne non è sintetica ma ricomposta. Carne non carne coltivata stampata o sintetica

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Una inutile competizione

Il timore di governo e allevatori è che si accenda una competizione tra la carne allevata e quella prodotta in coltivazione. Sono due cose diverse e non potranno mai sostituire completamente quella a cui siamo abituati da qualche milione di anni. 

Per un futuro consapevole e non sprecone

Però è un prodotto molto interessante che consente di pensare ad un futuro meno “sprecone. La riduzione degli allevamenti comporta risparmi notevoli in termine di energia, spazio, inteso come terreni occupati dagli armenti od occupata da colture per alimentarli, acqua, antibiotici e altri elementi chimici per mantenere sane le bestie coinvolte.

Non esiste un pianeta B, meglio pensare ad una soluzione B

Già questo è un argomento che dovrebbe scardinare ogni altra considerazione. In un pianeta sempre più abitato, con difficoltà a sfamare tutti, avere una opzione B, che è più sana e che inquina meno dovrebbe far gridare “Evviva”.

Carne non carne coltivata stampata o sintetica

Alto valore proteico

La carne coltivata ha un alto valore proteico e consente di creare in cucina in modo differente. La bistecca resterà carne da allevamento, ma ci sono centinaia di tagli in grado di essere sostituiti dalle carni provenienti da coltivazioni. lLa repulsione verso gli insetti spinge a trovare soluzioni più gradite ai consumatori.

Prodotta da cellule animali

La carne coltivata è prodotta da cellule animali prelevate con una semplice inoffensiva biopsia. Vengono messe in una coltura di proteine quasi sempre vegetali che replicano le cellule all’infinito, senza rischi di contaminazioni e senza utilizzare antibiotici o altri farmaci. Per gli esteti che vogliono a tutti costi la tridimensionalità di una fiorentina esistono le stampanti 3D che riescono ad assemblare le carni coltivate copiando la texture della carne da allevamento.

Fantasia in cucina

La carne coltivata potrà essere cucinata in molti modi liberando la fantasia degli chef. Probabilmente verranno sviluppate ricette apposite che si muoveranno in senso contrario. Ovvero si portano realizzare solo con carni coltivate, Quello che appare immediato che sarà possibile aprire nuovi panorami degustativi.

Carne non carne coltivata stampata o sintetica

Proteine su misure adatte alla nostra dieta

Le proteine in questo modo saranno ritagliate su misura sulle esigenze dei consumatori, creando nuovi sistemi e paradigmi dietetici. Da tenere in grande considerazione anche l’aspetto salutare, le carni coltivate, infatti, non sono infarcite di ormoni, e sono sane fino all’ultimo pezzetto. Non scatenano nemmeno quel senso di colpevolezza per aver costretto a morte l’innocente animale

Potrebbe far rivedere la cultura vegana

Potrebbe essere una svolta anche per l’alimentazione vegana che vede la carne come un nemico acerrimo proprio per le sofferenze a cui sono sottoposti gli animali negli allevamenti. Avere proteine accessibili ma senza passare dalla loro uccisione potrebbe spostare le loro opinioni sull’alimentazione. O al contrario potremmo tutti diventare più vegani-onnivori (come indicano le tendenze del prossimo decennio) con prodotti che non dipendono da atti cruenti. La carne sintetica potrebbe diventare il nuovo seitan e il nuovo tofu.

Occasione da non perdere

Il mercato non è ancora pronto ma negare in partenza la possibilità di produrre proteine a buon costo risparmiando terreno, acqua, farmaci ed inquinando meno sembra stolto. La domanda arriverà, inutile negarlo, la conservazione dello status quo dimostra scarsa visione del futuro e l’Italia con la sua fama di paese all’avanguardia nel campo del cibo non merita di restare al palo. Carne non carne coltivata stampata o sintetica

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Giornata Nazionale dell’Agricoltura

Una nuova festa nazionale

Una nuova festa dedicata a chi vive l’agricoltura in modo continuativo facendone uno strumento de benessere economico ambientale e sociale, è stata istituita nella seconda domenica di novembre, e quest’anno cade il 12. Giornata Nazionale dell’Agricoltura

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Ingredienti essenziali per la nostra cucina

La cucina italiana è rinomata in tutto il mondo, e deve molto del suo appeal agli ingredienti genuini che la compongono. Anche gli alimenti più semplici che vengono considerati commodities sono curati alla perfezione dagli agricoltori italiani e contribuiscono a questo successo.

Patatoes Forever! Patate sempre!

La campagna europea Potatoes Forever! vuole proprio a sottolineare tutta la sapienza agricola dei coltivatori italiani. L’obiettivo è informare i consumatori sulla qualità della produzione nazionale di patate. Un ingrediente utilissimo in molti piatti, che fa parte della nostra cultura culinaria

Vecchio e nuovo si integrano

Le buone antiche pratiche agricole, supportate dalle nuove conoscenze, tengono conto sia dei sapori di questi fantastici tuberi, che della loro sostenibilità. Mantengono intatte le conoscenze centenarie dei produttori e li aiutano, inoltre, a svolgere un lavoro di protezione dei territori. Gli agricoltori col loro lavoro diventando veri custodi dell’ambiente.

Giornata Nazionale dell’Agricoltura

Biodiversità, uso accorto dell’acqua e fitofarmaci

La biodiversità dei prodotti, l’utilizzo coscienzioso dell’acqua, evitandone sprechi e le contaminazioni con fitofarmaci, sono alla base di questa cultura. Il mantenimento degli elementi paesaggistici, la cura del terreno per evitare l’erosione da agenti atmosferici, sono i principi base. A cui seguono il sostegno a fauna e flora, utili alla coltivazione delle patate, oltre alla riduzione del rischio da eccessi di prodotti fito-sanitari.

Irrigazione di qualità

L’impiego dell’acqua irrigua essenziale e la consultazione dei dati meteorologici, permette la riduzione dello spreco d’acqua. Gli impianti goccia a goccia o controllati da remoto, integrano il corretto consumo idrico e riducono le spese degli agricoltori.

Fertilizzanti ridotti all’indispensabile

Anche l’uso di fitofarmaci e fertilizzanti viene ridotto e certificato, per contribuire ad una maggiore salute, ed un più ampio livello di soddisfazione dei consumatori. Le riduzioni delle spese aziendali contribuiscono ad un sistema di commercio agricolo più redditizio, e contribuiscono alla sostenibilità dell’economia locale. Giornata Nazionale dell’Agricoltura

Giornata Nazionale dell’Agricoltura
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Il giorno dei morti ha una forte simbologia in Messico

Avete mai osservato gli altari dedicati ai defunti del Centro America? Grandissimi o minimali che siano sono pieni di significati

Se avete visto il film Coco sapete già come sono composti e a quale scopo vengono allestiti. Sono realizzati per mantenere la memoria dei propri cari e per consentire loro di avere per un giorno la possibilità di rivedere chi è rimasto sulla terra. Come già allo Shamain celtico (Helloween) nella notte di Ognissanti i due regni si avvicinano. Le barriere che li mantengono separati diventano permeabili e morti possono tornare nelle loro case. Il giorno dei morti ha una forte simbologia in Messico

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Una Ofrenda ricca 

Nulla è lasciato al caso sulla Ofrenda (altarino) perché il viaggio possa essere agevole per i propri cari. In una Ofrenda che si rispetti non possono mancare 7 elementi. I teschi di zucchero decorati con colori sgargianti. Le Calavere (teschi) possono essere realizzati in casa ma c’è una fervente industria che li produce e in tutti i mercati ci sono sezioni apposite che le vendono.

Fiori arancioni

Per dare ulteriore colore gli altari sono arricchiti con calendule, il fiore arancione che fiorisce in questi giorni. In Messico e America Latina sono chiamati i fior dei morti ed il loro profumo e colore ha lo scopo di attirare e guidare i defunti. Un tocco di arancione non può mai mancare. I più accorti aggiungono anche una campana che coi suoi rintocchi faciliti il ritrovamento del sentiero giusto.

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Carta velina traforata

Papel Picado, sono fogli o striscia di carta perforata a formare delle trine colorate di carta velina. Anche in questo caso esiste una fiorente industria ma chi può li realizza in casa con un lavoro certosino. La leggerezza della carta simboleggia la fragilità della vita ed i fori servono per passare attraverso i confini.

Dolci per i propri cari

Non può mancare qualcosa di dolce, il pan del muerto è una focaccia dolce a forma di teschio con le ossa incrociate, spolverata di zucchero o glassata. I defunti così possono rifocillarsi e rimettersi in forze per poter ritornare nell’aldilà. Se i defunti avevano preferenza per alcuni cibi, questi vengono riproposti per regalar loro una soddisfazione extra.

Qualcosa da bere

Dopo un lungo viaggio i morti avranno tanta sete perciò è indispensabile mettere sull’altare una bottiglia d’acqua. Anche in questo caso se erano golosi di qualche bevanda è giusto metterla a disposizione. La sera di Ognissanti è dedicata al ritorno dei bambini, perciò le bibite zuccherate sono indispensabili, il giorno successivo è quello dedicato agli adulti, perciò non mancherà una tequila per rendere meno triste il ritorno tra le ombre.

Il giorno dei morti ha una forte simbologia in Messico

Una piccola purificazione

Un poco di sale aiuterà a sentire meno la sete e purificherà le anime che si alleggeriranno delle azioni commesse in vita, e potranno ritornare facilmente nel luogo che gli compete. La festa trae origine da rituali aztechi in onore della dea Mictecacihuatl, conosciuta anche come la “Signora dei Morti”. Col tempo a questi riti si sono assommate tradizioni cattoliche e la festa che durava un mese si è ridotta a soli due giorni.

Immagini dei propri cari

Per fare in modo che i defunti non vaghino senza mete, sulla Ofrenda vanno poste le foto dei propri cari, nelle famiglie numerose servono altari di molti metri per rappresentarli tutti. Il modo migliore per ricordarli e mantenere la possibilità di tornare il prossimo anno. La leggenda vuole che possano ritornare finché almeno uno dei vivi si ricordi di loro. Ovviamente verranno illuminate con candeline e piccole lucerne.

Ossa dei morti

I morti sono festeggiati anche in altre località oltre a centro e sud America. Le ossa dei morti, riuniscono il macabro di Halloween e il piacere di gustare dolci. Questi dolci a forma di dita, mani, piedi, costole o altre ossa, sono diffuse in molte altre culture. In Italia soprattutto in Sicilia e in Calabria, sono una tradizione molto sentita e sono noti come morticeddi. I bambini sono ovviamente coloro che più godono di questi biscotti e dolci a base di zucchero e/o pasta di mandorle. Il giorno dei morti ha una forte simbologia in Messico

Il giorno dei morti ha una forte simbologia in Messico