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La primavera in India vuol dire Holi

È la festa dei colori e della rinascita.

Holi per noi occidentali sembra solo una gran confusione coloratissima ma in realtà, dietro a quelle polveri, c’è una simbologia precisa. Chi frequenta queste feste, lo fa con senso di appartenenza alla tradizione, e per confermare i rituali tipici dell’India. Le polveri colorate che vengono lanciate a tutti i partecipanti, possono sembrare un momento di allegra follia. Un divertimento a cui non potrete sfuggire, se vi lasciate prendere dall’atmosfera della festa. La primavera in India vuol dire Holi

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Rinascita come la nostra Pasqua

Possiamo paragonarla alle feste pasquali, nuovi colori e risveglio della natura. Anche se in occidente la Primavera è giocata su colori tenui, il significato di resurrezione e ritorno alla vita ha le stesse radici. Per restare in argomento, in Asia con l’equinozio di primavera inizia pure il nuovo anno persiano. I colori della festa Holi sono brillanti e vanno dal rosso al giallo ocra, all’azzurro, al verde, al rosso. La inevitabile mescolanza di questi colori crea dei mix di colori difficili da ripetere volontariamente.

Un abito di riserva

Se volete partecipare, portate un abito di riserva, ben difficilmente riuscirete ad evitare di venire colorati, e quei colori resteranno appiccicati alla pelle e a tutti i tessuti. Il divertimento e il coinvolgimento è tale che, dopo due minuti non v’importerà più nulla dell’abito, e penserete solo a partecipare, cercando di non ridere troppo. Perché vi trovereste i colori anche in bocca.

La primavera in India vuol dire Holi

Capelli e pelle da lavare per giorni

I residui colorati vi faranno compagnia per giorni, potreste dovervi lavare i capelli tantissime volte per ottenere il ritorno al vostro colore originale. Ma se siete disinvolti, potrebbe essere il modo per avere capigliature e pelle con tinte decisamente inusuali. I colori però raccontano molte cose che a noi sono sconosciute. È legato al sistema delle caste (varna) che per noi non sono facilmente comprensibili.

Lanciarsi manciate di colori 

Lanciarsi manciate di colori significa festeggiare il ritorno della primavera e la sconfitta del male. È una festa stagionale, che cade tra febbraio e marzo, e che riprende leggende indù, dove tutti si lasciano coinvolgere da festosi lanci di giallo, rosa, rosso, indaco, verde… Un tempo erano colori naturali, provenienti da fiori e piante, ora molti sono sintetici, ma il piacere di lanciare, spruzzare o soffiare manciate di colore rimane sempre lo stesso.

L’indaco è di Krishna

Il colore blu è legato alla figura di Krishna e agli dei in generale, che nella religione indù sono tre ma con la possibilità di mutare forme e impersonare altre divinità. Un guazzabuglio troppo complicato da raccontare. L’indaco è dato da un cespuglio, le cui foglie vengono fatte fermentare ed essiccate. È un colore che viene esportato da millenni, e che è alla base del tessuto denim, quello dei vostri jeans. I pani di indaco arrivavano sino a Roma, già 2.000 anni fa. Siccome erano costosi, esistevano contrabbandieri e sofisticatori che realizzavano finti pani di tintura fatti con panetti di sterco di piccioni.

La primavera in India vuol dire Holi

Il verde porta felicità, il giallo solarità

I colore verde è quello legato alla natura e alla felicità. Le donne spesso vestono sari di quel colore o bracciali e ornamenti verdi. E’ un colore che non esiste in natura ed è ottenuto tramite due bagni, prima nell’indaco poi nell’ ocra. L’ocra è presente nella spezia più utilizzata, la curcuma che profuma in modo particolare moltissimi piatti della cucina indiana. Il giallo è anche il colore rappresentativo della terza casta, quella dei mercanti. Un tempo il giallo come colorante era ottenuto tramite l’urina delle mucche obbligate a mangiare solo foglie di mango. Quando la notizia di come lo ottenessero è trapelata, il “giallo indiano” ha avuto una grande crisi.

Il rosso è legato ai matrimoni.

Se c’è una festa o un matrimonio il rosso è d’obbligo. Le spose non possono farne a meno perché porta fortuna, e richiama la buona sorte. Ancora oggi molti segnano sula fronte un punto rosso (tilak). Quel rosso si ottiene con la giallissima curcuma mescolata al lime che la fa diventare rosso brillante. Il legame degli indiani coi colori è fortissimo. Sicuramente lo avrete notato dai brillantissimi sari che le donne indossano. Colori lontanissimi dai grigi e dagli sfumati delle nostre culture, che utilizzano spesso il nero, un colore aborrito in India. La primavera in India vuol dire Holi

La primavera in India vuol dire Holi

Credits: Pixabay

Eventi, Marketing

L’importanza del colore nella comunicazione

Il colore è un elemento fondamentale nella comunicazione visiva e può avere un grande impatto sulla percezione delle persone. 

La scelta dei colori può fare la differenza tra l’efficacia di una campagna pubblicitaria o decretarne il fallimento. Lo studio della psicologia del colore è stato sviluppato da diversi studiosi nel corso degli anni, tra cui Max Lüscher e Kandinskij. Secondo Lüscher, il colore può influire sulla percezione e sull’atteggiamento delle persone nei confronti di un prodotto o di un’azienda. Sosteneva che ogni colore ha un proprio significato e può evocare emozioni e associazioni diverse nella mente dei potenziali clienti. L’importanza del colore nella comunicazione

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Rosso, blu o verde

Ad esempio, il rosso è spesso associato all’urgenza e all’azione, il blu viene spesso utilizzato per trasmettere tranquillità e fiducia. Mentre il verde può essere utilizzato per comunicare l’idea di naturalezza o di eco-sostenibilità. Anche Kandinskij, pittore e teorico dell’arte, ha sottolineato l’importanza del colore nella comunicazione visiva. Egli sosteneva che il colore può influire sull’umore e sulla percezione delle persone e che ciascun colore ha una propria energia e significato simbolico.

Cromoterapia ed armocromia

Esiste persino una pratica nella medicina alternativa che utilizza i colori per il benessere fisico, emotivo e spirituale dell’individuo, la cromoterapia. Si basa sulla teoria che ogni colore ha una frequenza specifica che può influire sulla nostra energia, il nostro umore e il nostro benessere generale, aiutandoci a rilassarci o a stimolare la nostra energia. Abilita reazioni con le frequenze abbinate ai colori, crea empatie e associazioni che sono insite nel nostro subconscio. Una pratica che ha un grande seguito e che sta ottenendo risultati rilevanti. In questi giorni è alla ribalta un termine per molti inusuale come armocromia, ovvero l’armonizzazione dei colori.

Quale scelta per raggiungere il target

Scegliere il giusto colore è importante, soprattutto se abbiamo una strategia di marketing, ci aiuta:

Quando vogliamo veicolare un messaggio – Se stiamo creando l’identità del nostro brand – Qualora il nostro obiettivo sia far compiere una specifica azione ai nostri utenti.

I brand di maggiore successo e gli esperti di settore conoscono perfettamente il potere dei colori. Dovresti farlo anche tu se vuoi che la tua comunicazione sia efficace. Nello studio “Impatto dei colori nel Marketing”, i ricercatori hanno scoperto che circa il 90% dell’opinione che sviluppiamo su un prodotto la prima volta che lo vediamo è basata solo sul colore.

Un esempio chiarificatore

Prendiamo in esame un’azienda che tutti conosciamo, analizziamo il pack del marchio Barilla. La pasta Barilla con il suo iconico blu, si riconosce a chilometri di distanza. Lo scopo di essere riconosciuta è assolutamente riuscito, ma dietro a questa scelta c’è davvero tanto da dire. Il blu è uno dei colori meno invitanti in termini di appetito (perché in natura non sono presenti molti alimenti di questo colore). Nella grafica delle confezioni è ampiamente utilizzato in quanto piacevole e rassicurante, dona una sensazione di freschezza, pulizia e genuinità. Inoltre è molto elegante e sobrio, ma la scelta di Barilla, inizialmente fu fatta per ben altri motivi.

Restare nella tradizione

I negozianti, quando ancora la pasta veniva venduta sfusa, usavano una carta per alimenti azzurra per avvolgerla. Mantenendo questo colore, la massaia che nel dopoguerra acquistava pasta confezionata, aveva l’impressione di compiere un gesto simile a quello fatto alcuni anni prima. La novità del pacchetto non diventava un elemento destabilizzante. L’azienda si rese subito conto di quanto il pack poteva influenzare le abitudini d’acquisto della gente. 

Precursori dell’immagine coordinata

Barilla creò anche un fascicolo sull’educazione alla scatola (1956) un antesignano del manuale dell’immagine coordinata. La scelta del colore non è assolutamente scontata: la riconoscibilità di questo brand è indiscussa. Fiducia e affidabilità, unita alla possibilità di avere una dispensa ordinata, con i pacchi di cartone. Il muro Barilla al supermercato funziona benissimo, anche se il design è lontano da quello di Rummo o di Felicetti. Strategie differenti e, probabilmente, anche diverso target

L’importanza del colore nella comunicazione

Un esempio del nostro lavoro

Un lavoro fatto per un nostro cliente, Cibi Mundi / Capra Mundi, la sua richiesta iniziale era di avere un logo versatile adatto a comunicare la bontà dei loro formaggi di capra, quanto dei loro prodotti coltivati e delle conserve da loro ottenute. Tre categorie di prodotto che comunicano in modo diverso. Al cui interno hanno sottocategorie che variano da prodotti freschi o lavorati, da frutta a verdura. Come rappresentare tutto questo con un unico colore? Impossibile! Soprattutto se vogliamo che ogni sottocategoria sia ben rappresentata.

Zoccoli multicolor

In questo caso la forma che ho realizzato per il logo è stata d’aiuto. La stessa forma di base, le impronte di zoccoli di capra, ma che con le foglie verdi si trasformano in un frutto o ortaggio stilizzato. Serviva un colore base per il nome, adatto ad entrambi. Ho scelto un marrone per richiamare la terra, la ruralità, la materialità e la semplicità, colore adatto a tanti abbinamenti. Il logo base, usato nella comunicazione del marchio, ha i due frutti colorati di arancione, colore scelto perché è positivo. Un colore vicino ai giovani, come lo sono i due proprietari, e trasmette un messaggio molto fresco e moderno.

Un colore adatto ad ogni prodotto

L’arancione non può rappresentare tutta la categoria, serviva un colore adatto per ogni singolo prodotto. Rosso per la passata di pomodoro, verde del cavolo verza per i crauti al naturale, viola per la confettura di prugne, ecc. Ogni logo con il colore rappresenta il prodotto contenuto all’interno del vasetto, rimarcato dalla grafica con la foto del prodotto fresco in etichetta.

Gli errori da evitare

In conclusione, ora che capito l’importanza del colore, vediamo quali sono gli errori da evitare: Usare troppi colori. Una composizione con una varietà eccessiva di tinte cromatiche può creare confusione. Si rischia di non trasmettere il corretto significato del messaggio. Se l’obiettivo è rappresentare inclusività, informalità, apertura e diversità, la scelta del multicolor è adatta, in quanto viene collegata anche a quella della bandiera della pace. Solitamente i brand che la usano vogliono dimostrarsi aperti, multietnici ed inclusivi comunicando un forte messaggio etico oltre che professionale.

Sbagliare accostamento cromatico. Alcuni colori non possono essere proprio accostati tra loro, se non con alcuni accorgimenti grafici. Ad esempio, le scritte fucsia o rosse su fondo verde o blu creano un effetto psichedelico.

Sbagliare la scelta dei colori. Ogni colore esprime un significato ben preciso. Pertanto quando andiamo a creare un messaggio, un logo o un packaging di un prodotto, dobbiamo tenere bene a mente il valore simbolico che un colore trasmette.

Non tenere in considerazione il target. La percezione del colore cambia in base alla nostra cultura e alla somma delle nostre esperienze, quindi il significato non può essere universale. Ad esempio il significato del colore rosso per chi ha una cultura cristiana è sacrificio, passione, amore, in Cina è il colore delle spose e in Sud Africa è il colore del lutto.

Volete un consiglio? Non sottovalutate mai i dettagli, assieme al colore spesso sono quelli che fanno la differenza. L’importanza del colore nella comunicazione

Benessere

Fiori scuriscono i colori per i cambiamenti climatici

Per proteggersi dai raggi UVA stanno cambiando i loro colori, inscurendoli. Cercano di fabbricare un proprio filtro solare

Se certe tonalità di colore dei nostri fiori più amati scompariranno, sarà ancora una volta colpa nostra. Della nostra cecità nei confronti dei cambiamenti climatici. La natura cerca di sopravvivere nonostante i nostri scempi ed i fiori hanno la necessità di continuare ad attirare gli impollinatori. Aumentano le temperature e diminuisce lo strato di ozono, questo ha fatto modificare i colori dei fiori negli ultimi 80 anni. Noi umani ce ne accorgeremo solo quando la mutazione sarà molto massiccia perché non riusciamo a vedere i raggi UV. La colorazione più scura è pari a un 2% annuo da quando hanno cominciato a misurarla. Fiori scuriscono i colori per i cambiamenti climatici

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Benessere

Pericolo il tessuto cambia colore!

In presenza di gas pericolosi o dannosi i tessuti cambiano colore

Sono quasi pronti alcuni filati che hanno la proprietà di cambiare colore in presenza di gas pericolosi o tossici. Un aiuto formidabile per chiunque sia esposto a questa situazioni senza avere la necessità di indossare altri strumenti. Pensate ai vigili del fuoco, agli artificieri, agli operatori delle pulizie di cisterne o altri spazi raccolti. Potrebbero avere immediatamente il messaggio che la zona è pericolosa senza dover controllare alcun meter ma semplicemente osservando i propri abiti. Pericolo il tessuto cambia colore!

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Viaggi

Unicorno, il must dell’estate

Da icona gay a fenomeno universale

Lo troverete ovunque, anche se nessuno saprà davvero spiegarvi perché. Per la loro unicità e per la loro tenerezza variopinta, sono stati adottati come icona gay da lungo tempo. Ma sono usciti dall’ambito LGTB, Continua a leggere →