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Le paludi sono perfette per studiare il clima

Acque dolci e salate si mescolano nelle aree umide e danno indicazioni utili per capire cosa accadrà in futuro

Come un enorme termometro le paludi, possono darci moltissimi dati. Sono i luoghi dove le maree s’incontrano con le acque dolci e dai loro rimescolamenti si possono capire gli andamenti futuri. I mari salgono, le acque salate entreranno nelle falde e uccideranno gli alberi. È inevitabile e si aggiunge all’aumento della CO2, e alla siccità che farà aumentare la desertificazione. Alcuni scienziati hanno preso le paludi come laboratorio/palestra per i loro studi.  Le paludi sono perfette per studiare il clima

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Una varietà di situazioni

Le paludi presentano una varietà di situazioni che possono farci capire meglio, come muoverci in futuro. Come riusciremo a salvare le piante dalla salinizzazione delle coste? Il mare entrerà sempre più sui terreni e svilupperà reazioni chimiche. Gli alberi emetteranno gas e dovranno cercare di assorbire più acqua per ottenerne di utile per la propria sopravvivenza. Lo stress di dover assorbire acqua mista a quella salata farà sprecare molta energia. Raggiunto un certo livello alle foglie non arriva più il liquido sufficiente a mantenerle in vita e muoiono. Per questo l’albero si secca.

Studiare lo stress

La fotosintesi cessa quanto cadono le foglie ed è proprio quel fenomeno di stress che gli scienziati studiano. Simulano nelle paludi gli eventi futuri, e cercano di porre rimedio ai guasti che abbiamo provocato. I cambiamenti sono evidenti, in alcune aree sono già molto manifesti. Le stagioni mutano in modo incomprensibile, gli uragani aumentano d’intensità, gli eventi estremi si accentuano. La causa la conosciamo, siamo noi i colpevoli, ma non riusciamo ad imporre dei limiti alle nostre pessime abitudini. La rivoluzione industriale ha dato il via all’aumento del carbonio e non riusciamo ad arrestarlo, solo a limitarlo un poco. 

Artico già molto evidente

Gli effetti sono evidenti nell’Artico, dove il riscaldamento è velocissimo rispetto al resto del pianeta. Scompaiono i ghiacci, c’è meno calore riflesso verso l’atmosfera che viene, invece, assorbito dalle rocce. Questo innesca una spirale che fa sciogliere sempre più calotta. Lo stesso fenomeno che porterà presto la Groenlandia a perdere molto del suo pack. È possibile anche un rallentamento della Corrente del golfo che porterà ad altri eventi climatici disastrosi. Alluvioni, ondate di calore, incendi, scioglimento del permafrost e rilascio di gas serra un tempo bloccato nei ghiacci. Una catena che ci ostiniamo a non voler vedere.

Le paludi sono perfette per studiare il clima

Eccesso di calore

Il calore lo associamo alla siccità, alle zone aride, ma anche le zone molto umide vanno in sofferenza. La fotosintesi cessa se si raggiungono temperature troppo alte e si creano le condizioni per la desertificazione. Le piante pioniere che sono riuscite a mettere radici nelle paludi hanno svolto un lavoro importante per intrappolare la CO2. Lo hanno fatto grazie alla torba che costituiva un piano ideale per crescere, e che ancora alimenta gli alberi che vi resistono sopra. La torba trattiene la CO2 perché non marcisce come farebbe in superfice e trattiene enormi quantità di gas serra. Per questo preservare le zone umide diventa doppiamente importante.

Solo terra e oceani

Sinora i modelli climatici creati dai meteorologi si basano sugli studi di terra ed oceani, le zone umide sono state trascurate. Eppure molti dei processi che avvengono in queste aree di confine sono determinanti per l’intero pianeta. I processi naturali stanno accadendo ad una velocità che sorprende anche i climatologi. Sono necessarie più informazioni e più dati per formulare soluzioni attuabili.

Basta combustibili fossili non basta

Anche se decidessimo di cessare di usare combustibili fossili da oggi, le temperature non si stabilizzerebbero per molti anni. Servono interventi che contribuiscano tutti assieme all’obiettivo. Ogni intervento aiuta, ma se sono coordinati risulteranno più facilmente vincenti. Se ancora nutriamo speranze è perché gli umani sanno trovare soluzioni complesse a problemi complessi. Lo hanno fatto sinora in ognuno dei loro passaggi evolutivi. Cosa inventeranno per riuscire a restare su questo pianeta è la premessa per continuare a sperare. Le paludi sono perfette per studiare il clima

Le paludi sono perfette per studiare il clima

Credits: Pixabay

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