Abitare, Benessere

Sale stradale gettarlo o no?

Rende più sicure le strade ma genera anche molti problemi all’ecosistema.

Siamo di stagione perciò ha senso domandarsi se il sale che gettiamo sulle strade sia così utile o sia dannoso. Quando inizia a nevicare e si attacca al suolo, siamo felici di vedere i camion spargisale distribuire il loro carico sull’asfalto. Però forse stiamo esagerando, negli ultimi anni la percentuale gettata è quasi raddoppiata. Il sale fa ridurre il punto di gelo e fa sciogliere prima il ghiaccio ma a discapito della salute di tutti quanti. Sale stradale gettarlo o no?

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Si scioglie e arriva nei fiumi e laghi

Dovremmo evitare di abbondare perché il sale, per svolgere il suo compito deve sciogliersi e finisce nel terreno, nell’acqua e nelle piante. Gli invasi idrici vedono così salire il livello di sodio, e nel caso di impianti per distribuire acqua potabile alle popolazioni, sono veramente dannosi. Filtrare e potabilizzare le acque dal sodio in eccesso, sono processi molto costosi ed il sapore dell’acqua peggiora in modo sensibile.

Sconsigliato in molte diete

Il sale è sconsigliato in mote diete, specie per i diabetici e gli ipertesi. Tutti i medici raccomandano regimi senza sale o poveri di sodio, per una migliore salute. Proprio per questo le acque potabili ricche di sodio possono rivelarsi pericoloso e decisamente non funzionali, per buona parte della popolazione. Questo va decisamente contro alle norme di prevenzione, per aspirare ad un benessere sanitario, nel lungo periodo.

Specie aliene subentrano

La salinità in aumento favorisce l’ingresso di specie aliene, che si adattano meglio alle acque salmastre, specie che possono essere invasive. Inoltre il sale uccide il fitoplancton che è alla base della catena alimentare di molte specie. Uno studio recente ha confermato che le trote, in condizione di alterata salinità, si riducono sino al 30% di peso. Rimangono piccole, hanno problemi a riprodursi e sono più facilmente catturate dai loro predatori. Anche le rane vengono influenzate in modo negativo.

Meglio delle patatine fritte

Il sale è come le patatine per molti animali, specie i ruminanti e gli ovini. Negli USA i depositi di sale, posti al lato delle strade, sono diventati luoghi di approvvigionamento per cervi, wapiti, caribù e alci. Soprattutto gli enormi alci creano problemi nella circolazione con i loro attraversamenti stradali. Non è un caso che la prova di sbandata controllata viene chiamata la prova dell’alce. Il problema è decisamente noto.

Sale stradale gettarlo o no?

Leccornie per il latte e le corna

Attraversano le strade per leccare quella leccornia. Le femmine lo fanno per avere un latte migliore per i vitelli, mentre ai maschi serve per far crescere i loro possenti palchi. Attraversano di notte, sono quasi neri e diventano ostacoli invisibili e insormontabili. Molti incidenti mortali sono occorsi proprio vicino a queste zone dove possono trovare sale. Molti cittadini nordamericani, ma anche nordeuropei, sono rimasti vittime assieme agli animali di incidenti dalle conseguenze fatali.

C’è una letteratura sugli animali che leccano via il sale dalle auto

Esiste tutta una anedottica su alci, cervi o renne, sorpresi a leccare voluttuosamente il sale caduto dai camion, o le auto appena parcheggiate dopo aver viaggiato su strade cosparse di sale. Potrebbe essere un economico servizio di autolavaggio, se non fosse dannatamente rischioso. Gli alci sono decisamente poco socievoli e si sconsiglia di avvicinarli. I maschi sono ombrosi e solitari, si avvicinano alle femmine solo nel periodo riproduttivo, poi scompaiono nuovamente nelle foreste.

Anche la vegetazione cambia

Le piante sui bordi delle strade hanno ovviamente assorbito molti più sali e questo modifica il loro ciclo vegetativo e la vita degli insetti che su di loro si posano. Le farfalle che crescono e si nutrono di quelle foglie, ad esempio, sviluppano occhi giganti. Non ci sono ancora studi completi su questo fenomeno, e sulla potenzialità del rischio connesso, che resta però allarmante.

Alternative al sale

Sono state studiate alternative al sodio da gettare sull’asfalto, ma nessuna ha veramente funzionato. Sia il succo ottenuto dagli scarti della barbabietole o altri sottoprodotti da lavorazioni industriali non sono riusciti a sciogliere bene ghiaccio e neve. L’unica vera soluzione è agire con parsimonia, ridurre la quantità di sale sparso ovunque e limitarlo alle vie in cui la circolazione non può essere soppressa o rallentata. 

Tutti possono contribuire

Possiamo contribuire anche noi nel nostro piccolo. Ognuno di noi può evitare di strafare, gettando chili di sale nei vialetti d’ingresso.  Ne basta una quantità minima per evitare di scivolare e battere le terga a terra. Con un po’ di attività fisica si può spalare la neve e grattarla dai punti dove è ghiacciata. Risparmieremo sull’abbonamento della palestra e i muscoli resteranno tonici. Sale stradale gettarlo o no?

Sale stradale gettarlo o no?

Credits: Pixabay

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Trovato cervo zombie a Yellowstone

Potrebbe sembrare l’inizio della trama di un film horror, ma purtroppo è realtà.

La malattia comporta un deperimento cronico, ed è mortale per cervi, alci e wapiti. E’nota in ambiente veterinario come CWD e provoca un dimagrimento cronico dell’animale che viene infettato. Al momento non esiste un vaccino di cui si riconosca l’efficacia, perciò cervi alci e wapiti sono ad altissimo rischio. Trovato cervo zombie a Yellowstone

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Primo caso confermato negli USA

Lo hanno individuato nel Parco di Yellowstone il primo caso confermato negli USA, ma la malattia è già stata riscontrata in Canada, Europa (Norvegia Svezia e Finlandia) ed in Asia (Corea). Il timore è che si diffonda e possa creare una vera ecatombe tra gli ungulati selvatici. Se non verrà rintracciato un vaccino efficace, la popolazione dei ruminanti potrebbe essere decimata.

Un maschio sempre più lento

Era un maschio il soggetto che hanno trovato deceduto. Era dotato di radio-collare, e i suoi movimenti erano già segnalati come rallentati. Dopo sei ore di completa immobilità, sono scattati gli allarmi. Il cervo non era stato assalito e predato, quindi il pensiero è andato immediatamente alla CWD. Era molto emaciato, come se non si nutrisse da tempo.

Un decorso molto lungo prima di manifestarsi

La malattia ha un decorso molto lungo, tra i 18 e i 24 mesi, perciò molti degli esemplari controllati di routine, spesso risultano completamente sani, anche se stanno già sviluppando la malattia. Pare sia dovuta ai prioni che si accumulano nel cervello degli animali, e si diffondano tranne i fluidi corporali. Anche il rituale sfregamento muso contro muso, potrebbe essere sufficiente per diffondere il morbo.

Trovato cervo zombie a Yellowstone

Ricorda la mancanza di coordinazione della “mucca pazza”

Quando la malattia è conclamata, gli animali barcollano e rallentano, ricordano per alcuni aspetti la mancanza di coordinazione della “mucca pazza”. Gli orecchi diventano penduli, si muovono malvolentieri, perdono molto peso e curiosità per ciò che accade, inoltre diventano indifferenti verso gli umani di cui non hanno più paura. Per questi comportamenti viene definita in gergo la malattia del “cervo zombie”.

Non trasmissibile all’uomo

Non ci sono conferme che possa essere trasmesso agli umani, mentre in laboratorio sono stati accertate infezioni di topi e scimmie. I biologi si raccomandano di evitare di consumare carne che potrebbe essere infetta, e di maneggiare le carcasse e le carni con attenzione, usando sempre i guanti. Avvisano i cacciatori di allontanarsi da animali che mostrano evidenti sintomi, o che si lasciano avvicinare facilmente.

Campionamenti rafforzati

Ora che l’allarme è scattato tutti i wapiti, cervi e alci, verranno campionati, per testare l’eventuale diffusione del “cervo zombi”. Il timore è che con il lungo periodo di incubazione, divenga difficile riconoscere i cervidi colpiti. Riconoscere i sintomi, quando già la malattia è in corso, sarà una sfida grandissima, che i biologi intendono portare avanti. Al momento nessuna soluzione sembra possibile, anche l’abbattimento potrebbe rivelarsi tardivo con una simile tempistica. Trovato cervo zombie a Yellowstone

Trovato cervo zombie a Yellowstone

Credits: Pixabay