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Arriva il capodanno cinese

Quest’anno sarà dedicato al coniglio

Una delle feste più importanti della comunità cinese verrà festeggiato in tutto il mondo. I cinesi sono infatti, un popolo che si è radicato in moltissime nazioni. La loro capacità di lavorare senza sosta li ha fatti diventare imprenditori di successo. La loro cucina è amata ed è diventata un must specie per chi ama il take-away. Potremmo dire che la distribuzione attuale di piatti pronti, si debba proprio alla loro cultura. Molti anni prima dei vari gruppi di consegna a domicilio, tramite riders, i ristoranti cinesi mettevano a disposizione della loro clientela i loro piatti e menù. Arriva il capodanno cinese

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Tutti in famiglia

Cade domenica 22 gennaio il Capodanno cinese 2023. In Cina rappresenta l’occasione di rientrare in famiglia per festeggiare. Questo aveva creato apprensione a causa dei focolai, mai smentiti, di Covid nel celeste impero. Qualche milione di turisti in movimento, potevano innescare una nuova pandemia. Ma il governo cinese ha smentito questa opportunità e tranquillizzato tutti. Credibile? Forse no, ma non possiamo smentirli senza prove.

Il cinese piace

Il cibo cinese piace agli italiani, lo consumano abbastanza spesso, sia comodamente seduti al ristorante come a casa loro. Per festeggiarle in modo adeguato alcuni ristoratori hanno creato uno speciale menù che mescola cinese e italiano, o almeno tiene conto dei piatti preferiti dagli italiani. Tra questi immancabili involtini primavera, edamame, riso alla cantoneseravioli, i noodles saltatipollo alle mandorle, nuvolette di gamberi, pollo fritto e spaghetti, sia di soia che di riso

Un mese dopo il solstizio

Il capodanno cinese segue le lune e cade nel giorno della seconda luna nuova dopo il solstizio d’inverno (21 dicembre.) Termina l’anno della tigre e inizia quello del Coniglio. La festa in realtà inizia molto prima e termina molto dopo. I preparativi iniziano due settimane prima con alcuni riti propiziatori tra i quali la pulizia della casa e gli addobbi rossi immancabili. Ufficialmente la festa inizia il 21, giorno della vigilia con la cena in famiglia.

Arriva il capodanno cinese

16 giorni di festa

Il capodanno cinese durerà 16 giorni ancora e terminerà il 5 febbraio con la festa delle lanterne. Ai cinesi sono concessi 7 giorni di vacanza dal 21 gennaio al 27 gennaio nel 2023, cioè dalla vigilia fino al sesto giorno del primo mese lunare. Scuole, fabbriche e uffici sono chiusi e le famiglie si riuniscono per festeggiare. Inizia l’anno del Coniglio, precisamente del Coniglio d’Acqua, uno dei dodici segni zodiacali cinesi. È considerato un animale tranquillo e gentile, elegante e fortunato. Il 2023 dovrebbe essere un anno di pace e serenità.

Rosso ovunque

Decorazioni rosse, lanterne, cenone della vigilia, fuochi d’artificio, buste rosse i segni immancabili della festa. Il rosso è il colore della fortuna e non può mancare. Vengono appesi festoni alle porte con scritte augurali. Pulire la casa serve a far sloggiare la cattiva sorte e con la polvere e lo sporco buttati via, si crea spazio per la buona sorte. I fuochi d’artificio sono anch’essi propiziatori. Ai cinesi piace immensamente spararli in cielo.

Vigilia col rito dell’hongbao

Durante la vigilia che si svolge a casa del più anziano, oltre al banchetto, tutti portano delle piccole buste rosse (hongbao) con monete e denaro. Inizia il più anziano a donarlo al più giovane, al secondo, poi al terzo. Di solito si limita ad un passaggio di denaro dai nonni ai nipoti, ma ora ha anche altri significati. Nelle famiglie numerose il rito può durare a lungo. Attenti ad evitare di mettere all’interno delle buste denaro o monete rigorosamente pari e mai in numero di 4. Entrambi evocano funerali e morte e sarebbero di cattivo auspicio. Arriva il capodanno cinese

Credits: Pixabay

Benessere, Enogastronomia, Eventi

Fiumi di bollicine a Capodanno

Milioni di bottiglie stappate per festeggiare il nuovo anno

Tutte sballate le previsioni che volevano un Natale mesto e sottotono. Come sempre gli italiani amano sovvertire gli esiti dei pronostici, fausti o infausti che siano. Mentre le cassandre piangevano per le probabili difficoltà di liquidità che avrebbero fermato la corsa agli acquisti, in realtà le cose andavano in altra direzione. La crisi innescata dall’arroganza russa culminata in un conflitto senso, faceva temere ripercussioni più ampie per l’agro-alimentare. Fiumi di bollicine a Capodanno

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Invece la voglia di festeggiare

La voglia di festeggiare comunque, anche se col patema che possa essere l’ultimo a questo livello, ha innescato un fenomeno interessante. Gli acquisti sono stati concentrati sugli aspetti conviviali, perciò tutto il settore food and beverage, ha goduto in modo particolare. Due i traini principali, i dolci tradizionali e regionali e le bollicine. Mai come quest’anno si sono stappate tante bollicine, i brindisi augurali erano di dovere e sono stati rispettati. Un vero fiume di bollicine che ha portato a stappare 95 milioni di bottiglie

Sembrava impossibile

Sembrava impossibile migliorare la “prestazione” formidabile dell’anno scorso, eppure le cantine italiane ci sono riuscite. Hanno meso a segno un altro 1% d’incremento delle vendite. La settimana tra Natale e Capodanno è stata quella che ha fatto registrare il boom di consumi. Moltissimi gli italiani che hanno festeggiato con le bollicine italiane, a conferma di un settore che ha un appeal molto consistente. Ma non è finita, perché mancano ancora i dati definitivi dall’estero, dove l’incremento sembra ancora maggiore.

Fiumi di bollicine a Capodanno

Un mercato in espansione

Il mercato delle bevande, soprattutto quelle alcooliche a base di uve, è in espansione. Molte bottiglie vendute in Italia, ma il lavoro svolto negli ultimi decenni per fare apprezzare le nostre bollicine all’estero sta dando grandi frutti. Due terzi del fatturato infatti riguardano il settore export. Il vino italiano piace sempre più e lo dimostrano anche le etichette che scimmiottano i prodotti nostrani. Un business in salute, che fa ben sperare anche per le prossime annate.

Distretti produttivi

Sono sempre più celebri i distretti produttivi che stanno crescendo e diventando brand riconoscibili. Dopo il Prosecco, il Franciacorta, l’Oltrepò pavese e il TrentoDoc, sono molte le aree che hanno dato vita a distretti ben definiti. I disciplinari che garantiscono gli alti standard produttivi, fanno crescere nuove realtà. DOP, IGP, DOCG, sono le bollicine più richieste. Segno che la clientela apprezza il lavoro svolto sinora, per mantenere altissima la qualità. Nuove realtà si affiancano a quelle già riconosciute e fanno sperare in altri sviluppi commerciali altrettanto positivi.

Spese maggiori

Sono aumentate notevolmente le spese sia per la coltura, coi costi energetici in cima alle preoccupazioni degli agricoltori, che per i vinificatori. Le cantine hanno subito una escalation dei prezzi produttivi con aumenti in ognuna delle parti che compongono il prodotto. Le bottiglie di vetro, le gabbiette, i tappi, la carta per le etichette e per gli imballi, sono diventati introvabili o carissimi. Questo toglierà marginalità, un ulteriore problema per tutto il settore, che per ora si consola con quasi 3 miliardi di fatturato. In attesa di poter stappare tutti insieme alla fine della guerra. Fiumi di bollicine a Capodanno

Fiumi di bollicine a Capodanno

Immagini: Pxhere