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Caffè solo per ricchissimi?

Sarà sintetico quello che ci verrà proposto per contenere i costi.

Un articolo apparso recentemente ha suscitato molto scalpore, il caffè coltivato diventerà troppo costoso. Solo pochi potranno permetterselo. L’unica soluzione sarebbe virare verso il caffè sintetico, che potrebbe contenere molto i costi e restare disponibile per tutti i consumatori. Caffè solo per ricchissimi?

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Un altro prodotto sintetico

La notizia ha suscitato molto sgomento, non ci siamo ancora ripresi dalle bordate di carni sintetiche e farine d’insetti e ci vogliono togliere la bevanda preferita. Purtroppo la notizia si basa su dati precisi. Servono almeno 20 piante di caffè per soddisfare il nostro bisogno annuale, con le abituali due tazzine giornaliere. Una grande quantità che fa immaginare piantagioni immense a coprire tutto il pianeta.

Piantagioni immense e deforestazioni

Questo pone ulteriori problemi, servirebbe una massiccia deforestazione per installare nuovi impianti e questo va contro le logiche di protezione dell’ambiente. Inoltre serve molta acqua per far crescere le rosse bacche che contengono i chicchi. Il consumo di acqua è indubbiamente un altro dei problemi con cui si scontrano le piantagioni. Servono alternative in grado di soddisfare miliardi di consumatori.

Caffè solo per ricchissimi?

Sarà di origine vegetale e avrà lo stesso sapore 

Al momento non esiste una vera alternativa anche se molte compagnie si sono lanciate in sperimentazioni per ottenere un caffè non di origine vegetale. Le premesse sarebbero buone, il gusto non muta e resta indistinguibile al palato. Le biotecnologie sono in grado di riprodurre i sapori, i colori e gli accenti aromatici che rendono il caffè così amato.

Tutti gli elementi che formano il bouquet

Le varie componenti che formano il bouquet vengono estratte e riprodotte in laboratorio, grazie ad un assemblaggio di elementi vegetali. Materiali naturali che però non coinvolgono gli arbusti del caffè, l’uso di pesticidi, e preservano ambiente e consumi idrici. 

Finlandia capofila

In prima fila tra i laboratori che ricercano il perfetto caffè sintetico ci sono ovviamente aziende di paesi che sono formidabili consumatori della nera profumata bevanda. Nonostante il carattere molto flemmatico che si contrappone a quello fumantino dei paesi mediterranei, è la Finlandia il paese che consuma più caffè pro-capite. La loro industria è all’avanguardia, in questo campo. Sapremo accontentarci del caffè sintetico o nemmeno ce ne accorgeremo? Caffè solo per ricchissimi?

Caffè solo per ricchissimi?
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Una pelle luminosa col caffè

I dermatologi si sono accorti che grazie alle sue proprietà antiossidanti il caffè illumina i volti

Forse sarà la suggestione di un buon risveglio avvenuto con una tazza di caffè tra le mani, ma la caffeina ha veramente effetti benefici sulla nostra pelle. È un metodo per avere cura della bellezza del nostro derma particolarmente piacevole, specie se la caffeina rappresenta un aspetto positivo della nostra quotidianità. Una pelle luminosa col caffè

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Aiuta contro l’invecchiamento

Una ricerca pubblicata recentemente sul Journal of Cosmetic Dermatology garantisce che una tazzina o due al giorno, aiutano contro l’invecchiamento della pelle. Dopo tanti elementi legati alla cosmesi, analizzati profondamente, lo studio dell’alimentazione sta riservando sorprese positive. Non solo solo i cibi ad essere stati presi in considerazione, ma anche le bevande. In questo caso, tè, caffè, alcol, vino, succhi di frutta, bevande zuccherate. Il risultato è che nessuna bevanda ha tanti effetti positivi quanto il caffè

Un’indagine estesa

I dati di mezzo milione di di volontari, presenti nella biobank britannica, hanno fornito la base su cui condurre l’indagine, ed hanno fornito dati interessanti. La risposta più evidente è che la tazzina di caffè quotidiana, svolge un importante ruolo nella protezione delle pelle del viso. l ricercatori invitano a non esagerare, ma insistono che un consumo moderato, è un ottimo fattore anti-age. Rallenta l’invecchiamento cutaneo, un dato già noto da tempo, ma messo ancor più in luce da questa specifica ricerca. 

Una pelle luminosa col caffè

Infuso ma anche gli estratti della polpa

Il caffè ha effetti positivi in quasi ogni forma in cui lo assumiamo, sia come infuso dei suoi chicchi, sia ottenendo estratti della polpa della bacca. Da quest’ultimo si ottengono effetti che migliorano tutte le peculiarità della pelle, elasticità, luminosità, consistenza, collagene, umidità. Tutti fattori questi, che mantengono bella, fresca, luminosa ed elastica, la pelle del viso. Un risultato che si può ottenere al costo di un paio di tazzine al giorno, invece di molte creme, sieri o refill cosmetici, spesso assai costosi.

Favorito l’espresso

È l’effetto antiossidante e antinfiammatorio degli infusi di caffè, specie se ben tostati, ad accentuare le sue proprietà. Sono i polifenoli che si attivano soprattutto nelle versioni espresso, a dare particolare elasticità all’epidermide. Riescono a contrastare i radicali liberi e tutti i processi di invecchiamento cutaneo. Il caffè, inoltre, ha anche un effetto di protezione contro i raggi UV e smorza il pericolo delle macchie solari.

Una gioia della vita che è pura cosmesi

E’ piacevole riscontrare che una delle gioie della vita, possa non solo caricarci psicologicamente e fisicamente, ma contribuisca alla salute del nostro incarnato. Gli effetti della caffeina sono ben noti da tempo, all’industria cosmetica, tanto che la caffeina è uno degli ingredienti principale di molte creme contro l’invecchiamento. Una pelle luminosa col caffè

Una pelle luminosa col caffè
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C’è un gran desiderio di dolci

Questo bisogno sembra essere la risposta al periodo di crisi post pandemico

I numeri parlano chiaro, il nostro export di dolci, lievitati, secchi o morbidi, di gelati, di cioccolato o caffè, non è mai stato così rilevante. E’ stato battuto e stracciato il record precedente con 9,2 miliardi di export e un incremento che ha sfiorato il 10% annuo. Cifre impensabili fino a poche stagioni fa, e che comportano una presa di posizione e valutazioni nel breve e lungo termine. C’è un gran desiderio di dolci

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Al SIGEP di Rimini tante novità

Ad affermare questo boom di dolcezza è l’ISTAT, con un documento di previsione diffuso in occasione del SIGEP di Rimini. La fiera specializzata per il settore dolciario, che raggruppo pasticceria, gelateria, panificazione, cioccolato e caffè. Questo impulso che viene dall’export stupisce ancor più, se messo in relazione con la polverizzazione di migliaia di piccole realtà, che hanno contribuito a questo successo. La frammentazione del mercato non usufruisce di infrastrutture nazionali all’altezza. Eppure tantissimi dolci italiani sono riusciti ad arrivare nei negozi e sulle tavole di miliardi di consumatori, in tutto il mondo.

Molto export in Europa, USA e Asia

Un paese sopra tutti sta assorbendo una gran parte dei nostri prodotti, ed è la Francia, ma sono molto buoni anche i mercati di Germania, Usa, Inghilterra e Cina. A sorpresa proprio il mercato cinese si sta rivelando una realtà in ottima espansione, e anche se non sono più il paese più popoloso del mondo, battuti dall’India, restano una nazione da oltre un miliardo di consumatori golosi

C’è un gran desiderio di dolci

Materie prime troppo importanti

Nemmeno l’impennata dei costi di materie prime e lavoro ha rallentato la crescita dei nostri prodotti dolciari.  A riprova che sono la bontà e la bellezza dei nostri prodotti a fare la differenza. Un grande successo anche per le nostre materie prime, soprattutto frutta e frutta secca, ampiamente utilizzati nelle preparazioni di uno dei nostri simboli, il gelato. Il gelato rappresenta uno dei punti di forza della Dolce Vita italiana tanto imitata ed ammirata all’estero. Il tentativo di assumere un italian sounding è il pericolo da cui prendere le distanze. Sono tantissime le gelaterie e pasticcerie nel mondo che utilizzano denominazioni simil-italiane per trarne vantaggio, ingiustamente.

Qualità che deve mantenere il suo livello top

Il modo con cui prendere le distanze è differenziare e mantenere elevatissima la qualità delle nostre materie prime, per le quali sarebbe utile mantenere filiere dedicate di livello eccelso. I prodotti dolciari italiani meritano di essere ancora più riconoscibili proprio per la loro appetibilità, l’arte con cui sono prodotti, la bontà degli ingredienti. L’artigianalità indiscussa con cui gelatai e pasticceri sanno produrre capolavori sopraffini, va difesa e protetta.

C’è un gran desiderio di dolci

Artigianalità da proteggere e far conoscere

L’artigianalità andrebbe supportata e propagandata nel miglior modo possibile. Questo desiderio di dolcezza, deve essere soddisfatto, non si può più attendere se non si vuole rischiare di venire scavalcati da chi sfrutta il Bel Paese per commercializzare prodotti che di italiano hanno solo la copertina. Ci sono evidenti ritardi infrastrutturali che devono essere colmati. La logistica con cui inviare le nostre eccellenze, diventa un mezzo indispensabile per mantenere ed aumentare il successo delle nostre aziende.

Un pool di produttori-esportatori per un ulteriore boom

Sarebbe utile un’azione che coinvolgesse quanti più attori possibili, ad esempio un pool di produttori-esportatori, in grado di creare un tale volume di prodotti da soddisfare ogni esigenza. Il momento è buono, anzi ottimo, cerchiamo di accontentare questa richiesta di dolcezza. Le nuove ricette presentate al SIGEP sono in grado di stupire qualunque tipo di clientela, gourmet o comune consumatore, continuiamo a stuzzicare la loro curiosità. Creiamo la possibilità di raggiungere velocemente ogni mercato internazionale, per soddisfare il “good teeth” di chi vuole pensare positivo, anche in giorni dove le guerre occupano le testate dei giornali. C’è un gran desiderio di dolci

C’è un gran desiderio di dolci

Credits: Pixabay

Benessere, Enogastronomia

Caffè ovunque e comunque

Gli italiani lo adorano, anche se non sono coloro che ne consumano di più.

Molti credono che gli italiani siano i più grandi consumatori di caffè, in realtà sono battuti da molti altri paesi, specie quelli nordici con la Finlandia al primo posto. Quello che fa la differenza nel nostro paese è il consumo “sociale”. Quasi nessuno sa resistere alla proposta “ci facciamo un caffè”? Dovunque arrivi la proposta e anche in qualsiasi ora la risposta è “si” oppure “perché no”. Condividere una tazza d’infuso nero nero è un’azione necessaria e assai plausibile. Caffè ovunque e comunque

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4 su 5

Questa è la percentuale degli italiani che bevono caffè ogni giorno. Da soli a casa appena svegli o al bar per la prima colazione, il “click” che regala il caffè e che ci fa svegliare e diventare finalmente operativi è un vero must. É il segnale che la giornata comincia e che possiamo interagire col prossimo guardandolo in faccia e magari sorridendo. Un rito collettivo di apertura alla comunicazione, si apre il sipario e si va in scena.

Quell’aroma

Ognuno di noi ha preferenze specifiche in merito, che vanno dal gusto, all’aroma, allo zuccheraggio o meno e dal servizio. All’estero destano sempre ilarità le mille maniere in cui ordiniamo e consumiamo la nostra bevanda preferita. Ma in realtà a noi serve soltanto che la caffeina ci arrivi al cervello e si accendano tutte le spie necessarie, tutto il resto è corollario.

caffè ovunque e comunque

Il primo infuso

Il primo infuso del mattino è un rituale che ci serve per essere sicuri di essere vivi ed essere in grado di vestirci e di uscire di casa. Molti lo prendono al bar, per poter scambiare due chiacchiere, o mugugnare qualcosa al barman o leggere i titoli dei quotidiani sopra alla spalla di qualche altro cliente. Almeno 3 caffè su dieci vengono consumati al bar e servono a creare quel minimo di confidenza, di convivialità che ci mettono a nostro agio.

Caffè della macchinetta o della moka

La stessa funzione la svolgono anche le tazze offerte a casa dagli amici. Introduzione naturale a qualche chiacchiera, o gossip, che riguardano, amici, vicini, familiari, ecc. Ancora oggi per allungare l’evento c’è chi mette sul fuoco la cuccumella. Una preparazione lenta che predispone a conversare, in attesa che l’infuso salga. Essere invitati da qualcuno a casa per un caffè è un simbolo di amicizia e di essere parte della sua sfera intima, con tutti gli annessi e connessi che questo comporta. Può essere anche una scusa innocente per flirtare, a volte.

caffè ovunque e comunque

Caldo freddo o..

Il caffè può essere caldo (nella stragrande maggioranza dei casi), freddo anche per combattere il calore, o in mille altri modi. Corretto con grappa, stravecchio o altri alcolici o insaporito in modi alternativi secondo le tradizioni familiari. Il caffè è talmente parte delle nostre tradizioni che c’è ancora chi partendo per un viaggio porta la propria moka o almeno la propria miscela di caffè. Perché niente come quello speciale aroma ricrea atmosfera di casa anche ad Auckland o a Katmandu.

Moka, arabica, vietnamita, brasiliano, costaricano

Tante le variabili a disposizione, le principali sono moka e arabica, che però possono moltiplicarsi in tutte le regionalità da cui provengono le bacche. La tostatura, ovviamente, crea un altro elemento che rende unico l’aroma di partenza. L’infusione lenta o veloce (dipende dalle macchine che usiamo) crea crema e “densità”. Agli italiani mediamente piace un caffè molto corposo, tanto che in quasi ogni regione esistono parole per definire quelli troppo brodosi o poco intensi. A partire dalla celebre “ciofeca” di Totò. Caffè ovunque e comunque

caffè ovunque e comunque

Credits: Pixabay

Benessere, Enogastronomia

Il Caffè da nemico ad amico

Ribaltata completamente una convinzione che voleva il caffè nemico della pressione sanguigna

Fermi tutti! Questa è una notizia che farà fare un sobbalzo a molti amanti del caffè. Da nemico giurato si trasforma in un prezioso amico della pressione sanguigna. Sembra incredibile ed è esattamente l’opposto di quanto avevano conosciuto per decadi. Il caffè aiuta a mantenere bassa la pressione sanguigna. È una vittoria per tutti coloro che hanno dovuto rinunciare a degustare il fantastico infuso nero bollente. A sostenerlo non è l’ennesima rivista prezzolata da qualcuno interessato ad aumentare il business, ma una seria ricerca universitaria. L’ha realizzata l’Università di Bologna e dell’IRCCS Azienda Ospedaliero- Policlinico di Sant’Orsola. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista di argomenti scientifici ”Nutrients”. Il Caffè da nemico ad amico

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Come mai questo cambio di rotta?


La ricerca ha messo in evidenza che chi consuma due o tre tazzine al giorno ha valori più bassi rispetto a chi non ne consuma niente. Il caffè tiene basso il livello della pressione sanguigna sia a livello periferico sia nella zona aortica centrale, la più vicina al cuore. Il caffè diventa quindi un prezioso alleato anche per chi soffre di problemi cardiaci. Saranno molti gli italiani ad essere felici di questa scoperta, importante per l’umore di tanti di noi. Caffeina e sale sono sempre stati indicati come nemici delle nostre arterie.

La caffeina non è il solo elemento

Eppure la caffeina è solamente uno degli elementi attivi all’interno dell’infuso, infatti anche il decaffeinato ha fatto registrare effetti positivi a chi l’ha consumato. Altri componenti del caffè controbilanciano gli effetti ed il risultato finale è positivo. Una rivoluzione nel modo di pensare e gustare il prezioso infuso di chicchi

Il campione preso in esame


Hanno partecipato in molti alle prove ed i test per elaborare la ricerca. I dati pressori presi in esame appartenevano ad un campione di 720 uomini e 783 donne. Lo studio è stato coordinato da Claudio Borghi, professore al Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna. La valutazione della somministrazione di caffè compie così una svolta molto interessante e cambia completamente la valutazione fatta sinora.

I risultati della ricerca


Sdoganate le tazzine, ovviamente senza abusarne in modo massiccio. I dati hanno rivelato valori più bassi per chi assume due o tre caffè al giorno. Questo avviene sia nella pressione sistolica che nella pressione di pulsazione, e sia anche a livello di circolazione periferica che per la pressione aortica centrale. Il caffè da eterno nemico diventa un efficiente collaboratore e svolge un compito molto gradito, nella prevenzione di malattie cardiovascolari. Il Caffè da nemico ad amico

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1° Ottobre giornata internazionale del caffè

Un’occasione per godere una buona tazza ma anche per pensare al futuro del nostro infuso preferito

L’origine della Giornata internazionale del caffè è sconosciuta. Nel 1983 un evento dedicato al caffè s’è tenuto in Giappone, forse è quella la data a cui fare riferimento. In pochi anni l’evento ha raggiunto una grande popolarità ed ha dato vita ad una organizzazione che ha assunto il nome di ICO (International Coffee Organization). La data in cui festeggiarlo ha ballato per un po’ attorno alla fine di settembre fino ad approdare al 1° Ottobre. Ora è codificata in quella data ovunque. 1° Ottobre giornata internazionale del caffè

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Benessere, Enogastronomia

Qual è l’ora giusta per bere il caffè

Come godere al meglio di tutti i benefici della bevanda più sana del mondo? Alcuni scienziati lo hanno calcolato.

Per avere solo vantaggi e neutralizzare gli svantaggi dobbiamo conoscere gli orari perfetti per bere il caffè. A seconda dell’orario possiamo riceverne solo benefici o procurarci qualche danno. Tutto si basa sul ciclo circadiano, il nostro orologio interno che risponde a precise regole e situazioni. Il ciclo circadiano regola quasi tutte le nostre funzioni e meccanismi interni. Qual è l’ora giusta per bere il caffè

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Le capsule del caffè si possono riciclare

Un buon esempio di sostenibilità messo in atto da due dei brand più celebri del settore, Nespresso e illy

Un’alleanza per il riciclo delle capsule in alluminio, utilizzate per il caffè. Sposa le esigenze dell’economia circolare, per regalare nuova vita alle capsule di alluminio. Un metallo prezioso proprio per la sua facile riciclabilità, che lo rende adatto al riuso quasi all’infinito. Nespresso e illycaffè hanno deciso di unire le loro forze per dare un esempio virtuoso di sostenibilità e salvaguardia dell’ambiente. L’obiettivo è rendere più semplice ai consumatori italiana la raccolta dei contenitori in alluminio destinati ad espressi e cappuccini. Le capsule del caffè si possono riciclare

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Benessere, Enogastronomia

La rivolta del caffè in Svizzera

Il suggerimento della Confederazione svizzera di eliminare il caffè dagli alimenti essenziali ha scatenato le proteste dei cittadini.

Molti alimenti e generi di conforto vengono accumulati dal governo svizzero per sostenere le esigenze dei cittadini per almeno tre mesi. É un retaggio dell’esperienza maturata durante la prima guerra mondiale. In caso di conflitti i cittadini svizzeri grazie a queste scorte, potevano mantenere gli standard essenziali di vita per almeno un trimestre. La difficoltà di approvvigionamento rendevano particolarmente attento il governo rosso-crociato che si cautelava contro ogni evenienza. La rivolta del caffè in Svizzera

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Abitare, Viaggi

L’auto del futuro di legno e caffè

Non si arresta la ricerca di nuovi materiali leggeri, ecologici, sostenibili.

Le ultime novità vengono da Giappone e Usa. Due nazioni sempre in lotta per dare nuovi impulsi alle loro industrie. Quello che è veramente innovativo è che c’è un occhio di riguardo alla sostenibilità e all’eticità. I consumi energetici sono causa di buona parte dell’inquinamento, delle emissioni di CO2 e responsabili della nostra impronta ecologica. Le motorizzazioni non sono più il principale colpevole dell’aumento di calore, grazie alla svolta elettrica, ma c’è ancora un grande lavoro da fare sui materiali. L’automotive è impegnata a ridurre la propria impronta carbonica. L’auto del futuro di legno e caffè

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