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Se la birra la produce l’AI

Esiste la possibilità di farsi guidare nelle scelte della ricetta perfetta

Sembra impossibile intervenire per cambiare artificialmente il gusto della birra, ma ci sono ricercatori che cercano l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale. Hanno svolto molti test, per arrivare ad un programma che può tentare nuove strade, per produrre una birra gustosa. In fondo fare il birraio è dare vita ad una reazione chimica, ed una volta che tutti gli ingredienti sono noti, si può modificare ad arte per arrivare alla perfezione. Se la birra la produce l’AI

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Pochissimi ingredienti base

Si parte da pochi ingredienti fondamentali: acqua, luppolo, lieviti e malto. Sembrerebbe ovvio che con solo 4 elementi base, ormai tutte le possibilità di sviluppare buone birre siano già state testate. Ma non è così. Gli scienziati sono sicuri che l’Ai potrebbe migliorare tutta la gamma di sensazioni, che arricchiscono il palato dei degustatori di birra.

Per risparmiare tempo e denaro

Esiste già una gamma enorme di possibilità, e non solo per i colori. Birre aspre, dolci, amare, IPA, pastorizzate e non. I ricercatori hanno sviluppato questo sistema in grado di apprendere, che esamina tutte le variabili delle formula con cui la birra si esprime. Il loro intento è, arrivare a consigliare ai birrifici le modifiche per migliorare il gusto ed i sistemi produttivi, facendo risparmiare tempo e denaro.

Progetto nato in Belgio

Il progetto è nato in Belgio, (e dove altro poteva accadere?). Il ventaglio di birre a disposizione ha consentito di elencare una miriade di elementi, che costituiscono la formula chimica alla base dell’arte brassicola. Hanno esaminato 22 diverse tipologie di birra misurandone il PH, l’alcool contenuto e gli zuccheri, oltre agli elementi aromatici che, miscelati assieme, costituiscono il sapore delle birre.

Degustatori professionisti

Per certificare che il loro lavoro aveva senso, hanno contattato un panel di degustatori in grado di recensire le birre nel miglior modo possibile, rilevando tutte le complessità aromatiche. Dall’analisi di questi dati (meramente chimici e sensoriali) i ricercatori hanno istruito il programma in grado di predire il sapore e quanto potrebbe essere gradevole per i consumatori.

Aggiungere elementi aromatici

Il passo successivo è stato aggiungere componenti alle birre già esistenti, ed hanno chiesto ulteriori recensioni. Il panel ha effettuato assaggi ciechi e la risposta, pressoché unanime, è stata molto confortante. Le birre erano migliorate ed erano molto più apprezzate rispetto agli originali. Un vero successo per l’AI, che è riuscita a dare un plus, che ha soddisfatto le esigenze dei consumatori e degli esperti.

Birre analcoliche da rilanciare e rendere appetibili

Questo viene ritenuto molto importante per riuscire a produrre le birre analcoliche, il segmento che ha maggiormente bisogno di essere sviluppato. Riuscire a dare una sferzata di gusto alle analcoliche avrebbe enormi ricadute per limitare il problema dell’alcolismo. Rendere piacevole una bevanda che non gode di grande appeal, anzi, potrebbe essere molto utile anche a livello sociale, limitando i rischi di chi si mette alla guida in stato di ebbrezza.

Birre diverse per segmenti d’età

L’AI riesce anche a valutare quali tipi di birra potrebbero essere più gradite per segmenti di consumatori. L’età è una variabile importante in questo senso. La clientela più matura preferisce gusti abbastanza semplici e non troppo complessi, mentre i giovani amano sperimentare. Le scelte dei più giovani vano in direzioni opposte rispetto agli anziani, perciò riuscire a dare una gamma di sapori che soddisfi entrambi è complicato. Ma con l’Intelligenza Artificiale questo diventa possibile. Se la birra la produce l’AI

Eventi, Marketing

La musica la comporrà l’AI

Le voci saranno campionate da artisti celebri

YouTube ha dato la possibilità ad alcuni utenti di realizzare dei brevi video musicali che contengono le voci campionate di alcuni artisti. Tra loro il più celebre è John Legend ma la possibilità di espandere il numero delle voci “prestate” è dietro l’angolo. Indubbiamente una rivoluzione nel modo di fare musica, con tutti gli annessi e connessi. La musica la comporrà lAI

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Una sotto-traccia identificativa

La piattaforma dedicata ai video e tutorial si è assicurata che ognuno dei video composti abbia in sotto-traccia, ma non udibile dall’orecchio umano, un messaggio identificativo. Questo dovrebbe evitare che la musica preparata con AI posa diventare di pubblico dominio senza versare royalties.

I diritti e gli introiti sono tutti da discutere

Proprio l’identificazione di chi possegga i diritti su questi brani è motivo di grande dibattito. Le major e i loro avvocati sono pronti ad ogni tipo di battaglia, per assicurarsi gli eventuali introiti e lo sfruttamento commerciale. Non sarà semplice dipanare questa intricata matassa.

Video di 30 secondi in verticale

Si chiama “Dream Track” lo strumento che può generare brevi video di 30 secondi con le voci di alcuni artisti. E’ un esperimento ma potrebbe portare a risultati strepitosi gradevoli o sgradevoli. Lo strumento genera video verticali perfetti per diventare materiale da pubblicare su TikTok o reels di Instagram e Facebook

Abbordabile da chiunque

L’utilizzo pare semplice, basta richiedere un certo tipo di situazione musicale, ballad, rock, pop, rap, trap, allegra, triste, scegliere una situazione che si vorrebbe cantare, amori più o meno controversi o farsi mandare dalla mamma a prendere il latte e il gioco è fatto. L’Ai si occuperà di generare il cantato con la voce preferita tra quelle a disposizione.

Ancora solo per sviluppatori

E’ uno strumento ancora destinato al solo uso degli sviluppatori, ma il sentiero è tracciato e pensare di bloccarlo è quasi impossibile. Alcuni artisti che si sono prestati al “gioco” sono preoccupati che la loro voce venga utilizzata per cose “stupide o per lanciare messaggi completamente contrari al loro modo di pensare. Soprattutto i rapper sono timorosi che qualche barra possa essere decisamente violenta o a favore di atteggiamenti malavitosi. Anche questo sarà materiale per avvocati e procuratori.

Un precedente importante

All’inizio di quest’anno, un certo  Ghostwriter ha scritto una canzone chiamata “Heart on My Sleeve” con le voci generate da Ai degli artisti Drake e the Weeknd. La canzone è diventata virale, e l’etichetta discografica degli artisti, Universal Music Group, ha fatto bloccare e rimuovere il pezzo da  YouTube e altri siti di streaming musicale poiché non ne traeva alcun vantaggio dal copyright.

Mancano ancora le regole d’utilizzo

Un precedente che mette in evidenza come tutto questo modo di creare musica debba essere ancora regolato. Nell’ambiente musicale si confrontano pareri positivi e contrari, c’è chi lo definisce uno strumento stimolante e chi invece un modo di rapinare le qualità professionali dei musicisti e cantanti.

Un potenziale enorme e inarrestabile

Il potenziale è talmente vasto che immaginare di bloccare completamente un modo innovativo di comporre e cantare è impensabile. Creato lo strumento, qualcuno ne approfitterà. Con quale tipo di successo. è ancora complicato dare risposte. Molto probabilmente l’Ai trasformerà l’industria musicale in modi che ora non riusciamo a prevedere.

Saranno gli avvocati a mettere i paletti

Forse saranno le dispute sui copyright a mettere precise barriere e a dirimere le dispute. Creare musica senza che nessuno venga pagato è il maggior incubo di tutte le major e sicuramente prenderanno precauzioni per proteggere i loro introiti. Perché anche in questo caso seguire la scia dei soldi porta sicuramente a capire come funzionerà. La musica la comporrà l’AI

Credits: Pixabay, Youtube

Abitare, Eventi, Marketing

Dall-E 2 Arte creatività o bluff

Una mostra d’arte “Artificial Imagination” ha sollevato grandi polemiche e preoccupazioni nel mondo della grafica

Sono immagini generate dall’intelligenza artificiale, ha senso pensarle come vere opere d’arte o sono solo esercizi di stile. Appenderle alle pareti di una mostra è il modo per sdoganarle o per metterle all’indice? DALL-E 2 è un’applicazione che ha sorpreso e sconvolto molti dei suoi fruitori. Utilizza l’Intelligenza Artificiale ed ha enormi potenzialità. Qualcuno già parla di fine del lavoro per chi si occupa di grafica. Probabilmente è eccessivo, ma un cero timore tra chi si occupa del settore c’è. Dall-E 2 Arte creatività o bluff

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Fin dove è arte?

La difficoltà è creare un divide, un confine. Fin dove è arte e creatività, e dove comincia la semplice gestione fatta da AI di un’idea? Se si parla di idea forse la creatività è ancora presente e fondamentale. Se è solo mera esecuzione di un ordine, il confine diventa molto labile. Quasi una questione di lana caprina. L’approccio alla APP può essere molto diverso, ognuno aggiunge precisi dettagli per arrivare al risultato atteso. È vera originalità, o solo una felice sintesi di una serie di indizi?

Gli artisti non fanno chiarezza

C’è chi utilizza la APP per aggiungere o schiarirsi le idee, per selezionare linee su cui elaborare. Altri fanno eseguire pedissequamente la descrizione del loro “lavoro”, aggiungendo stili che non hanno ancora esplorato. Imitazioni con lo stile degli espressionisti o dei cubisti, interessanti, ma senza la vera anima dell’artista. Opere che possono essere di alto livello o toccanti, esposte come veri capolavori o soltanto trucchi grafici?

Una mostra stimolante

L’obiettivo ricercato dagli organizzatori era stimolare una discussione, e sicuramente hanno ottenuto il loro target. Gli articoli si susseguono, in rete o sul cartaceo, ovviamente ben ripartiti tra caldeggiatori ed oppositori. L’IA serve a stimolare la creatività, migliorarla, regalare nuovi processi creativi o è solo un’alterazione della realtà. E tutto questo cos’ha a che fare con l’arte? Ritorniamo a parlare di limiti, di confini da superare o da non superare. È l’inizio della democratizzazione dell’arte, aperta a chiunque ne voglia usufruire? Tutti in grado, purché in possesso di una buona idea, di produrre capolavori?

Dall-E 2 Arte creatività o bluff

Basta una frase ad effetto

L’IA ha possibilità illimitate. Un buon artigiano in possesso delle giuste informazioni può sviluppare la propria immaginazione. In questo caso d’uso, ha il potere di democratizzare la creazione dell’arte, ogni nostro pensiero, sogno, incubo, può tradursi in qualcosa di visibile. La APP si occupa solamente di tradurre l’immaginazione, se sappiamo descriverla correttamente. Basta inserire una frase che rappresenti una nostra fantasia e lasciare che DELL-E 2 la sviluppi. Possiamo anche aggiungere lo stile di un altro artista per rendere il nostro capolavoro unico. Possiamo sognare alla Michelangelo o alla Braque ed avere risultati agli antipodi. Quale sia il mix corretto di input resta al momento il segreto che ognuno dovrà sviluppare.

In vendita o gratuita

Arte in vendita o arte gratuita? Uno stimolo per altri per produrre a loro volta il loro personale capolavoro, o qualcosa da possedere? Molte le domande in questo senso, con risposte assai articolate dagli “artisti”. Qualcuno rivendica la capacità della propria creatività di produrre immagini uniche, e quindi ne rivendica la proprietà. Altri pensano che sia corretto considerarli stimoli e indicazioni, e che debbano essere liberi. Chi ama l’immagine prodotto dalla AI deve avere la possibilità di averla o riprodurla, e appenderla dove vuole. Torniamo alla domanda originaria: esercizi di stile o vera arte? Dall-E 2 Arte creatività o bluff

Dall-E 2 Arte creatività o bluff