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Agricoltura oceanica per battere il riscaldamento delle acque

I pescatori si dedicano all’agricoltura oceanica rigenerativa, una sorta di “rimboschimento” dei fondali marini

Grandi piantagioni sottomarine di molluschi e alghe kelp, quelle gialle lunghissime tipiche anche dei Sargassi. Sono loro i protagonisti di una nuova agricoltura. I pescatori si stanno reinventando per continuare ad avere sostentamento e lavoro dall’oceano. Da sempre, la loro principale attività economica.  L’Alaska è un territorio di confine, con molti problemi, il primo dei quali è il clima molto rigido per buona parte dell’anno. Una delle poche attività redditizie era la pesca ma diverse catastrofi naturali o causate da umani hanno ridotto la sua efficienza. Agricoltura oceanica per battere il riscaldamento delle acque

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Un futuro biologico per l’agricoltura europea

Si prospetta una visione green e biologica per il prossimo futuro e tutti si stanno preparando, anche le Fiere 

Tracciabilità, filiere che interagiscono e packaging ecosostenibili, sono i tre obiettivi che, chi ha a cuore l’agricoltura bio, intende perseguire. A settembre parte una nuova rassegna internazionale, dedicata alle filiere produttive del biologico e del naturale. L’ospiterà Bologna Fiere, dal 9 al 12 settembre, in una sezione del SANA. Prende il nome di Sanatech, è sarà esplicitamente dedicata agli operatori del settore che utilizzano il sistema biologico. Un futuro biologico per l’agricoltura europea

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L’etica della filiera agricola

I consumi del reparto agroalimentare aumentano ma agli agricoltori non arriva nulla, anzi

Dall’inizio della pandemia di Covid-19 l’unico settore a non aver risentito di crisi dei prezzi è quello legato al reparto alimentare e ortofrutticolo. Eppure il +1,3% sullo scontrino, invece di dare ristoro a chi produce quei prodotti li mette ancora più in difficoltà. La grande distribuzione non compensa gli agricoltori ma attua delle speculazioni. I prezzi alla fonte sono sempre più bassi e portano a lasciare frutta e verdura nei campi o sugli alberi. A farne le spese, ad esempio, il reparto degli agrumi, ma anche quello caseario. L’etica della filiera agricola

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Agricoltura rivoluzionata dai batteri dello zucchero

Una ricerca dimostra il potere di batteri e funghi benefici che aiutano la canna da zucchero a crescere meglio e a riprendersi velocemente dagli stress

Nel microbioma della canna da zucchero sono contenuti circa 20.000 batteri e 10.000 funghi. Tutti questi microrganismi contribuiscono a far crescere la canna da zucchero. Sono una quantità enorme per un vegetale solo, e potrebbero essere gli stessi elementi che riescono a far crescere, ancor meglio, altri tipi di vegetali. Questo è un indicatore necessario per comprendere come incrementare la produzione in modo sostenibile. Agricoltura rivoluzionata dai batteri dello zucchero

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Piccolo in agricoltura è veramente bello?

Gli impetuosi cambiamenti in corso, climatici, ambientali, culturali, impongono di aggiornare molte delle idee che ci siamo fatti sui prodotti agricoli.

Il bello dell’agricoltura di nicchia per quasi la metà degli italiani è legato alla convinzione che piccolo è bello. Le aziende troppo strutturate spaventano, il controllo o il supporto tecnologico sorprendono ma in una chiave negativa. Eppure il cambiamento c’impone di pensare ad altri metodi. Ad una metodologia differente di coltivare, dove la sostenibilità non passa solo dalle piccole produzioni, ma dalle produzioni intelligenti. Coltivazioni che permettono di produrre meglio, a minor prezzo e con molta attenzione al consumo di terreno, acqua e fertilizzanti. Piccolo in agricoltura è veramente bello?

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Robot in agricoltura una necessità

Cresce l’esigenza di utilizzare intelligenza artificiale nelle coltivazioni

La crisi pandemica ha portato all’attenzione la carenza di mano d’opera, soprattutto nel reparto agricolo. Uno dei pochissimi settori a non aver segnato un segno meno a due cifre. L’agricoltura in un territorio come quello italiano che non è tutto vallate e pianori, ha bisogno di molta specializzazione. Sono necessari interventi umani in molte delle cure degli impianti, però in tutte le funzioni più ripetitive può venire in soccorso l’intelligenza artificiale. Viene a mancare la parte bucolica e romantica dell’agricoltura, legata al mal di schiena, al sudore e alle levatacce prima dell’alba. Ma in compenso aumentano le risorse per chi opera nel settore. Robot in agricoltura una necessità.

Eventi

Lavoratori agricoli, la follia d’importarli dall’estero.

Non c’è nessuna etica nel continuare a cercarli all’estero, utilizziamo la forza lavoro presente e che è spesso comodamente seduta sul divano

Come siamo bravi a piangerci addosso ed inventare fattoidi dopo aver buttato miliardi in assurdi assistenzialismi. Gli agricoltori piangono, anzi urlano che presto sarà un disastro. Costretti a lasciare almeno una parte dei campi incolti, raccolti non completati per mancanza di mano d’opera. Alcune attività possono essere svolte meccanicamente ma la stragrande parte delle cure alle coltivazioni vanno svolte manualmente. Mancano almeno 200.000 lavoratori nelle  prossime settimane, ed il COVID-19 non aiuterà a rintracciarli. Lavoratori agricoli, la follia d’importarli dall’estero.

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Il progetto delle coltivazioni senza terra di ENEA

Trova sempre più estimatori la coltura fatta in edifici abbandonati e senza terra.

Sono molti i paesi in cui questa coltura sta incrementando la sua presenza. Con benefici per i consumatori che possono ottenere frutta e verdura a km zero anche nel cuore della città. Inoltre agevola la rimessa in funzione di edifici che erano stati dismessi o abbandonati. L’idea è fortemente supportata da ENEA che vede nella ri-generazione verde dell’agricoltura verticale o senza terra una prospettiva di sviluppo. Il progetto delle coltivazioni senza terra di ENEA

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Agricoltura verticale, sempre più presente

Grandi risparmi di terreno e acqua per produrre ortaggi e vegetali. Migliori anche delle normali colture in serra.

È impetuosa la crescita delle coltivazioni agricole verticali. Stanno modificando molti dei paradigmi a cui siamo legati. A cominciare dalla quantità di terreno necessaria per produrre, ne basta una superficie molto inferiore per ottenere lo stesso risultato. Lo stesso accade anche per il consumo di acqua, nelle coltivazioni più recenti viene utilizzato solo il 5%, di quella necessaria nelle serra. Ancora minore rispetto a quella necessaria in pieno campo. Agricoltura verticale, sempre più presente

Benessere

Il futuro passa per l’agricoltura rigenerativa

Un tipo di agricoltura che va oltre la biodinamica e ricostruisce il potenziale del terreno.

Le colture intensive praticate soprattutto su grandi estensioni, impoveriscono il terreno e lo sfruttano in modo tale da renderlo quasi improduttivo. La coltura biodinamica ha svolto un bel lavoro, eliminando fertilizzanti e pesticidi, ma ora è tempo di andare oltre. Il passo successivo è passare ad una agricoltura rigenerativa, capace di riportare il suolo alle sue qualità originali. Il futuro passa per l’agricoltura rigenerativa.