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Fattorie verticali al posto degli uffici

Le città ripensano i propri spazi per coltivare cibo

Sono tantissimi i capannoni, le strutture industriali e gli edifici utilizzato come uffici, in disuso. Una vera crisi dell’edilizia accentuata dal covid-19 e i problemi che ha indotto. Anche lo smart working ha contribuito a rendere obsoleti o inutilizzati molti uffici, che ora non trovano altre accomodazioni. La soluzione a questo problema è forse arrivata da alcune società agricole. Fattorie verticali al posto degli uffici

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Edifici vuoti ed inutilizzati

Si avete capito bene, gli edifici vuoti ed inutilizzato possono diventare orti urbani. Orti automatizzati verticali che consumano pochissima acqua e pochissimo spazio, rispetto alle colture in campo. Un’azienda, la Area 2 Farms, ha dato il buon esempio installando una struttura in grado di produrre verdure, tuberi ed erbe aromatiche.Il tutto nel centro città con la possibilità di raggiungere molte persone con il suo mercato contadino.

Niente affitti con lo smart working

Il crollo degli affitti per gli edifici in posizioni centrali, non più utilizzati, ha coinvolto anche tutto l’indotto di bar cafeterie, ristoranti, che grazie a questa nuova attività riprendono slancio. I tentativi di trasformare gli edifici dedicati agli uffici, in loft e appartamenti, ha trovato scarso interesse. Troppo complicato rendere gradevoli gli ambienti dedicati ad altre attività, e decisamente costoso.

fattorie verticali al posto degli uffici

Il sistema Silo

Il sistema utilizzato trasforma gli ambienti in una fattoria che può operare in gran parte in autonomia. Il sistema utilizza dei nastri trasportatori che si spostano in verticale. La loro funzione è replicare il ciclo luce-buio naturale con cui crescono le piante. La loro automazione alleggerisce il lavoro degli operatori che prima dovevano muovere tutti i contenitori manualmente. Altro punto a favore, non è necessario modificare gli edifici, bastano gli allacci ad acqua ed elettricità per poterlo rendere operativo. Sono ambiente solitamente climatizzati, dotati di riscaldamento e ventilazione.

Fattorie moderne

Le aziende che hanno progettato queste automazioni immaginano che le loro fattorie verticali possano soppiantare molte delle coltivazioni in campo. Non tutto può essere coltivato verticalmente, ma sono molte le verdure e i piccoli frutti che possono essere coltivati arrivando fino a 30 raccolti annui. Ora sono in fase di promozione per farsi conoscere e potrebbero veramente costituire una scelta interessante per dare un futuro a molti edifici. Se pensate alle distese di capannoni vuoti del Veneto, che stringono il cuore, la soluzione sembra ancor più interessante.

Strutture aggiornabili e modificabili

Le fattorie verticali non sono un monoblocco destinato solo a certe coltivazioni. Possono essere adattate a seconda delle esigenze. Modificando alcune parti l’automatizzazione diventa ottimale per la coltivazione che si vuole intraprendere. Non c’è nemmeno bisogno di particolari skils in agraria e agronomia. Il sistema una volta deciso cosa coltivare predispone tutto ciò che serve e comincia a lavorare per noi. S vogliamo insalata o fragole o lamponi basta impostare la richiesta e la fattoria verticale si predispone in autonomia.

Produrre di più

L’agricoltura verticale permette di produrre molto più rispetto al terreno e con una costanza che l’esterno non consente. La ciclicità della stagioni, accelera o rallenta i cicli, mentre in ambienti al chiuso questo può essere evitato. Inoltre c’è l’enorme vantaggio delle energie utilizzate fino al 90% in meno e il risparmio di consumo di acqua, fino al 98% in meno grazie a ricicli e filtraggi. Fattorie verticali al posto degli uffici

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Credits: Pixabay

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Siccità che non da tregua

Non è solo l’Italia ad avere problemi con le scarse precipitazioni

Gli stati occidentali USA utilizzano l’acqua del bacino di uno dei più famosi fiumi, il Colorado, per approvvigionarsi. Ma da alcuni anni le piogge latitano e l’intero bacino è in sofferenza. Non c’è abbastanza acqua per tutti, ma nessuno vuole rinunciare alla propria quota. È un’area molto vasta quella che comprende Arizona, California, Colorado, New Mexico, Nevada, Utah e Wyoming. Ben 7 stati a sottrarre acqua ad un solo fiume. Siccità che non da tregua

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Stati litigiosi

I 7 stati non riescono a trovare un accordo ed hanno fatto passare importanti scadenze per presentare un progetto decente. Ora il rischio è che intervenga direttamente il governo federale a chiudere i rubinetti. Se non verrà presentato un piano fattibile, rischieranno tutti di ricevere solo poche gocce nei prossimi mesi. La situazione è peggiorata dal fatto che entrambi gli invasi che regolano il flusso, vengono utilizzati per produrre energia elettrica. Se i laghi non raggiungono un livello minimo, e sono quasi a quel punto, le centrali dovranno essere fermate.

Un poco come noi

La situazione è allarmante perché assomiglia alla nostra realtà, il Po disperatamente in secca per tutto il periodo primaverile, fa tenere gravi conseguenze. Non solo per i prelievi necessari ad industria e agricoltura, ma per il rischio del cuneo salino. Se il livello non si innalza, le acque dell’Adriatico risaliranno il fiume e contamineranno molte delle colture. Il terreno sabbioso che sta alla fine del suo corso, facilità l’assorbimento delle acque salmastre, e nulla potrà essere coltivato.

Siccità che non da tregua

Una gestione collegiale

La speranza è che nessuna delle regioni che si affacciano sul fiume più grande della Valpadana voglia effettuare gli stessi prelievi delle stagioni scorse. La gestione dovrà essere collegiale per evitare che il cuneo salino superi gli attuali 30 km. Un coordinamento di tutte le attività che riguardano l’uso delle acque è necessario, anche se ovviamente è un palliativo. Tutte le attività che dovevano essere messe in ponte già un decennio fa, sono state posticipate e rinviate.

Correre a tappare le falle

Correre a tappare le falle, aggiustare le tubazioni per evitare perdite, creare i mini-invasi sono tutte operazioni che arrivano quasi fuori tempo massimo. I privati cittadini sono preoccupati per le loro docce estive, ma i consumi dei privati sono relativamente bassi, rispetto ai consumi industriali e agricoli. Urgono provvedimenti per ridurre quegli usi e per passare anche ad una agricoltura 4.0 attenta a non sprecare una sola goccia. I privati possono dare una mano evitando di lavare la macchina ogni settimana, evitando di riempire le loro piscine o annaffiando campi di golf, giardini e parchi. La parola d’ordine è risparmiare i consumi. Siccità che non da tregua.

Siccità che non da tregua

Credits: Pixabay

Eventi

I giorni della Merla sono arrivati

Il freddo più pungente in questi giorni

La leggenda vuole che tutto sia stato causato dalla vanità di una benedetta Merla dalle penne bianche. Si vantava del suo piumaggio prendendo in giro Gennaio che non era riuscito a far ghiacciare il mondo. Continua a leggere →

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I benefici dell’agricoltura Simbiotica

Un metodo di produzione agroalimentare che utilizza il microbiota ed è rispettoso del terreno.

I terreni da coltivare hanno un particolare microbiota, che fa sviluppare i vegetali nel modo appropriato. Il suolo può essere modificato in modo naturale, per renderlo più salutare e fertile. L’agricoltura simbiotica si pratica utilizzando tecniche agronomiche non invasive. Il terreno viene arricchito con funghi, batteri amici e minerali zeolitici. I microorganismi diventano più vitali e oltre ad agevolare la fertilità del terreno lo rendono più sano. Le piante assorbono meglio i nutrienti, diventano più resistenti alle malattie ed assorbono quote maggiori di CO2. I benefici dell’agricoltura simbiotica

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Robot diserbanti un futuro molto prossimo

I robot possono ridurre l’uso di pesticidi e far fare un balzo alla catena alimentare

È sostenibilità la parola d’ordine di chi produce e utilizza le macchine robot che eliminano gli infestanti e le erbe sgradite. Grazie al loro utilizzo si può ridurre di oltre il 90% l’uso di pesticidi ed erbicidi. Questo comporta una forte riduzione dell’inquinamento delle acque, sia superficiali che di profondità. Non avvelena la fauna selvatica e salva le erbe che non sono ritenute dannose alla coltivazione. Elimina le erbacce che hanno sviluppato resistenza agli agenti chimici e salvaguardia la biodiversità ove possibile. Robot diserbanti un futuro molto prossimo

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Agricoltura oceanica per battere il riscaldamento delle acque

I pescatori si dedicano all’agricoltura oceanica rigenerativa, una sorta di “rimboschimento” dei fondali marini

Grandi piantagioni sottomarine di molluschi e alghe kelp, quelle gialle lunghissime tipiche anche dei Sargassi. Sono loro i protagonisti di una nuova agricoltura. I pescatori si stanno reinventando per continuare ad avere sostentamento e lavoro dall’oceano. Da sempre, la loro principale attività economica.  L’Alaska è un territorio di confine, con molti problemi, il primo dei quali è il clima molto rigido per buona parte dell’anno. Una delle poche attività redditizie era la pesca ma diverse catastrofi naturali o causate da umani hanno ridotto la sua efficienza. Agricoltura oceanica per battere il riscaldamento delle acque

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Un futuro biologico per l’agricoltura europea

Si prospetta una visione green e biologica per il prossimo futuro e tutti si stanno preparando, anche le Fiere 

Tracciabilità, filiere che interagiscono e packaging ecosostenibili, sono i tre obiettivi che, chi ha a cuore l’agricoltura bio, intende perseguire. A settembre parte una nuova rassegna internazionale, dedicata alle filiere produttive del biologico e del naturale. L’ospiterà Bologna Fiere, dal 9 al 12 settembre, in una sezione del SANA. Prende il nome di Sanatech, è sarà esplicitamente dedicata agli operatori del settore che utilizzano il sistema biologico. Un futuro biologico per l’agricoltura europea

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L’etica della filiera agricola

I consumi del reparto agroalimentare aumentano ma agli agricoltori non arriva nulla, anzi

Dall’inizio della pandemia di Covid-19 l’unico settore a non aver risentito di crisi dei prezzi è quello legato al reparto alimentare e ortofrutticolo. Eppure il +1,3% sullo scontrino, invece di dare ristoro a chi produce quei prodotti li mette ancora più in difficoltà. La grande distribuzione non compensa gli agricoltori ma attua delle speculazioni. I prezzi alla fonte sono sempre più bassi e portano a lasciare frutta e verdura nei campi o sugli alberi. A farne le spese, ad esempio, il reparto degli agrumi, ma anche quello caseario. L’etica della filiera agricola

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Agricoltura rivoluzionata dai batteri dello zucchero

Una ricerca dimostra il potere di batteri e funghi benefici che aiutano la canna da zucchero a crescere meglio e a riprendersi velocemente dagli stress

Nel microbioma della canna da zucchero sono contenuti circa 20.000 batteri e 10.000 funghi. Tutti questi microrganismi contribuiscono a far crescere la canna da zucchero. Sono una quantità enorme per un vegetale solo, e potrebbero essere gli stessi elementi che riescono a far crescere, ancor meglio, altri tipi di vegetali. Questo è un indicatore necessario per comprendere come incrementare la produzione in modo sostenibile. Agricoltura rivoluzionata dai batteri dello zucchero

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Piccolo in agricoltura è veramente bello?

Gli impetuosi cambiamenti in corso, climatici, ambientali, culturali, impongono di aggiornare molte delle idee che ci siamo fatti sui prodotti agricoli.

Il bello dell’agricoltura di nicchia per quasi la metà degli italiani è legato alla convinzione che piccolo è bello. Le aziende troppo strutturate spaventano, il controllo o il supporto tecnologico sorprendono ma in una chiave negativa. Eppure il cambiamento c’impone di pensare ad altri metodi. Ad una metodologia differente di coltivare, dove la sostenibilità non passa solo dalle piccole produzioni, ma dalle produzioni intelligenti. Coltivazioni che permettono di produrre meglio, a minor prezzo e con molta attenzione al consumo di terreno, acqua e fertilizzanti. Piccolo in agricoltura è veramente bello?

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