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Riusciremo a diventare superuomini?

Riusciremo a diventare superuomini

L’evoluzione dei nostri corpi viene studiata attentamente per produrre nuovi superuomini e superdonne.

Le nostre capacità fisiche e mentali sono molto superiori a quelle che possiamo supporre. Il nostro cervello è duttile ed è pronto ad imparare e ad intervenire nelle situazioni necessarie. Spesso però non sappiamo come stimolarlo a dovere e ci arrendiamo alle funzioni più semplici che possa svolgere. Questo studio parte da una strana razza di gatti che era appartenuta ad Ernest Hemingway. Sono una colonia che ancora risiede nella sua casa a Key West, originata dalla progenitrice “Biancaneve”. Sono gatti che hanno sei dita nelle zampe anteriori invece delle consuete cinque. Riusciremo a diventare superuomini?

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Gatti marini

Sono gatti molto amati a bordo delle navi perché hanno un eccellente e superiore livello di equilibrio e sono ottimi cacciatori di topi. Quel sesto dito ha stimolato la fantasia e le attenzioni degli scienziati che vogliono comprendere come funzionano le connessioni con un arto modificato. La flessibilità del cervello che permette di utilizzare un dito che dovrebbe essere fantasma, fa immaginare molte possibilità per sviluppare i corpi degli umani. Come stimolare il cervello per indirizzare il suo potenziale è il target che vorrebbero raggiungere.

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Quando intervenire

Alcuni scienziati ritengono che le nostre facoltà mentali possano essere particolarmente duttili nei primi anni di vita, quando le codifiche “usuali”, non sono ancora andate in corso. Alcuni comportamenti e abilità devono essere appresi nella prima infanzia. Con l’età, diventa più difficile, per i neuroni esistenti, formare nuove connessioni, ad esempio nel linguaggio o nella visione binoculare. Ci sono suoni che se non vengono imparati nei primi anni di vita, non possono più essere articolati, emessi ed imparati.

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I limiti questi sconosciuti

Questo però, non riesce a quantificare quanto possa essere elastica, la definizione delle proprietà del cervello. Comprendere questi limiti, potrebbe aiutarci ad espandere le capacità del cervello. Molti dei progetti più interessanti delle neuroscienze, operano in questo settore. La neuro robotica studia i movimenti e il loro ripristino, dopo lesioni del midollo spinale, o l’uso di arti robotici comandati con il pensiero. Sono esempi che fanno leva proprio sulla flessibilità del cervello, e la capacità degli umani d’imparare a controllarla.

Gatti polidattilosi

Studiando questi gatti, polidattilosi, i ricercatori hanno deciso che fosse il caso di studiare anche gli umani, con più dita. Di solito le dita extra vengono eliminate chirurgicamente, ma non tutti desiderano liberarsi del loro extra. Circa il 2 per mille dei neonati, nasce con queste mani “aumentate”. Studiando due casi di persone che non li hanno voluti eliminare, hanno scoperto che i loro possessori avevano una flessibilità del cervello e del corpo inusuale. La variazione merita di essere studiata per le sue potenzialità, anziché essere considerata un segno malefico. Il sesto dito ha muscoli, nervi e tendini propri. Ha forza e indipendenza di movimento, paragonabile a quella delle altre dita. Anatomicamente sono un vero surplus da superuomo

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Il cervello si sviluppa

Il cervello cresce e si sviluppa, e costruisce una “mappa” del corpo a cui è abbinato. Se un arto non fosse iscritto in questa mappa, non potrebbe essere mosso o “sentito”. Studiando i due casi, hanno scoperto che c’è un’area specifica della corteccia cerebrale, che li rappresenta. Sono indipendenti, e possono svolgere funzioni che altri non possono effettuare, con sole 5 dita. Questo significa che il nostro cervello è predisposto per allargare i suoi confini, e saprebbe mappare non solo 5 dita, ma anche 20 se possibile, così come riconoscerebbe anche un eventuale terzo braccio. Il record noto sinora è di un falegname indiano, che possiede 14 dita alle mani ed ai piedi e li controlla tutti regolarmente.

Interfacciarsi con le macchine

Lo studio ha generato un’ondata di emozioni. Perché è diventato palese che il cervello può interfacciarsi con altre funzioni, macchine comprese. Il nostro cervello ha dei grandi margini inesplorati, le sue capacità sono in grado di controllare complessità a noi sconosciute sinora. Gli eventuali limiti alle sue potenzialità non sono emersi, c’è ancora un mare di nozioni e attività da studiare. La flessibilità delle sue capacità non ha riscontrato confini, perciò aspettiamo di poter evolvere in modo rilevante. Il sesto dito delle mani potrebbe diventare assolutamente comune e standardizzato, ma non poniamo limiti a ciò che potremmo sviluppare. Riusciremo a diventare superuomini?

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Credits: PxHere,Wikipedia

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Riusciremo a diventare superuomini gli scienziati studiano le persone con più dita per dimostrare la duttilità del cervello
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