Benessere, Enogastronomia

Quanto fa bene ridurre l’alcool?

Quanto fa bene ridurre l’alcool?

Una svolta salutistica e sociale

E’ in atto una rivoluzione salutistica e sociale in molti paesi: la riduzione di consumo di alcool. In Inghilterra hanno cercato di misurare in quale modo potrebbe coinvolgere, popolazione, mercato, sanità ed industria. Se la popolazione si attenesse al limite di 14 unità a settimana, si avrebbe una contrazione dei consumi del 38%.

Crucolo

Il calo delle vendite porterebbe ad una diminuzione di 13 miliardi di introiti per le case produttrici e commercializzatrici di alcool. I produttori si oppongono a queste raccomandazioni del servizio sanitario nazionale, in modo sottile. Finanziano campagne di “bere consapevole”, che però non colpiscono il target dei grandi consumatori. Si limitano a solleticare l’orgoglio di chi già beve con parsimonia.

Agraria Riva del Garda

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Bere in compagnia al pub

In Inghilterra molti bevono a casa propria, ma è fortissima la tradizione di frequentare i pub e bere in compagnia. La riduzione del numero dei drink, si suppone che porterebbe ad un incremento dei prezzi alla pinta, arrivando a raddoppiare quelli attuali. Anche il prezzo medio di una bottiglia di spiriti salirebbe fino ai 25£. Provocando una crisi dei consumi.

Aveek Bhattacharya, un analista e autorevole esperto ha dichiarato. “L’alcool causa 24.000 decessi ed oltre 1 milione di ricoveri ospedalieri ogni anno. Con un costo di circa 3,5 miliardi di sterline per il Servizio Sanitario Nazionale. Nonostante questo, l’invito ad incrementare il costo minimo al bicchiere ha sempre trovato la ferrea resistenza degli industriali del settore. Che la ritengono rovinosa per i loro interessi, la politica di un bere sostenibile e in quantità ridotta.”

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I forti bevitori sono i più cari agli industriali del settore

I forti bevitori (oltre le 14 unità settimanali) provvedono al 68% dei ricavi delle industrie produttrici di alcool, rappresentano il 25% della popolazione. Il 4% della popolazione, i bevitori “pericolosi” (più di 35 unità a settimana per le donne, 50 per gli uomini) provvedono al 23% dei ricavi.

Gli industriali di settore, si dichiarano convinti di svolgere il loro compito di calmieratori. Finanziando campagne di sensibilizzazione verso i minori o supportando conferenze di esperti. Azioni lodevoli che non pongono mai l’accento sulla reale pericolosità degli eccessi, ma che stimolano solo una auto-regolazione. Prendete ad esempio la recente “I’m still driving” di Heineken dove solo il testimonial Rosberg rinuncia a bere.

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Nessun simbolo di pericolo su bottiglie e lattine

La lobby dei produttori di alcool si oppone con tutta la propria forza di persuasione, per evitare di apporre su lattine e bottiglie simboli di pericolo. Simili a quelli utilizzati sulle sigarette. Il prezzo minimo per unità è stato introdotto a maggio in Scozia e verrà applicato anche nel Galles nel 2019. Attendiamo i risultati del prossimo semestre per trarre le conclusioni.

bere meno e responsabilmente

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E’ in atto una rivoluzione salutistica in molti paesi: la riduzione di consumo di alcool. Le industrie si oppongono a immagini pericolose sulle bottiglie
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