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Quando tacchino e uomo erano amici

Quando tacchino e uomo erano amici

Un rapporto molto diverso da quello attuale coi tacchini nel giorno del ringraziamento

Per molti secoli il rapporto tra uomini e tacchini era assai diverso da quello odierno. Ora il tacchino è divenuto il simbolo del rito del Giorno del Ringraziamento e viene sacrificato sulle tavole di milioni di americani. Ritenuto un animale abbastanza stupido e poco interessante, perfetto per finire in forno con un bel ripieno di castagne e accompagnato da una salsa di mirtilli rossi. Gli storici affermano che c’è di più, oltre alla sua carne, ed hanno trovato tracce di una convivenza che aveva quasi un valore sacrale. Quando tacchino e uomo erano amici

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Li addomesticarono le tribù Puebla

Quasi duemila anni fa i tacchini vennero addomesticati dagli indiani di origine Puebla: Hopi, Zuni e Rio Grande. Tutte tribù collocate nell’area del sud ovest degli USA, situati tra New Mexico, Arizona e Texas. Venivano trattati come membri della famiglia, degni di rispetto. Li allevavano per le uova, ma non per la carne, e soprattutto per le piume e le penne. Intessevano infatti delle grandi e morbide coperte di piume di dindo. I molti ritrovamenti fanno suppore che quasi ognuno degli appartenenti a quelle tribù, giovane o anziano, ne possedesse una. Impossibile ora comprendere se le coperte avessero un uso quotidiano o rituale.

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Sepolti interi come membri della famiglia

Li allevavano e raccoglievano le loro penne. Quelle della coda erano simboli importanti e le mescolavano a quelle d’aquila nei loro rituali sacri. Le coperte erano formate da oltre 10.000 piume intrecciate su un ordito di fibra di yukka. Non è chiaro il passaggio che ha portato a sostituire le strisce di pelle di coniglio con le piume dei dindi. Forse i conigli erano scomparsi per la troppa caccia o per malattie. La raccolta delle piume avveniva diverse volte durante l’anno, una specie di tosa che comprendeva quelle della schiena e quelle del petto. Le ricerche hanno messo in luce come i tacchini venissero utilizzati per le loro carni solo a partire dal XII secolo. Probabilmente per un eccessivo prelievo di selvatici cacciati e la relativa mancanza di proteine animali. Prima di allora venivano considerati parte della famiglia ed alla loro morte venivano sepolti interi senza cibarsi di loro.

Li allevavano per un decennio

I tacchini venivano allevati per un decennio per poter sfruttare le loro mute stagionali. Erano le penne e le piume il loro prodotto principale. I tacchini hanno una particolarità, possono rilasciare le loro piume senza sanguinare. Uno strumento di difesa in caso di attacco. I pori che trattengono i calami delle piume si aprono e lasciano cadere le penne senza far soffrire l’animale. Il lavoro a telaio per intrecciare le coperte, è lentissimo e lunghissimo. Probabilmente veniva effettuato in periodi diversi, allargando e allungando la coperta originale. Alcuni studiosi hanno provato a ripetere la tessitura con i metodi cari alle tribù Puebla. Un processo esasperatamente lento che regala un enorme valore intrinseco all’oggetto. Probabilmente, vista la lentezza dell’intessitura, era un gesto d’amore o di rispetto, quello che portava a confezionare queste coperte. Quando tacchino e uomo erano amici

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Credits: PxHere

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Quando tacchino e uomo erano amici, addomesticati dagli indiani Puebla venivano allevati per le loro piume con cui confezionavano coperte
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