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Qual era il sapore del vino dell’antica Roma

Qual era il sapore del vino dell'antica Roma

Siete curiosi di conoscere cosa bevevano i nostri antenati?

I Dolia, i grandi orci o giare in terracotta che i Romani seppellivano fino all’orlo erano perfetti per la vinificazione. Alcuni residui ritrovati in questi grandi vasi dopo millenni, hanno rivelato quali potevano essere i sapori del vino consumato dai nostri antichi progenitori. Qual era il sapore del vino dell’antica Roma Leggi tutto: Qual era il sapore del vino dell’antica Roma

I grandi orci sepolti fino all’orlo erano alla base delle cantine romane

La forma dei Dolia era progettata per raccogliere, conservare, fermentare e invecchiare le uve. Gli enologi romani spremevano le uve ma le lasciavano fermentare sulle bucce. La forma a punta faceva finire i residui della pigiatura sul fondo, mantenendo in questo modo separati il vino e i suoi scarti. Questo restare sulle bucce rendeva tannici i loro vini.

Vini migliori di quanto immaginato

I Romani erano esperti vinificatori in grado di produrre vini molto più stabili e complessi di quanto sinora immaginato. Del resto molta della ricchezza dell’antica Roma era basata sul commercio dei vini, come dimostrano gli innumerevoli ritrovamenti di giare contenute nelle navi naufragate in tutto il Mediterraneo. 

Qual era il sapore del vino dell'antica Roma

Un litro a testa al giorno

Il vino era un alimento al contempo prezioso e comune, perché ne veniva consumato circa un litro a testa, ogni giorno. Va però aggiunto che il vino veniva sempre diluito. A questo scopo venivano addestrati  schiavi appositi, che avevano il compito di creare il giusto mix, sia per le esigenze della casa, che per gli ospiti, aggiungendo acqua ed elementi resinosi. Quest’ultima abitudine proveniva dai vini delle colonie greche.

Gli orci in argilla contribuivano a creare il gusto e l’aroma

I vasi di argilla erano essenziali per determinare la consistenza, il sapore e l’aroma del vino. I ricercatori grazie ad alcuni residui sono riusciti a comprendere che il vino romano era gradevolmente speziato, profumato e ben bilanciato nelle sue componenti.

Un bouquet molto ricco

Il bouquet profumava di pane tostato, noci, mandorle, mele, albicocche e tè verde. Il gusto, a causa dei tannini era un po’ legante, i vini con una nota dolce, erano tra i favoriti. La fermentazione sulle bucce favoriva la formazione di lieviti come il sotolone o zucchero lattone, che dona al vino un particolare aroma di spezie molto simile al curry e al caramello.

In Georgia vinificano ancora nello stesso modo

E’ curioso che questo tipo di vinificazione in giare od orci giganti, sia ancora utilizzato ai giorni nostri in Georgia. I Dolia romani erano rivestiti all’interno di pece, mentre i Qvevri georgiani sono ricoperti di cera d’api. Anch’essi vengono sepolti nelle cantine fino all’imboccatura, con coperchi che possono essere parzialmente sollevati, per favorire le migliori condizioni di temperatura, umidità e PH

Qual era il sapore del vino dell'antica Roma

Vinificare nelle giare è una esperienza che è stata tramandata

Anche in Portogallo il vino in grandi orci chiamati talhas è prodotto ed invecchiato ai giorni nostri, proseguendo con le stesse tecniche conosciute dai Romani. In Italia alcune realtà stanno producendo vini in grandi giare di argilla, realizzate con la tecnica dei Dolia mantenendole però fuori terra.

Le cantine erano simbolo di ricchezza e le vigne erano curatissime

l Dolia erano presenti in molte case ed erano espressione di un simbolo di ricchezza. I patrizi amavano esibire le loro cantine come status symbol. Chi ne aveva la possibilità costruiva seconde case, come dimostrano i tanti buen retiri della costa domizia sino a Pompei o dei castelli romani. Eranocostruiti vicino alle zone di coltivazione delle vigne, dove venivano spesso invitati ospiti in simposi e baccanali, in cui i vini erano i protagonisti. Qual era il sapore del vino dell’antica Roma

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Credits: Pixabay, web,

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Qual era il sapore del vino dell'antica Roma, svelato da una nuova ricerca, confermato come vinificare in giara sia ancora un ottimo metodo
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