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Prostituzione legalizzarla è davvero la soluzione?

legalizzare la prostituzione

L’esperienza di altri paesi non convince affatto

Il mestiere più vecchio del mondo è sempre sulle montagne russe della legalizzazione o del divieto. La proposta di aprire bordelli come nel secolo scorso fa storcere il naso a molti. L’esperienza sviluppata in altri paesi europei mostra molte falle.. Se analizziamo la situazione in Germania ed Olanda vediamo che la legalizzazione non ha portato grandi benefici. Prostituzione legalizzarla è davvero la soluzione?

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Le tasse non vengono sempre pagate

Esiste in Germania un mercato molto fiorente della prostituzione, anche se risente come tutti i commerci dell’andamento economico. Il business legato al settore si aggira sui 16 milioni di euro l’anno. Le maggiori città hanno quartieri, il cui ingresso è vietato a minorenni e donne, che sono dei bordelli enormi, che si animano dal tramonto all’alba. Sono strutturati con catene di alberghi che offrono tutte le possibilità di servizi. L’ingresso alle strutture costa circa 80 euro e da diritti ad utilizzare i miniappartamenti in cui ritirarsi con le gentili signorine. Il costo della prestazione viene contrattato con le operatrici del sessoGli alberghi trattengono solo il costo d’ingresso, le prestazioni sono tutte a favore delle signorine. Le operatrici dovrebbero essere registrate, ma questo non accade sempre.

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Molte non vogliono avere informazioni nel curriculum

Molte ragazze vengono da paesi dell’Est, non vogliono che i loro nomi vengano collegati al mestiere, che contano di praticare per un breve periodo. Non pagano le tasse e quindi viene a cadere uno dei principali punti di forza della legalizzazione. Ad Amburgo ad esempio, sono registrate circa 600 prostitute ma in realtà sono oltre 6.000 le operatrici Sono solo i proprietari delle catene alberghiere a pagare le tasse sugli ingressi. Questi alberghi sono di dimensioni enormi e si espandono ogni anno. La tendenza è collocarli sui confini nazionali verso i paesi dove la prostituzione non è legale come la Francia o la Polonia, per godere del turismo sessuale che generano. I confini di stato sono da sempre uno stimolo per i consumatori del sesso a pagamento. La Repubblica Ceca ad esempio, ospita una concentrazione enorme di bordelli proprio sui confini.

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Amsterdam la capitale sfiorita della prostituzione

La celebre zona a luci rosse di Amsterdam è da sempre un luogo visitatissimo, anche se recentemente ha segnato una forte crisi. Molti dei turisti visitano le celebri vetrine in gruppo per farsi i selfie e non consumano. Esiste una proposta di divieto di visite turistiche nell’area di De Wallen per non disturbare l’attività. Nonostante la fama di Amsterdam è solo dal 2000 che la prostituzione è regolamentata in Olanda, prima vigeva una sorta di “lassaiz-faire“. La legalizzazione avrebbe dovuto ridurre il crimine organizzato, ridurre lo sfruttamento e il traffico, garantendo anche una migliore sanità alle lavoratrici. Non è andata esattamente così. Lo sfruttamento è ancora massiccio e molte ragazze sono vittime di abusi.

Svizzera la via alternativa

La prostituzione in Svizzera è regolamentata da molti anni. E’ possibile usufruire dei servizi di alberghi/bordelli, dove le operatrici sono regolarmente assunte come dipendenti. Non tutti gli avventori amano gli alberghi e per loro sono state inventate delle strutture chiamate “sex-box“. Aree schermate nelle quali si entra in auto, si contratta e si consuma a bordo vettura. Le prostitute devono comprare l’accesso giornaliero a questi box. Le strutture hanno debellato l’adescamento in strada, evitando di trasformare alcuni quartieri in aree a luci rosse.

La crisi economica ha travolto il settore in Grecia

La grave crisi economica ha creato le condizioni per cui la prostituzione in Grecia fosse interpretata come una soluzione dei problemi. Molte donne si sono viste costrette a scendere in strada, tanto che le prostitute sono aumentate del 10% nella sola Atene. Molta offerta ha fatto crollare i prezzi delle prestazioni che si aggirano sui 20 euro. Anche in questo caso le signorine cercano di evitare di essere incluse nelle liste delle lavoratrici del sesso, perché sperano di poter smettere presto. Prostituzione legalizzarla è davvero la soluzione?

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