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Pene chi l’ha più lungo e strano

Pene chi l’ha più lungo e strano

Il dibattito sulla lunghezza del pene dura da secoli, c’è tutta una serie di argomenti legata alla sua misurazione per rintracciare il maschio alfa. Ma non è solo la lunghezza ad essere importante nel mondo animale

Sarà che studiosi e scienziati sono stati per secoli solo di sesso maschile, ma l’interesse verso l’organo riproduttivo maschile è sempre stato prevalente. Rispetto alla controparte femminile esistono centinaia di ricerche più approfondite, lo studio del pene è sempre stato una ossessione. Ogni specie ha evoluto le proprie pratiche sessuali, legandole alle esigenze e agli ambienti circostanti. Alcuni animali hanno rapporti sessuali velocissimi, altri prolungati o ripetuti. La variabile di questi tempi è spesso legata alle condizioni di possibilità di essere predati. Le gazzelle ad esempio si sbrigano a fare il loro dovere, per non essere cacciate dalla solita tigre o leone di passaggio. Pene chi l’ha più lungo e strano

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Pene necessario

È lo strumento più diffuso per perpetrare la specie, anche se il concetto di penetrazione e fecondazione non è sempre quello ritenuto corretto. Gli umani ritengono prevalente il loro modo di fare sesso ma ci sono abbondanti variazioni sul tema. Il pene a volte è microscopico, a volte lunghissimo, dotato quasi di vita propria, prensile, a volte eliminabile. Questa implica una varietà molto estesa di rapporti fisici e ricca di curiosità. Ci sono anche esseri ermafroditi o maschi-femmina e femmine-maschi che stravolgono il rapporto maschile-femminile. Ognuno con i suoi vantaggi o svantaggi riproduttivi.

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Pene chi l’ha più lungo e strano
balenottera

Il più lungo fisicamente

Se volete togliervi subito la curiosità, il più lungo appartiene alla balenottera azzurra. Misura tra i 2,5 e i 3 metri ed ha il diametro di oltre 30 centimetri. I testicoli sono ovviamente in proporzione, superano il metro di diametro. La produzione di sperma si misura in vari galloni per ogni eiaculazione (mediamente una decina di litri). Questo super pene in realtà non è così gigantesco se tiene conto delle dimensioni del mammifero. Se si tiene conto del rapporto corpo/misura del pene, vince per distacco il comune moscerino della frutta.

Cetacei

Se la balenottera possiede il pene più vistoso, nel mondo dei cetacei esistono altre varianti molto curiose. I tursiopi, i delfini, sono molto sociali ed amano fare sesso a quasi ogni ora del giorno. Lo fanno per puro divertimento e non solo per la riproduzione (tra le pochissime specie oltre a quella umana ed i bonobo a praticarlo senza vincoli). I loro peni sono decisamente inconsueti, sono elastici e prensili. Più simili ad una mano che, infatti, riesce ad afferrare e toccare nei punti sensibili, può ruotare in modo inusuale. Tutto questo ha un senso, l’apparato vaginale delle signore delfine è quantomeno una sorta di dedalo. Un pene così mobile ed adattabile riesce nell’impresa di fecondare, quando è necessario. Perché i delfini sono giocherelloni e giocano su più tavoli contemporaneamente. Il sesso viene vissuto in modo assai disinvolto anche in chiave omosessuale.

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delfini

Peni particolari negli ermafroditi

I peni più particolari sono quelli che appartengono agli ermafroditi, animali che posseggono entrambi i sessi. Possono riprodursi con una femmina ma anche con un altro maschio, la varietà in questo campo è sicuramente importante. Molte lumache ed anche alcuni rettili si uniscono arrotolando i loro corpi e rilasciando lo sperma che assorbono, a volte a vicenda a volte solo uno di loro. Uno dei peni più straordinari appartiene alla lumaca leopardo. Il loro rito di accoppiamento è semplicemente straordinario. Il loro organo maschile è grande quasi quanto tutto il loro corpo. Si accoppiano appendendosi ad una pianta con un filo di bava. Lo fanno a testa in giù e arrotolando i loro peni. Ma non basta la pericolosità del rapporto a renderli unici, i loro peni sono blu e luminescenti. Nel buio della notte brillano.

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lumaca leopardo

Altri ermafroditi lo buttano

Ci sono una serie di lumache di mare che il pene lo buttano via. Ne posseggono circa 3 centimetri, ovvero la misura adatta a tre rapporti. Infatti ogni volta che compiono il loro rituale d’accoppiamento ne eliminano un tratto di circa un centimetro. Ne rimangono ancora due per altri due rapporti. I Chromodoris reticulata sono ermafroditi e si fecondano vicendevolmente e contemporaneamente. Basta solo un giorno per perché la lumaca sia pronta per un andare alla ricerca di un altro compagno/a e buttare via un altro centimetro di virilità.

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Tartarughe

Come una spada, anzi due

Restando nel fondo del mare possiamo trovare dei vermi piatti che posseggono due peni. Li utilizzano per combattere e decidere chi dei due verrà fecondato. È una battaglia molto lunga che può durare anche un’ora, chi vince inserisce uno dei propri peni nelle carni dell’altro e vi deposita lo sperma. È un modo cruento di propagare la propria specie ma non è l’unica del genere. Tra le cimici ve n’è una specie in cui la femmina viene sempre colpita al ventre dal pene a sciabola del maschio. L’evoluzione ha fatto si che il ventre delle femmine possegga un’area cedevole, in modo da non venire squarciata in modo mortale.

Se il maschio non ce l’ha

Accade che a volte il maschio non possegga un pene, in questo caso interviene la femmina. Una specie di ragno delle caverne viene “attaccato” dalle femmine della specie per essere derubato dello sperma. Lo custodisce in una sacca speciale dove le femmine inseriscono una sorta di pene che effettua un’aspirazione del seme. Un caso abbastanza raro nel mondo animale. In altre specie di insetti, entrambi i generi sono dotati di pene e solo uno custodisce lo sperma, ma in questo caso, solo la femmina lo possiede. Un ribaltamento dei ruoli. Anche il cavalluccio marino ha una sorta di ribaltamento. È la femmina che scarica le uova nel marsupio del maschio che le feconderà ed alleverà fino alla schiusa e svezzerà i piccoli.

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Echidna

Meglio due, anzi quattro

Per aumentare le probabilità di riuscire a fecondare la controparte femminile, alcune specie hanno pensato di raddoppiare il numero di peni. O almeno del glande. Lo fanno ad esempio le tartarughe che posseggono un pene che si sdoppia e sigilla perfettamente la vagina delle signore tartarughe. Ma c’è chi esagera e addirittura arriva a 4 teste. È il caso dell’echidna, il curioso mammifero australiano che depone le uova. Ne usa due alla volta, due sono attivi e glie altri due riposano, mentre nel prossimo rapporto saranno quelle dormienti ad entrare in azione. L’altra curiosità che rende unico l’echidna maschio è che anche il loro pene come il resto del corpo, è protetto da spine. Il rapporto non deve essere tra i più piacevoli per le femmine. 

Lungo come un treno

I maschi umani saranno invidiosi dei cirripedi. Sono quei crostacei che vediamo sempre attaccati ai musi delle balene o alle carene delle imbarcazioni. I loro peni sono quelli che in proporzione sono i più lunghi. Ma non servono per copulare. I cirripedi sono fissi in una zona e non hanno la possibilità di avvicinare altri della loro specie. Perciò cercano di raggiungere i loro vicini con un pene lunghissimo. Depositano lo sperma nella loro zona, attorno ai loro gusci e poi riavvolgono il pene. Se gli umani avessero un orgoglio virile delle stesse proporzioni raggiungerebbe i 50 metri di lunghezza. Beata abbondanza! Pene chi l’ha più lungo e strano.

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Cirripedi

Qui trovate il video delle lumache leopardo

Credits: pic by PxHere

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Pene chi l’ha più lungo e strano nel mondo animale sono moltissime le varianti dove non sono solamente le dimensioni ad avere importanza
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