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Ossigenazione anale per salvare i pazienti Covid

Ossigenazione anale per salvare i pazienti Covid

L’insufficienza respiratoria mette a grave rischio molti dei malati di Covid. I ricercatori stanno cercando metodi inusuali per salvarli

In laboratorio sono riusciti a salvare cavie e maiali con gravi insufficienze polmonari. Visto che non potevano raggiungere i polmoni hanno utilizzato la retrovia. Una soluzione di liquido ossigenato, è stata somministrata con un semplice clistere. L’ossigeno somministrato per via anale ha salvato la vita alle cavie e maiali e potrebbe tornare utile anche per gli umani. I pazienti più deboli, già costretti ad una ossigenazione forzata, potrebbero assimilare altro ossigeno dalle pareti dell’intestino. Ossigenazione anale per salvare i pazienti Covid

Azzardato ma…

L’efficacia sugli esseri umani è ancora da dimostrare, ma è sicuramente un modo creativo per salvare vite. Ora che il Covid sembra aver toccato il suo apice ed essere in remissione in molti paesi, forse non sarà necessaria questa cura invasiva. Però sapere che esiste un’altra soluzione non farà male, anzi. Nel caso dovesse avvenire una recrudescenza della pandemia, ogni trattamento salvavita sarebbe gradito. Anche se l’utilizzo della parte rettale potrebbe risultare sgradita, in realtà di fronte al “vivi o muori”, molti, se non tutti, farebbero buon viso.

La carenza di ventilatori

La pandemia ha portato molte equipe mediche a fare scelte che avrebbero volentieri evitato. Decidere a chi dare la possibilità di essere attaccati ai ventilatori e a chi no. Una situazione simile è da evitare assolutamente, perciò l’ossigenazione anale potrebbe essere una risorsa da cui attingere. Gli esempi in natura hanno ispirato i ricercatori. Alcuni tipi di pesci e di scarafaggi alimentano la loro respirazione utilizzando i loro apparati digerenti. Sono stati fatti molti tentativi, prima di arrivare ad una tecnica funzionale, negli animali da laboratorio.

Fornire ossigeno direttamente

I tentativi di fornire ossigeno direttamente per via anale, hanno dato risultati positivi, ma di breve durata. Somministrando invece un liquido iper-ossigenato i risultati sono stati formidabili. Gli animali si sono salvati ed hanno superato completamente le loro crisi respiratorie. L’intestino svolge una funzione di assorbimento molto importante, sia per i nutrienti che per i farmaci somministrati. La via rettale, del resto, è praticata in molti casi e terapie.

Modificare la cura per gli umani

L’intestino svolge una funzione indispensabile alla quale non si può rinunciare. Immettere, troppo a lungo, un liquido super ossigenato ucciderebbe i microbi e la flora batterica che sopravvive nel nostro intestino. Sarebbe una perdita sconvolgente per il nostro corpo. L’intestino è in effetti il nostro secondo cervello e la sua funzionalità salva o compromette la nostra salute. Trovare un metodo efficace per l’ossigenazione, senza rovinare l’esistente, è il prossimo passo. Uno sviluppo molto importante che deve tenere conto anche del numero dei trattamenti necessari per ottenere risultati. La tecnica ha destato grande interesse in Giappone, dove la sperimentazione su pazienti umani inizierà il prossimo anno. Ossigenazione anale per salvare i pazienti Covid

Ossigenazione anale per salvare i pazienti Covid

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Ossigenazione anale per salvare i pazienti Covid fatta su cavie e maiali ha dato ottimi risultati ora si passa alla sperimentazione umana
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