Enogastronomia

Niente panini da casa, solo mensa

Il Comitato Caro Mensa di Torino ci aveva provato in mille modi arrivando ai tre gradi di giudizio.

Corretto, scorretto, prevaricatore? Sta a voi giudicare, dall’esterno sembra incredibile che si sia posta una limitazione alla libertà d’alimentazione. In realtà il problema aveva rischiato di sfuggire di mano. Le mense scolastiche avevano da tempo segnalato che era quasi impossibile capire a chi rivolgere il servizio. Niente panini da casa solo mensa.

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Comitato nato a Torino

Il problema era sorto a Torino dove i genitori di molti bambini avevano costituito un Comitato denominata Caro Mensa. Il nome da solo chiarisce quale fosse l’obiettivo. Le lamentele dei genitori erano rivolte più che al servizio, anche se con qualche dubbio qualitativo, al costo. L’aumento dei prezzi delle mensescolastiche negli ultimi 5 anni aveva generato l’esigenza per un grande numero di famiglie di ridurre i costi. Dotare i loro figli di un pasto preparato a casa sembrava la soluzione migliore. Questo però ha creato problemi di gestione della somministrazione.

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panini mensa scuola

Scuole con due spazi mensa

Molte scuole si son dovute attrezzare con spazi diversi per la somministrazione dei pasti o per i pasti portati da casa. Gli spazi nelle scuole sono spesso ridotti, crearne due non è sempre possibile. La Cassazione si è espressa contro il Comitato con questo parere. “Un diritto soggettivo perfetto e incondizionato all’autorefezione individuale, nell’orario della mensa e nei locali scolastici, non è configurabile”. Ovvero la libertà di refezione è bocciata. Anche se si possono capire le ragioni del Ministero e del Comune di Torino, che si opponevano al comitato, sembra troppo limitativo.

Già indirizzati fin dall’infanzia

Lo spazio di manovra ora è ridotto all’osso, solo chi ha necessità di alimentazioni troppo particolari per essere somministrate dai servizi mensa, potrà fare di testa sua. Le spese per il servizio mensa verranno ora applicate a chiunque. La città di Torino ha promesso di dare una mano, vedremo in quale modo. Sarà sufficiente un solo mese per risistemare il servizio per tutti? Anche se la sentenza non si discute resta l’amarezza di una sensazione di impotenza. Di capacità negata di poter decidere a favore dei propri figli

panini mensa scuola

L’incognita inquinamento

Resta un ulteriore dubbio. Il servizio mensa, che per legge deve avere tutto confezionato in singole porzioni ed adotta moltissima plastica per questo scopo, riuscirà ad abbattere l’impronta carbonica? Come verranno smaltite tutte le monouso se non completamente biodegradabili ? L’igiene è importantissima, non è pensabile che si possa ridurre la qualità del servizio, elimindo le monoporzioni per ridurre i costi.

Problema dilagato in tutta Italia

Il problema si era diffuso a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale. Molti altri cominati sono sorti spontaneamente. Alcuni si focalizzano sui costi, altri sulla qualità offerta, altri sulla libertà negata di decidere. Con questa sentenza viene messa in discussione la gratuità della scuola dell’obbligo italiana, il servizio mensa infatti, incide sui bilanci familiari. Niente panini da casa solo mensa.

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Niente panini da casa solo mensa è dovuta intervenire la Cassazione per risolvere il problema. La variazione aveva procurato parecchia confusione
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