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Meno aria condizionata in Europa

Meno aria condizionata in Europa

Cominciano le limitazioni ai consumi di energia nei luoghi pubblici

La Russia sta chiudendo i rubinetti, ha ridotto la percentuale di gas fornito agli stati della UE e diventa indispensabile ridurre i consumi. La dipendenza dai combustibili fossili segna i nostri consumi, ed ogni paese dovrà cercare di ridurre l’impiego di gas o prodotti petroliferi. Da oggi entrano in vigore le nuove regole che per ora riguardano le zone pubbliche. 27° è il limite minimo a cui impostare i luoghi come stazioni, metro, teatri o centri commerciali. Meno aria condizionata in Europa

Negozi a porte chiuse

I negozi che utilizzano l’aria condizionata dovranno mantenere chiuse le porte. Anche le vetrine dovranno essere spente dopo le 22 per evitare inutili sprechi. L’azione vale anche per il riscaldamento invernale, nei luoghi pubblici non si dovranno superare i 19° gradi. Dovranno essere intraprese azioni di miglioramento ed efficientamento dei consumi. Anche i privati sono invitati ad imitare il comportamento sostenibile degli spazi pubblici.

Una mossa dal 7 al 15%

Questi efficientamenti dei consumi porteranno ad un risparmio che ogni stato valuterà con una riduzione tra il 7 ed il 15%. Le riduzioni restano in vigore fino alla fine del 2023, per dare il tempo di ricostituire le scorte di gas o oli combustibili. Le scorte sono già a buon punto, grazie anche a forniture che provengono dal nord-africa. Intervenire con una sollecitazione sulle energie rinnovabili e la costituzione dei rigassificatori, dovrebbe rientrare la dipendenza dal gas sovietico. Lo stimolo ad utilizzare tutte le energie rinnovabili, ed aggiungere nuovi impianti di raccolta, dovrebbe essere un volano produttivo.  

Meno aria condizionata in Europa

Una piccola tragedia

C’è chi si strappa le vesti davanti a questi limiti, e ritiene che 27° in una delle estati più torride sinora misurate dai meteorologi, siano troppi. Chiedono di ritoccare attorno ai 20° il limite nei luoghi pubblici. Prendono come scusante gli inviti a visitare i centri commerciali rivolti agli anziani, che in questo modo non hanno più senso. Però queste rimostranze si scontrano con la realtà del conflitto russo-ucraino. La Russia sta diminuendo il flusso di gas verso l’Europa, una ripicca in risposta alle sanzioni per l’invasione. Occorre intervenire senza se e senza ma.

Uno sforzo generalizzato

Molti altri paesi europei si sforzano di rendere attuabili le riduzioni. Le azioni sono molto simili e tutte tendono a ridurre i consumi di combustibili fossili. Oltre ad Italia, Spagna, Grecia, Portogallo, altri stati limiteranno l’uso dei condizionatori nelle aree pubbliche fino a fine estate. Anche in Francia i negozi con aria condizionata dovranno tenere le porte chiuse e ridurre l’illuminazione. Più decisi gli esempi che vengono dalla Germania dove in alcune città il riscaldamento sarà concesso solo tra ottobre e marzo. Il limite imposto sarà di 19°.

Diamo tutti una mano

Cerchiamo nel nostro piccolo di non esagerare nel voler tenere temperature degne dei poli in estate e dei tropici in inverno. Sarà molto più semplice aggiungere un maglioncino nella stagione fredda per evitare di rabbrividire, e un poco più impegnativo rinfrescarci in estate. Esistono anche i piccoli ventilatori personalizzabili, che hanno consumi ridotti.  Anche altre amministrazioni hanno invitato ad evitare gli eccessi invitando, ad esempio, ad abbandonare la cravatta per sentire meno caldo. Una semplificazione facile e che prevede di non dover utilizzare sciarpe o foulard per proteggersi dai colpi di freddo di certi uffici o locali pubblici. Ne beneficeranno anche i bronchi e i polmoni che già hanno avuto abbastanza guai con la pandemia. Meno aria condizionata in Europa

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Credita: Pixabay

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Meno aria condizionata in Europa entrano in vigore le restrizioni per risparmiare sui consumi di gas legati al conflitto russo-ucraino
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