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Le isole ecologiche di Pompei

Le isole ecologiche di Pompei

Sorprendenti scoperte anche dalla spazzatura del celebre sito archeologico. A Pompei i Romani selezionavano i rifiuti a seconda dell’uso e riuso.

Sono stati trovati cumuli di rifiuti alle porte della città e la loro composizione fa supporre che siano stati suddivisi per interesse. Il materiale di risulta delle costruzioni veniva riutilizzato per edificare di nuovo. Il riciclaggio era un’attività già nota oltre 2000 anni fa. Il materiale di costruzione che gli archeologi hanno individuato a Pompei è costituito da un impasto di mattoni, mattonelle, ceramiche, giare, anfore sbriciolate. Chi doveva edificare usufruiva di questi “rottami” che erano macinati e probabilmente rivenduti, costituendo una branca commerciale a sé stante. Le isole ecologiche di Pompei

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Isole ecologiche

Queste aree funzionavano come le attuali isole ecologiche. Raccoglievano e smistavano i materiali a seconda delle esigenze e delle richieste di mercato. C’erano ovviamente aree separate per i rifiuti solidi e quelli semiliquidi provenienti dagli scarichi delle latrine. I resti organici erano probabilmente utilizzati come concimi, mentre i rifiuti solidi costituivano la parte interna dei muri. Il miscuglio di cocci e materiali di recupero veniva poi ricoperto da uno stato di intonaco che rendeva le pareti lisce.

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Le isole ecologiche di Pompei

Cisterne di raccolta

Questi materiali fittili erano inviati ai centri di raccolta. Nelle case pompeiane inoltre, si faceva grande uso di cisterne che contenevano i rifiuti o le riserve. Acanto a cisterne contenenti acqua, olio e vino, era facile trovare cisterne per la raccolta dei rifiuti della casa e della cucina. Sono state trovate cisterne contenenti i rifiuti della cucina che venivano probabilmente svuotati regolarmente in zone dedicate. Mentre le acque nere venivano inviate tramite le fogne in aree apposite, i rifiuti solidi venivano separati a seconda degli usi. Un chiaro esempio di riciclo ed economia circolare vecchio di millenni. Probabilmente il servizio di svuotamento delle cisterne domestiche, era affidato a privati ed era a pagamento.

Coabitazione coi rifiuti

La coabitazione coi rifiuti era normale. Gli odori della decomposizione a quei tempi, erano probabilmente molto più comuni di quanto possiamo immaginare. Anche se Pompei era una città ricca è possibile che diverse aree fossero costantemente maleodoranti. Questo spiega perché la collocazione di questi depositi di rifiuti fosse posta all’esterno delle mura. Si tratta comunque di distanze molto relative, che un poco di brezza poteva accorciare facilmente. Pompei non era una città enorme, anche se era molto popolata. I suoi residenti avevano un rapporto molto più intimo con la spazzatura rispetto al vissuto attuale. Le isole ecologiche di Pompei

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Credits: PxHere

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Le isole ecologiche di Pompei cumuli di rifiuti allestiti fuori le mura erano materiali da costruzione riciclati in queste isole ecologiche
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