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La Polizia ha un vice capo donna

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È la prima volta che accade e per questo fa notizia, purtroppo

La Polizia ha un vice capo donna, è il prefetto Maria Luisa Pellizzari, nominata dal Consiglio dei ministri. Eletta dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e il capo della Polizia Franco Gabrielli. La notizia è importante ma di fatto non dovrebbe esserlo. La notizia che una donna raggiunga una posizione di vertice dovrebbe essere relegata nelle pagine interne, invece è in prima. Questa dimostra la grande disparità, il gender gap che affligge il nostro paese. C’è ancora qualche maschietto che scende dall’aereo se scopre che il pilota non è un uomo. In nazioni più evolute come nel Nord Europa questo limite è assai più labile. Capi di stato, primi ministri, presidenti donne sono comuni e nessuno alza un sopracciglio. C’è ancora molto da fare in questo paese. La Polizia ha un vice capo donna

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 Limiti culturali

Ci sono evidenti limiti culturali, se un cittadino viene riconosciuto prima che per gli indiscussi meriti, per sesso, colore, età o qualunque altra restrizione discriminatoria. La signora Pellizzari ha uno stato di servizio impeccabile, ed è solo a quello che si dovrebbe fare riferimento. È stata la prima donna a dirigere il Servizio centrale operativo, l’eccellenza investigativa del Corpo, e sinora era alla guida degli istituti di istruzione. Presente in Polizia da 35 anni, ha diretto anche lo SCO, il settore investigativo che si occupa anche delle lotte alle mafie.

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Doppio o triplo sforzo

Come sempre chi vuole abbattere il celebre soffitto di cristallo, deve impegnarsi in modo particolare. Non basta fare le cose per bene, serve farle ancor meglio, mettendo un impegno che è doppio o triplo, rispetto a quello maschile. La stessa difficoltà la incontrano tutte le minoranze (anche se la percentuale femminile in Italia è maggioranza, ma non nei luoghi di potere). Laureata in giurisprudenza, Maria Luisa Pellizzari è nata a Padova. Ha vinto il concorso per vice commissario nel 1985 e si è trasferita a Roma per dirigere il settore della criminalità extracomunitaria.

Criminalpol Dia e SCO

Ha passato 3 anni alla direzione della Criminalpol del Lazio, per passare poi alla Dia. Diventa direttore dello SCO (servizio centrale operativo) e si interessa di diversi settori, Postale, Stradale e reparti speciali. Conduce indagini su droga, riciclaggio e arresta gli esecutori della strage di Capaci. Lascia il settore operativo nel 2013, e diventa vice direttore della Scuola superiore di Polizia. Assume la direzione dell’ispettorato di Ps al Senato e quindi la direzione centrale di tutti gli istituti di istruzione.

Che sia solo un cognome

Auguriamo alla signora Pellizzari, che anche per lei mutino le condizioni che fanno sì che ci si rivolga ad una donna col solo nome. Se lei verrà appellata solo col cognome come accade per gli uomini, sarà un passo in avanti per il raggiungimento di una vera parità. Il paternalismo che si nasconde dietro ad un semplicissimo atto chiamare una donna col suo nome proprio, è sempre ben presente. Le donne vengono, infatti, chiamate per cognome in pochi casi, per rispetto o per scherno, oppure per dire quella lì è stronza come un uomo. La Polizia ha un vice capo donna

Credits: courtesy Polizia di Stato

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La Polizia ha un vice capo donna ma la notizia non dovrebbe essere in prima pagina, è un simbolo di arretratezza culturale
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