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Imparare dai disastri

I cambiamenti climatici stanno facendo lievitare gli eventi naturali straordinari.

Tsunami, uragani, trombe d’aria, bombe d’acqua, alluvioni, sono temi che entrano sempre più spesso nelle nostre conversazioni. Eventi che sembravano confinati in aree tropicali o nelle pianure statunitensi si verificano anche nella vecchia Europa. Gli strascichi sono ovviamente orrendi: distruzioni, fango, morti, tetti scoperchiati e quant’altro. Cosa si può fare per evitare altri disastri in attesa di poter ridurre il riscaldamento globale? Imparare dai disastri

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Case vicoli e palazzi

Non tutti gli edifici reagiscono nello stesso modo quando affrontano eventi climatici estremi. A volte abitazioni o edifici che sono molto simili e contigui si comportano in modi assai diversi. Alcuni vengono abbattuti con facilità, altri resistono ed hanno danni molto minori. Cosa fa accadere queste diversificazioni? Ci sono team di ingegneri che studiano queste differenze, per comprendere come costruire in modo accorto, per affrontare meglio le calamità.

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Metodi costruttivi

Sono i metodi costruttivi? I materiali impiegati? Oppure la forza degli eventi naturali ha colpito in modo differente anche se a pochi metri? Le trombe d’aria hanno queste caratteristiche di colpire in settori molto ristretti, ma gli uragani, le bombe d’acqua e i terremoti colpiscono in modo indiscriminato. Scoprire perché alcuni edifici crollano e altri restano in piedi è il compito di questi team che utilizzano ogni sorta di strumentazione per documentare i disastri.

Imparare dai disastri

Uragani monitorati

Gli uragani vengono predetti con sufficiente precisione, per poter comprendere in quale area scateneranno le loro forze. Grazie a queste previsioni, i tecnici riescono a monitorare le località misurando velocità del vento, intensità delle piogge o delle ondate. Appena il disastro è avvenuto escono dai loro rifugi e fotografano con ogni sistema possibile l’entità dei danni. Questi rilevamenti effettuati immediatamente, anche con l’aiuto dei privati, consentono di capire meglio come e dove intervenire. I prossimi piani regolatori potranno tenere conto di quanto appreso per costruire in modo corretto, in punti che offrono vantaggi di partenza.

Costruzioni adatte a resistere

Comprendere quali sono gli edifici che meglio hanno resistito ai fortunali è importante per garantire l’incolumità dei residenti. Gli ingegneri evidenziano i requisiti per costruire in aree che possono essere nuovamente sottoposti ad eventi climatici avversi. Il discorso però si complica quando si tratta di edifici storici, che sono sorti in epoche molto lontane, e non rientrano nei canoni costruttivi attuali. Come renderli sicuri senza distruggere i centri storici? L’Europa ha una quantità enorme di edifici vetusti che sarebbe un vero peccato perdere, ma un loro adeguamento alle nuove norme è impensabile. Abbandonare le vecchie città e ricostruirle altrove? Il fascino delle dimore storiche è tale che, pare impossibile che vengano abbandonate.

Ultra eventi

Il lavoro di questi team serve anche in un’ottica futura. Il loro obiettivo è di creare le basi per poter costruire, anche in presenza di eventi, che colpiscano ancora più duramente. Le previsioni sono purtroppo di dover assistere, in un futuro molto prossimo, ad ultra eventi naturali. Inoltre studiano anche la possibilità di poter intervenire in aree che sono colpite da terremoti ed alluvioni. Le varie concatenazioni di elementi avversi, fanno mutare le condizioni in cui operare, e rendono ancora più complicato un discorso di prevenzione costruttiva. La sfida ai disastri è stata lanciata, speriamo che possa essere vincente. Imparare dai disastri.

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Credits: PxHere

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