Enogastronomia, Marketing

Il Parmigiano-Reggiano bocciato dalla UE

Il Parmigiano-Reggiano bocciato dalla UE

Notizie molto positive dal comparto vendite del Consorzio Parmigiano-Reggiano. Ma ci si mette la UE a creare intralci.

Quando sai di avere il miglior prodotto alimentare del mondo nel settore caseario ma qualcuno ti pesta i piedi, è necessario arrabbiarsi. È questa la situazione dei caposaldi della cucina mediterranea frustrati da una scellerata scelta dell’Unione Europea. Il Parmigiano-Reggiano nonostante il periodo molto cupo, è riuscito nell’impresa di incrementare le vendite anche nel periodo più gramo, quello dominato dalle paure del Covid. Cifre importanti, un +8% in Italia ed un +12% all’estero. Il Parmigiano-Reggiano bocciato dalla UE

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Risultati importantissimi

Risultati importantissimi, che qualificano ancora di più il lavoro di quasi 50.000 addetti. Anche con le opportune restrizioni sanitarie, i consumatori non hanno rinunciato al re dei formaggi. Il settore della ristorazione con le chiusure e le restrizioni ha ridotto gli ordini, ma i segni positivi stanno a dimostrare che il Parmigiano-Reggiano è sempre più richiesto. Se l’Horeca non riesce ad assorbire le quantità usuali, i privati cittadini non rinunciano al loro piacere. La GDO ha fatto segnare incrementi importati nelle vendite.

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Il Parmigiano-Reggiano bocciato dalla UE

Accuse dei produttori

Nonostante gli acquisti dei ristoratori siano diminuiti, il Consorzio ritiene che molti di loro continuino a scriverlo sul menù ma in realtà usino altri brand. Un trucchetto sfruttato soprattutto nelle consegne a domicilio, dove i controlli sugli ingredienti non vengono effettuati. Un giochetto che a lungo andare potrebbe minare la fiducia dei consumatori. Con le riaperture il Consorzio spera che questo trucchetto possa terminare anche perché c’è da affrontare un’altra emergenza.

UE e semafori

L’idea che vorrebbe premiare i cibi salutari da parte della UE, rischia di fare un pateracchio. Sugli scaffali dei supermercati dovrebbero apparire dei bollini, coi tre tipici colori del semaforo, dal verde al rosso passando per l’arancio. I colori dovrebbero indicare quanto è salubre un prodotto, ma parte da un errore di fondo. Ad analizzare gli alimenti dovrebbe essere un algoritmo, che esamina un’unità di prodotto pari a 100 grammi. Il sistema di rilevazione si chiama Nutriscore ed esamina i cibi a seconda della loro presenza di grassi, sali e zuccheri. Ma mentre 100 grammi di pesce o verdure sono consueti per tutti, non è altrettanto consueto consumare 100 grammi di olio d’oliva o parmigiano-reggiano in un solo pasto.

Il Parmigiano-Reggiano bocciato dalla UE

Privilegiate le produzioni industriali

La dieta mediterranea viene messa in crisi per le scelte di questo algoritmo. Il Parmigiano-Reggiano finisce in arancione, ma dietro la lavagna finisce anche l’olio d’oliva che addirittura è bollinato come rosso. Nessuno consuma una tale quantità d’olio d’oliva in un solo pasto, e si parte quindi da un presupposto errato. Infatti se viene conteggiato con il corretto quantitativo di olio e parmigiano un piatto di pasta riceve il bollino verde. Ad uscirne benissimo, purtroppo, sono gli elementi di sintesi e i terribili dolcificanti. L’esatto opposto di una dieta sana e corretta. Il semaforo europea sembra nascere sotto una pessima stella, speriamo che la UE ci ripensi o rimoduli il suo algoritmo. Il Parmigiano-Reggiano bocciato dalla UE

Credits: PxHere

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Il Parmigiano-Reggiano bocciato dalla UE a causa di algoritmo che calcola la salubrità dei cibi in modo errato
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