Enogastronomia, Eventi

Il lockdown c’insegna a consumare meglio

Il lockdown c’insegna a consumare meglio

La forzata permanenza in casa ha modificato le abitudini dello shopping con interessanti sorprese

Lo spreco alimentare resta un problema molto vistoso, che ancora non ha soluzioni concrete. Sono troppo sporadiche le campagne che possono ridurre gli eccessi produttivi. Anche se la sensibilizzazione dei consumatori procede, ma ancora a rilento. Eppure potrebbe averci dato una mano l’odiato Covid-19. Le rilevazioni dei consumi degli ultimi sei mesi hanno mostrato impreviste fluttuazioni che fanno pensare a cambiamenti delle abitudini alimentari degli italiani. Il lockdown c’insegna a consumare meglio

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Shopping più leggero

Il timore del contagio, le lunghe code per entrare nei supermercati, l’applicazione delle regole per l’igiene delle mani hanno scoraggiato i consumatori. Soprattutto quelli abituati ad acquisti pressoché quotidiani. Il lockdown ha di fatto velocizzato il tempo passato negli esercizi commerciali. Gli acquisti si sono concentrati sui generi di prima necessità, sorvolando sul superfluo. Questo ha coinciso con uno spreco assai minore di cibo. Oltre il 50% delle donne ha ridotto l’acquisto di prodotti alimentari. I generi che hanno fatto segnare il minore spreco sono stati, farine e prodotti per la panificazione. Tutti si sono infatti riscoperti, fornai, pizzazioli e pasticceri. Anche le carni e il latte sono stai tra i prodotti meno gettati via o utilizzati con oculatezza.

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Il lockdown c’insegna a consumare meglio

Maggior fretta

Il desiderio di fare uno shopping accelerato, ha aiutato i consumatori italiani a farsi guidare da una lista. Per avere una maggiore rapidità nell’effettuare la spesa e rientrare a casa, senza rischiare di essere infettati dal coronavirus. Avere un tempo molto minore da dedicare agli acquisti non ci fa distrarre. Evitare di perder tempo coi prodotti esposti, ma andare direttamente agli scaffali con la merce che ci serve veramente, aiuta a non portare a casa cose inutili o in quantità eccessiva. Una selezione minore ma di migliore qualità degli ingredienti, ha rivitalizzato le abilità culinarie. Il maggior tempo a disposizione da passare in casa ha ridato spinta a cucinare per la famiglia. Manicaretti e piatti della tradizione hanno ricevuto così maggiore attenzione, e c’è stato un vorticoso scambio di ricette di mamme, nonne e vicini.

Scorte inferiori e meglio distribuite

Anche la pianificazione delle scorte ha contribuito ad una gestione più oculata delle risorse. Lo spreco è così diminuito di oltre il 40%. Anche la gestione degli avanzi è stata più oculata, ripassare in padella o inventare piatti coi resti del cibo è diventata una realtà molto seguita. Ne ha guadagnato anche la salubrità delle vivande, il maggior tempo da passare ai fornelli ha permesso di usare ingredienti primari che non utilizzano conservanti. Nessuno si augura un altro lockdown, ma i mesi passati nelle nostre case hanno prodotto, almeno per gli sprechi, un ottimo lavoro. Cerchiamo di non sprecare questa nuove sensibilità verso il cibo. Il lockdown c’insegna a consumare meglio

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Credits: PxHere

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Il lockdown c’insegna a consumare meglio spesa veloce seguendo una lista e più tempo da dedicare alla cucina con la riscoperta delle vecchie ricette
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