Abitare, Enogastronomia

Il cibo del futuro o il futuro del cibo

Il cibo del futuro o il futuro del cibo

Il discorso sull’alimentazione umana nelle prossime decadi, si fa sempre più stringente e rilevante

L’approfondimento della situazione attuale e delle sue evoluzioni arriva anche in RAI. Con due documentari che cercano di fare chiarezza sul cibo del futuro o il futuro del cibo. Le opinioni di molti esperti verranno ascoltate e daranno uno spaccato della probabile alimentazione dei prossimi anni. Largo spazio a cibi non di origine animale, i vegetali saranno in pole position per evitare di sprecare troppe energie. Ogni allevamento animale consuma molto terreno, mangime ed acqua, risorse preziose che possono diminuire anche oltre il 50% se le coltivazioni sono di vegetali. Il cibo del futuro o il futuro del cibo

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Vegani e vegetariani? O Flexitariani?

Saremo quindi obbligati a trasformare i nostri regimi in vegani o vegetariani? Probabilmente muteremo molte delle nostre abitudini che non escluderanno completamente le carni, ma le sostituiranno. Le carni di origine vegetale esistono da un decennio ormai, e stanno incrementando moltissimo la loro quota di mercato. Il gusto e la consistenza sono migliorati al punto da renderle quasi simili alla carne animale. Un pubblico sempre più vasto di consumatori riesce così a soddisfare le proprie esigenze di gusto e quelle dell’attenzione alla sostenibilità del pianeta. La carne-non-carne permette di risparmiare in termine di consumi quantità enormi di terreno e acqua. Circa il 99% rispetto ad un allevamento intensivo tradizionale. Anche l’energia necessaria segna un risparmio vicino al 50%. I Flexitariani, coloro che che non vogliono prendere posizione nei confronti del cibo, aumentano. La loro disponibilità a provare tutto è basata sulla capacità di sospendere il giudizio e restare flessibili davanti alle innovazioni.

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Proteine ottenute da altre produzioni

Sono molti i progetti avanzati sul modo migliore di produrre proteine che provengano da altre fonti rispetto a quelle animali. Una di queste riguarda la clonazione di cellule animali, riprodotte in laboratorio e stampabili nelle forme e nella consistenza desiderata grazie al 3D. La carne prodotta in vitro, rispetto alla carne-non-carne, consente di riprodurre qualunque carne normalmente in commercio. Anche le uova entrano in questo tipo di studi innovativi. Ricostruite partendo dai legumi e dalle noci. Vegetali che necessitano di coltivazioni e quindi consumano di terreno. La prevalenza agli ingredienti base è data da legumi come il mungo, un fagiolo super resistente che può crescere anche in aree siccitose.

Proteine dagli insetti

Discorso che fa storcere il naso a molti perché gli insetti sono spesso assimilati ad un discorso di sporco, di putrescente e pericoloso. Eppure sono quasi due miliardi gli abitanti del pianeta che li consumano quotidianamente. I gusti sono molto vari e affatto disgustosi. Produrre insetti è molto conveniente, si consuma appena il 10% del terreno necessario rispetto ad un allevamento intensivo, mentre il consumo di acqua è pari all’1%. Gli insetti dal punto di vista dietetico sono perfetti, infatti contengono proteine, grassi buoni, calcio, ferro, zinco e fibre. Resta da vincere la paura e il disgusto iniziali. Molti insetti possono essere ridotti a farine e quindi perdere le consistenze e l’aspetto che bloccano molti consumatori. La domanda è in aumento anche se lentamente, in un futuro molto vicino saranno disponibili anche in Italia.

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Economia circolare e fermentazione

Gli allevamenti d’insetti hanno anche un altro grande vantaggio, oltre ai costi ridotti per le energie necessarie, possono rientrare perfettamente in una logica di economia circolare. Nessuno scarto deve essere smaltito, negli allevamenti d’insetti, l’eventuale avanzo diventa fertilizzante. Anche le fermentazioni vengono studiate per trovare nuove vie. La fermentazione è molto più usuale e vien da lontano, già i romani utilizzavano il garum come salsa per condire le loro portate. Ma senza andare a 2000 anni fa basta pensare al miso, ai crauti, ai cetriolini, al kefir o allo yogurt. Senza tener conto dell’elemento base dell’alimentazione il lievito madre con cui confezioniamo i prodotti da forno.

Verdura ovunque

La verdura assurge a nuove altezze nei consumi umani. Per ovviare alle esigenze di una produzione che possa soddisfare il fabbisogno, sono da anni attive le colture senza terra. Orti idroponici dove si possono coltivare moltissime varietà di vegetali in spazi ristretti. Il consumo di terreno è ridotto alla base occupata degli impianti, mentre il consumo di acqua ed energia viene ridotto in modo consistente. Questi orti verticali sono dei veri grattacieli della verdura, e riescono a produrre moltissimi vegetali e frutti in spazi che sono appena la trecentesima parte del terreno che servirebbe in campo aperto. La richiesta di cibo aumenterà, perché la popolazione mondiale è in espansione, cominciare a pensare a come nutrirla, è un segno di necessaria lungimiranza. Il cibo del futuro o il futuro del cibo

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Credits: PxHere

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Il cibo del futuro o il futuro del cibo si modificheranno i nostri standard alimentare, più vegetali e carne-non-carne ma anche insetti e fermentazioni
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