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I piccoli pescherecci contrabbandano droghe

I piccoli pescherecci contrabbandano droghe

La mancanza di altre opzioni per i pescatori ha portato ad un boom di traffici illegali nelle comunità costiere

Sembra una storia degna di un film hollywoodiano. Un peschereccio o una flottiglia in via di fallimento che cerca di ripianare i debiti con un viaggio disperato trasportando droga. Eppure comincia veramente così la storia di come certi commerci riescono a trovare sbocchi da e per il mare. Le ragioni possono essere diverse; l’impoverimento degli oceani, la pesca eccessiva, l’inquinamento o la creazione di nuove riserve marine mettono in crisi molte piccole realtà. I pescatori sono quasi sul lastrico ed è proprio in quel momento che i trafficanti fanno offerte che non si possono rifiutare. I piccoli pescherecci contrabbandano droghe.

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Un team di specialisti

Un team apposito sta studiando il fenomeno del trasporto e del commercio di sostanze illecite. Hanno trovato dei disperati pronti a tutto pur di salvare la loro fragile economia. Sono piccoli natanti, sgusciano alle ricerche della polizia e della marina. Le leggi sui limiti delle acque internazionali sono un ginepraio che permette escamotages interpretativi. Negli ultimi anni i piccoli pescherecci sono riusciti a trasportare molta droga, oltre il 15% del totale delle sostanze proibite. Sono diventati un vettore sempre più importante e sempre più difficile da intercettare.

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I piccoli pescherecci contrabbandano droghe

Un cannocchiale speciale

Per cercare di limitare il contrabbando, è stato messo a disposizione delle autorità una banca dati che comprende tutti i natanti ed equipaggi coinvolti nel traffico. Si chiama Spyglass (cannocchiale) ed è consultabile da chiunque voglia scoprire se quelle navi da pesca, i suoi armatori o il suo equipaggio sono coinvolti da precedenti penali. È uno strumento efficace ma dovrebbe essere esteso ad ogni natante che solca i mari. Quelli che sono a maggior rischio possono facilmente essere individuati. Le autorità addette al controllo hanno così un’ama in più a loro disposizione.

Pesca illegale e traffici

Le acque internazionali sono aree difficili da controllare. Le leggi sono aleatorie e molte navi si comportano come nel far west. In acque internazionali possono avvenire molti crimini come la pesca illegale, la tratta di esseri umani. Sono stati segnalati casi di schiavitù a bordo ed anche omicidi. Incrociando i dati di Spyglass con le informazioni dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine si sono notate alcune coincidenze. Ma non è dimostrabile uno stretto rapporto tra il traffico di droga e la pesca illegale. Esaminando tutti questi casi sono risultati evidenti episodi di traffici illegali per un ammontare di 80 miliardi di dollari ogni anno. Pari al 15% del totale del contrabbando internazionale di sostanze illegali.

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Navi più piccole

Le organizzazioni di narcotrafficanti utilizzano sempre più barche di media e piccola dimensione. Le considerano più sfuggenti alle maglie della marina, anche se una viene beccata altre 10 passano. Mettono in preventivo che qualche carico possa andare perso ma li considerano sacrificabili. Del resto anche le marine più organizzate riconoscono che il controllo e la sorveglianza delle piccole imbarcazioni da pesca è quasi impossibile. Già controllare le grandi navi impegna moltissime forze navali. Gli equipaggi addetti a sorvegliare le coste sono spesso formati più per controllare la pesca illegale che i traffici di droga. Questo non aiuta a fermare il contrabbando.

Piccoli porti

I pescherecci o le piccole imbarcazioni da diporto, da pesca in altura e gli yacht sono come uno sciame di moscerini, impossibile controllarli costantemente.  La porosità delle coste peggiora se si tiene conto che la maggioranza delle attenzioni sono riservate ai porti più grandi. Ma questi piccoli natanti attraccano ovunque, e assai di rado vengono monitorati. Possono facilmente trasportare carichi “pericolosi” rischiando veramente pochissimo. Solo in alcune zone come il Golfo di Guinea c’è una sintonia completa tra navi che fanno pesca illegale e trasportano droga. Anche il tipo di pagamento aiuta ad incrementare il commercio. Non vengono pagati con denaro ma con droga che essi stessi smerciano contribuendo alla sua diffusione.

I piccoli pescherecci contrabbandano droghe

Guadagni miseri

I piccoli pescatori che trasportano droga probabilmente non vedono molti dei profitti. La maggior parte dei piccoli pescherecci che si rivolgono al traffico di droga lo fanno perché i pescatori non hanno altre opzioni quando le riserve ittiche locali si prosciugano. Anche le riserve marine possono contribuire alla diffusione. In Messico i cartelli sono così potenti che nessuno osa affrontarli, i pescherecci completano i loro viaggi indisturbati senza contrasto dalla guardia costiera. Le grandi navi che effettuano pesca illegale e svuotano i mari degli stock ittici, mettono sul lastrico le piccole compagnie e le obbligano a trovare alternative. L’esempio illustre della Somalia e dei suoi pirati è la dimostrazione di a cosa possa portare la disperazione se non c’è più pesce. Le grandi navi da pesca straniere hanno svuotato il mare e lasciato i somali senza risorse costringendoli a diventare pirati. I piccoli pescherecci contrabbandano droghe.

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Credits: PxHere

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I piccoli pescherecci contrabbandano droghe sono costretti a farlo per salvare le loro pessime economie e alla mancanza di pesce
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