Una delle cause dei cambiamenti climatico sono gli sconvolgimenti delle migrazioni dei pesci d’acqua dolce.
Sempre meno pesci riescono a compiere le migrazioni che erano abituali e mettono a rischio una grande risorsa alimentare del pianeta. Sono almeno 300 le specie coinvolte in queste difficoltà di migrare. Di alcuni di loro non conosciamo quasi nulla, ma in realtà contribuiscono alle nostre esigenze alimentari in modo cospicuo. I pesci non migrano più Leggi tutto: I pesci non migrano più
Il Mekong e i suoi pesci gatto enormi
Nel sud est asiatico, ad esempio, il pesce gatto che popola il Mekong non completa più il percorso migratorio che svolgeva solitamente. E’ un pesce che raggiunge pesi molto rilevanti, fino a 300 chilogrammi ed è una risorsa proteica rilevantissima. In Sudamerica sta diminuendo costantemente la migrazione del dorado, un pesce che si sposta dalle Ande sino all’Amazzonia.
I percorsi idraulici difficoltosi
Le cause sono molteplici: variazioni e ostruzioni dei percorsi consueti, come le dighe, o altre opere idrauliche, fanno perdere gli habitat. A questo si aggiungono i prelievi troppo abbondanti dovuti alla pesca, sempre più industrializzata anche nelle acqua interne. I pesci d’acqua dolce sono in diminuzione in quasi ogni continente Africa compresa.
In calo di quasi l’80%
Dalle rilevazioni effettuate negli ultimi 50 anni, le migrazioni sono diminuiti dell’80%. Questo evidenzia quanto siano vitali per gli ecosistemi di tutto il mondo, le migrazioni del pesce nelle acque interne. Contribuiscono all’equilibrio dei fiumi e delle zone umide, e sono una importante risorsa proteica. I fenomeni di questo tipo non vengono rilevati facilmente. Di solito al concetto di migrazione, si associano fenomeni di superficie come quelle dei caribù o degli gnu.
Innalzamenti e abbassamenti improvvisi
Le variazioni climatiche impongono un cambiamento del livello delle acque interne. A volte si alzano e a volte si abbassano con ritmi innaturali. Questo può provocare, disconnessioni delle vie idriche. La separazione tra i luoghi di riproduzione e quelli di sviluppo, delle specie modifica rapidamente le loro possibilità di svilupparsi in modo armonico. Alcune specie non riescono a raggiungere la maturità e diminuiscono rapidamente di numero. Anche i conflitti possono causare molti problemi perché i bacini idrici sono raramente compresi in un solo paese. Se manca intesa, mancano obiettivi comuni e nessuno si cura di cosa succede sotto al pelo dell’acqua.
Bacini controllati da molte nazioni
Bacini come quelli amazzonici, danubiani, del Nilo o del Mekong, coinvolgono molti stati, che devono trovare gli opportuni accorgimenti per coordinare le loro azioni. Se si vogliono evitare le estinzioni di molte speci ittiche occorre trovare soluzioni condivise. Il settore della pesca nelle acqua interne ha già fatto segnare dei decrementi significativi, con un calo di circa il 30% del pescato, in anni recenti. I pesci non migrano più

