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Foreste, dopo la tempesta Vaia una nuova consapevolezza

foreste dopo la tempesta Vaia una nuova consapevolezza

Una tempesta spaventosa ha danneggiato il patrimonio forestale del Trentino, che però ne ha fatto un punto di partenza per migliorare il suo sistema

Non sono ancora passati due anni da quei due giorni orribili in cui la tempesta Vaia ha strapazzato 20.000 ettari di foreste. Le immagini hanno straziato gli occhi di chiunque abbia a cuore il verde, il paesaggio e le foreste in genere. L’entità del danno ha fatto immaginare che quelle ferite sarebbero state difficilmente sanabili. Gli interventi della forestale sono stati immediati per le emergenze e cauti per le opere di riforestazione. Un piano d’interventi è stato formulato per evitare gli errori precedenti. Foreste, dopo la tempesta Vaia una nuova consapevolezza

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Una visione di lungo respiro

Formulare un piano di questo tipo è possibile se esistono addetti esperti e preparati, in grado d’intervenire senza correre pericoli. Il legname abbattuto dalla tempesta doveva essere recuperato in tempi utili, tenendo conto della conformazione del terreno, senza correre inutili rischi. Questo ha comportato un impegno economico notevole. Tenere conto delle pendenze ed esposizioni ha di fatto favorito i versanti nord, rispetto ai versanti sud e alle zone pianeggianti. Le possibilità di accesso, le cantierazioni ed i problemi di viabilità sono stati calcolati per una celere opera d’intervento.

Pappami - il piatto che si mangia
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Credits:PAT

Smaltimento del legname

Un improvviso eccesso d’offerta come in questo caso, rischia di far crollare i prezzi. Questo è stato un altro dei problemi da affrontare. Una volta raccolto e impilato, il legname doveva essere venduto senza ricorrere a svendite. Affidandosi anche a clienti provenienti da altre regioni e stati in grado di assorbire l’eccesso. Il rischio era di far crollare le attività locali visto che il recupero del legname è previsto che duri almeno tre anni. Un tempo troppo lungo per assorbire l’eccesso senza incidere sull’economia del territorio. A giugno di quest’anno circa il 60% del legname raccolto era stato venduto con una diminuzione di prezzo del -35%

Viabilità sconvolta

Lo schianto di tanti alberi ha inciso in modo formidabile sulla viabilità. Le carraie e i sentieri sono stati danneggiati o quasi cancellati dalla potenza di Vaia con raffiche fino a 190 kim/h. Ricostruirli e ripulirli era una delle esigenze primarie per raggiungere le zone dove gli alberi erano stati abbattuti. A questo si sono aggiunte la necessità di creare nuovi passaggi, aree dove parcheggiare i mezzi e dove accatastare i tronchi.

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Credits: PAT

Riforestazione

Dopo aver recuperato il materiale a terra, si può pensare a riforestare. Per questo servono moltissime piantine e diventa essenziale l’opera dei vivaisti. I vivai della forestale non possono offrire le 500.000 piantine sufficienti, per questo sono stati contattati altri vivai austriaci in grado di dare una mano. Le diverse essenze hanno tempi di crescita differenti, le prime piantine nuove saranno disponibili quest’autunno. Ma si dovrà tenere conto della tempistica, mentre il larice può essere trapiantato in terreno in due anni, all’abete rosso ne servono 4 anni. La piantumazione dovrà essere preceduta da un’attenta analisi del terreno per una corretta collocazione delle piantine. Un’analisi che tenga conto sia del paesaggio che delle funzioni ambientali e produttive.

Cambiamenti climatici

L’evoluzione del riscaldamento climatico impone di pensare a lungo termine. Questi alberi che verranno piantumati si suppone che possano avere una lunga vita. A loro viene delegata una grande influenza sul contenimento delle temperature e del rilascio di anidride carbonica. Un ulteriore tema da tenere in grande considerazione. Scelte etiche che si assommano a quelle di riqualificazione di territori che siamo abituati a considera come sempre boscati.

Raccolte fondi

Per mantenere alta l’attenzione dopo il passaggio di Vaia e lo strascico di distruzione che ha lasciato sono nate diverse iniziative. Tra queste raccolte fondi e operazioni di comunicazione perché non venisse dimenticata in fretta la tragedia. Il TTA (Trentino Tree agreement) è nato proprio con questa funzione, chiunque può intervenire con una donazione a sostegno di tutte le attività di recupero e rimboschimento del Trentino. Foreste, dopo la tempesta Vaia una nuova consapevolezza

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Credits: PxHere

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Foreste dopo la tempesta Vaia una nuova consapevolezza per evitare di ripetere gli errori precedenti, una visione volta al futuro per ricostruire boschi
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