Benessere, Enogastronomia, Eventi

Food blogger scroccona

Food blogger scroccona

La brutta sensazione che molte delle recensioni siano falsate aumenta

La notizia si riassume in poche righe. Una food blogger ha cercato di “ricattare” un ristoratore chiedendo un pranzo a ufo. Non ha nemmeno avuto il buon gusto di chiedere solo per sé, ma ha cercato di prenotare per ben 7 persone. La contropartita sarebbe stata una recensione tutta punti esclamativi. Ma di fronte si è trovata un ristoratore che ha decisamente respinto l’offerta. Ha risposto che avrebbero pagato esattamente come tutti gli altri ed avrebbero pubblicato quello che volevano ma senza ricatti. Food blogger scroccona

Leggi tutto

Il potere della fama

È indubbiamente il potere di una supposta popolarità a rendere possibile una richiesta di questo tipo. L’asservimento ai messaggi social per promuovere la propria attività sta raggiungendo nuovi vertici di schifo. Se per scegliere un locale dove pranzare o cenare, dobbiamo consultare le opinioni di un/una blogger, qualcosa deve esserci sfuggito di mano. Ciò che un tempo era legato alle indicazioni di professionisti del settore o al passa parola, ora è delegato a sedicenti blogger.

Reputation

La loro reputazione non è legata a reali qualità o professionalità ma alla autoconvinzione di poter disquisire di qualsiasi argomento. La curiosa sensazione di poter essere onnipotenti e poter ricattare con atteggiamenti a dir poco sgradevoli chiunque, dovrebbe essere stoppata. Bene ha fatto lo chef stellato Daniele Usai ad imporre un freno a questa pratica, che getta ombre sull’operato di molti parolai. Definirsi flood blogger per scroccare un pasto, mette in pessima luce l’operato di una intera categoria.

Food blogger scroccona

Una popolarità da costruire

Un ristoratore deve costruire la propria popolarità basandosi sulla qualità del proprio lavoro, degli ingredienti e dei menu scelti. Se bastassero solamente un paio di recensioni, molto positive, per svolgere il lavoro di una intera brigata di cucina, sarebbe avvilente. Al di là dei numeri che il/la blogger possa vantare tra followers e comunità, resta il disagio di dover “pagare” con un pranzo/cena a scrocco per il proprio lavoro. Rende anche palpabile la sensazione che quel mondo non sia così veritiero, e che dietro ad ogni recensione, possa esserci un mondo nascosto.

Crolla la fiducia

Crolla la fiducia nei confronti dei blogger che si interessano e campano di food&beverage. Quanto sono credibili se, per primi, offrono le loro “prestazioni”, legandole alla gratuità della loro masticazione. Usai ha risposto personalmente alla email della sua interlocutrice ed ha ben calibrato la risposta. “Se vorrete venire presso uno dei nostri ristoranti ne saremo lieti. Ma sia chiaro che pagherete il conto come tutti i nostri ospiti. Questo vi consentirà anche di essere libere quando racconterete sui vostri canali l’esperienza fatta da noi. Si chiama onestà intellettuale senza conflitti d’interessi”. Il finale è stato altrettanto incisivo: “Ho visto la vostra pagina Instagram e avete la metà dei followers che ho io sulla mia pagina privata”. Food blogger scroccona

Food blogger scroccona

Credits: Pixabay

Summary
Food blogger scroccona
Article Name
Food blogger scroccona
Description
Food blogger scroccona rimandata al mittente da un ristoratore che non le ha concesso un pranzo a ufo in cambio di una recensione
Author
Publisher Name
Olab
Publisher Logo

Lascia un commento