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Festa del Papà a volte diventa una tragedia

I padri separati o divorziati vivono un disagio fortissimo

La festa del papà a volta diventa una tragedia. Si avvicina il 19 Marzo e per chi ha famiglie che vivono in armonia è semplicemente un altro modo per brindare e fare appunto, festa. Ma le cose non vanno esattamente così per i padri separati o divorziati, costretti a vivere un disagio fortissimo. Lo stesso disagio che vivono i figli, spesso utilizzati come arma di ricatto per ogni tipo di controversia.

I padri usati come bancomat

L’affido dei bambini è quasi esclusivamente appannaggio delle madri, che hanno diritto a tenere la casa. Nel caso di un mutuo il genitore dovrà continuare a pagare le rate, senza poter usufruire dell’immobile. A questo si aggiungerà la spesa di mantenimento, calcolata mediamente in 500 euro. Se lo stipendio del padre non è cospicuo è impensabile che possa sostenere affitto, bollette e assicurazioni. Restano la soluzione del rientro nella famiglia d’origine, con gli ovvi problemi depressivi che ne derivano, oppure dormire in auto. La vita prende improvvisamente tutto un altro sapore. 

I figli usati come leva

rapporti logorati tra i genitori non vengono vissuti in modo sereno, i figli vengono influenzati dal genitore “prevalente” quasi sempre la madre. Il genitore “assente” viene posto in cattiva luce, tanto che spesso sono i figli stessi a cercare di diradare le visite, fino a negarsi. Comprensibile da parte loro il tentativo di sottrarsi ad un tira-e-molla che li vede protagonisti e li pone in una frustrazione crescente. Molti di loro, di fronte alle difficoltà del nucleo originario familiare, sviluppano una vera e propria sindrome dell’abbandono.

festa del papà a volte è una tragedia

Padri depressi poveri e denutriti

Capita sempre più sovente che la separazione venga vissuta dai padri come una tragedia che inizia con un progressivo impoverimento. Il fatto di non poter accedere a beni primari, per l’esiguità dello stipendio da cui viene decurtata la cifra del mantenimento, crea un disagio enorme. Il logorio dovuto alle richieste di ex moglie e figli avvia una spirale depressiva a cui qualcuno reagisce col suicidio. Ha un nome preciso la sindrome che porta a questi gesti estremi PAS (Parental Alienation Syndrome). Sono sempre di più i padri separati che si rivolgono alla Caritas per avere aiuto.

L’affido condiviso un’ottima norma

L’affido condiviso è un’ottima norma ma viene applicato male.  La potestà genitoriale resta ad entrambi ma la madre tende a ritenersi un genitore di seria A, raramente prende decisioni condivise. Con questo svilisce il ruolo del padre relegandolo ad un ruolo secondario. I figli che vogliono approfittare della situazione mettono i genitori in competizione, logorando l’autostima di entrambi. L’affido condiviso che dovrebbe essere la formula privilegiata resta spesso inutilizzata, per problemi di comunicazione. Invece di cooperare i genitori comunicano tramite avvocati, logorando completamente la possibilità di mantenere rapporti che sarebbero utili per i bambini.

Entrambi i genitori sbagliano ma ci rimettono i figli

Entrambi i genitori sbagliano, possono commettere errori, di cui pentirsi amaramente. Questo non basta però per rovinare la vita dei figli. Privarli della vicinanza e dell’affetto di entrambi è una cosa stupida oltre che gravissima. Non curarsi della loro felicità perché si è creato un muro fatto di astio ed angherie, non li aiuterà a vivere meglio. Buona festa del Papà a tutti.

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Festa del Papà a volte diventa una tragedia coi figli usati come merce di scambio ed i padri usati dome bancomat senza poter frequentare i bambini
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