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Eva colse la sua mela in Kazakistan

Eva colse la sua mela in Kazakistan

La mela originaria è stata rintracciata in un’area rimasta abbastanza selvaggia, tra Asia Centrale e Cina

Si chiama scientificamente Malus sieversii  ed ha la particolarità di esistere da millenni senza variazioni. É una mela che ha mantenuto il suo contenuto genomico e che potrebbe per la sua resistenza alle malattie fornire utili informazioni. I meli europei e statunitensi sono stati troppo domesticati per rendere uniformi i loro prodotti, questo è andato a scapito della salubrità delle piante. Eva colse la sua mela in Kazakistan Leggi tutto: Eva colse la sua mela in Kazakistan

Poche malattie possono sbaragliare tutte le mele

Possono bastare poche malattie (anche una sola) per sterminare un intero frutteto o una intera regione. L’aver rintracciato quello che rappresenta il probabile genoma originario apre nuove strade, per ottenere frutteti sempre più sani e resistenti. Le varietà di mele sono tante, ma sono appena una quindicina quelle coltivate che corrispondono al 90% di quelle poste in commercio.

Troppa specializzazione per aiutare la grande distribuzione

Uno svuotamento del capitale genomico che nella eccessiva specializzazione ha trovato da un lato una “perfezione” ed “uniformità” dei frutti che contrasta con la salute arborea. Gli agricoltori devono irrorare i meleti con numerosissime azioni di protezione per evitare moltissime malattie. Le mele così prodotte sono pressoché perfette ma la loro qualità è ridotta a causa dei tanti fitofarmaci.

Un’area geograficamente remota

In questa zona del Kazakistan relativamente remota, resistono questi esemplari di mela originaria, che da lì si è diffusa lungo tutto il percorso della via della seta, arrivando sino in Europa. Le popolazioni di mele selvatiche hanno una diversità genetica molto maggiore rispetto a qualsiasi varietà domestica, troppo indirizzate ad ottenere un prodotto più semplice da vendere per la grande distribuzione.

Mele molto diverse per aspetto e sapore

La mele del malus sieversii sono molto differenti tra loro e risentono delle aree di produzione, della impollinazione, degli sbalzi climatici. I sapori che possono offrire non sono massificati e sempre riconoscibili, come nelle nel specializzate. Possono andare dal miele, all’acidulo ed anche la croccantezza della polpa può essere molto diversa. 

Eva colse la sua mela in Kazakistan

I monti Tian Shan a fare da barriera

L’area collinare alla base dei monti Tian Shan è quella dove il melo originario è ancora presente in buon numero, anche se i biologi e gli agronomi temono per la sua scomparsa. L’area della ex capitale del Kazakistan Alma Ata (o Almaty) si può tradurre come “che da vita alle mele”, è in espansione e rischia di far scomparire molti dei meleti ancora presenti. La città infatti, quadruplicherà la sua estensione in pochi anni. Restano delle aree protette a garantirne la presenza ma sapranno resistere?

Piante alte e robuste

Questi meli originari si sviluppano in modo selvaggio, con altezza che vanno dai 5 ai 15 metri. I frutti nonostante posseggano lo stesso patrimoni genomico, si sviluppano in modo assai variegato. I frutti sono di forma tonda, oppure allargata e schiacciata, talvolta piramidale con la punta rivolta verso il basso. Inoltre sono diversi anche per colore, sullo stesso albero potrete trovare frutti rossi e gialli, senza che sia intervenuto l’uomo con innesti.

Gli innesti hanno cambiato il modo di coltivare

É proprio da quando l’uomo ha intuito che con gli innesti poteva riprodurre lo stesso melo e mantenerne le qualità, che si è evoluta la sua coltivazione. Purtroppo durante il periodo della dominazione sovietica non sono state rispettate molte regole botaniche. La necessità di avere legname per il riscaldamento ha fatto disboscare grandi aree.

Il progetto Alma

Per salvare questi boschi che ospitano anche altri frutti selvatici come albicocchi, peschi e noci, è partito il progetto Alma per conservare la biodiversità dei meli nelle regioni montuose del Kazakistan e del Kirghizistan. Parte del loro lavoro consiste nel ripristinare vecchie varietà di frutta e nel crearne di nuove. Il prossimo obiettivo è ottenere una identificazione geografica protetta per le mele dell’area. Eva colse la sua mela in Kazakistan Leggi tutto: Eva colse la sua mela in Kazakistan

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Credits: Pixabay

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Eva colse la sua mela in Kazakistan la regione dove resiste la mela originaria che ha dato vita a tutte le varietà conosciute
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