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Due operazioni per salvare i rinoceronti

Condotte due differenti operazioni per salvare i rinoceronti africani. La domanda dei loro trofei è sempre più massiccia e difenderli è davvero difficile.

Partiamo dalla più semplice. Un branco di 16 rinoceronti neri è stato trasferito con successo nel territorio di Eswatini. Un’area dove il rinoceronte nero è in grande difficoltà e rischia l’estinzione. La caccia ai suoi trofei rende molto difficile proteggerli in modo adeguato. Il prezzo, sul mercato nero dei corni di rinoceronte, ritenuti fondamentali per alcune terapie tradizionali cinesi, ha raggiunto quotazioni enormi. I cacciatori di frodo sono diventati molto più accorti anche in termini tecnologici. Una caccia spietata che lascia pochi margini di sopravvivenza. Due operazioni per salvare i rinoceronti

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Un branco da un ranch di caccia

Il branco composto da 16 esemplari, comprende fattrici, maschi, giovani e neonati. Il perfetto mix di età che sono presenti nella natura. Appartenevano ad un ranch sudafricano privato, qui erano allevati per poterli cacciare/avvistare nei photo-safari. Il costo però per la loro protezione e mantenimento aveva raggiunto costi insopportabili e i proprietari li hanno ceduti volentieri. I bracconieri stavano diventando troppo difficili da contenere.

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Una enclave protetta

Eswatini è un’area protetta tra il Mozambico e il Sudafrica. Qui le leggi sono molto severe e si sono avuti pochissimi casi (solo 3) di uccisioni di rinoceronti da parte dei bracconieri. Nel solo Sudafrica sono stati quasi 800 nel 2019, un buon progresso rispetto agli oltre 1.200 del 2017, ma tuttora una situazione insostenibile. Il trasferimento è avvenuto con un processo che ha avuto bisogno di 11 mesi di elaborazione. Tutti i capi sono arrivati sani e salvi e si sono ambientati. Pochi anni fa un tentativo di reintrodurre 12 capi in Kenia si era rivelato un insuccesso, 11 capi erano deceduti durante il trasporto. L’unico capo sopravvissuto, troppo solo per difendersi, è stato attaccato dai leoni. Anche per i rinoceronti è il branco a garantire la salvezza.

Il rinoceronte bianco è ufficialmente estinto

Il rinoceronte bianco, il più massiccio delle due specie viventi in Africa è ufficialmente estinto, non esistono più maschi riproduttori. Eppure ci sono ancora due femmine fertili. Per fortuna lo sperma degli ultimi maschi esistenti è stato prelevato e congelato. Ora il lungo processo di inseminazione artificiale può avere inizio. coinvolgerà una tecnica simile a quella utilizzata per gli uomini e per i cavalli, in attesa che gli embrioni si sviluppino e possano essere impiantati nelle femmine fertili.

Un processo dalle enormi difficoltà

Verranno utilizzate per la prima fecondazione delle femmine di rinoceronte bianco del sud, compatibili con quelli del nord. Il primo tentativo non è riuscito ma si tenterà ancora. Il procedimento è seguito anche da una equipe italiana l’Avantea. L’inseminazione è stata eseguita il 25 scorso e se tutto è funzionato a dovere il 3-4 settembre si avranno i primi embrioni che verranno congelati per essere poi immessi nelle fattrici. I primi cuccioli sono previsti tra circa 5 anni, restiamo in trepidante attesa. Se il metodo funzionerà potrebbe essere replicato per altre specie che sono a forte pericolo d’estinzione.  Due operazioni per salvare i rinoceronti.

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Due operazioni per salvare i rinoceronti, un trasferimento in zona protetta per i neri e la fecondazione artificiale per i bianchi dichiarati ormai estinti
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