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Droni che seminano nuovi alberi sparandone i semi

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Per ripristinare le foreste del mondo si utilizzano mezzi insoliti ma efficaci.

Nella ex Birmania, ora Myanmar stanno sperimentando con buon successo un nuovo sistema per ripopolare le foreste. Invece di impiegare gli uomini che a fatica posso raggiungere alcune località si è chiesto l’aiuto dell’aviazione. In pratica sono dei droni che possono sparare i semi per farli germogliare. La prima esperienza è stata fatta con le mangrovie, che nel giro di un anno dal primo lancio di semi sono riuscite a svilupparsi ed ora sono alte mezzo metro. Droni che seminano nuovi alberi sparandone i semi

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Riforestazione condizionata

La conoscenza dell’ambiente e dell’habitat in cui si possono sviluppare le specie arboree è fondamentale. Sapere chi e cosa può crescere in una certa area serve ad evitare di sprecare energie e semi. Il riuscito tentativo con le mangrovie è uno stimolo per proseguire e incrementare l’opera dei droni. È la prima prova di una tecnologia che potrebbe aiutare a ripristinare le foreste al ritmo necessario per combattere il cambiamento climatico.

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Una start-up

Alla base di questa elaborazione di droni c’è una start up BioCarbonEngineering che collabora con diverse associazioni no profit per facilitare la crescita di alberi in diverse aree. Tra i loro progetti anche alberi ed erbe in aree abbandonate come le miniere a cielo aperto australiane. l’organizzazione ha già piantato qualcosa come 10 milioni di alberi nello scorso anno. La facilità con cui i droni possono raggiungere aree difficili e svolgere il loro lavoro, è il loro punto di forza. Si possono ripiantare o seminare aree enormi in rapporto a quelle che anche la migliore organizzazione umana potrebbe fare.

Come funzionano

C’è un’azione preliminare, i droni sorvolano e mappano l’area interessata. Aggiungono alle informazioni i dati relativi alla qualità del suolo per comprendere quali siano le specie arboree in grado di attecchire e svilupparsi. Realizzate le perlustrazioni i droni passano all’azione successiva che consiste nello sparare dei contenitori biodegradabili che contengono un seme già germinato e sostanze nutritive. Questo consente al seme di attecchire più facilmente. In un solo giorno due operatori potrebbero grazie ai droni piantare 400.000 alberi.

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Stimolare la popolazione locale

Le foreste di mangrovie in Myanmar sono state abbattute dagli uomini. Per stimolare la riforestazione hanno coinvolto la popolazione locale, fornendo loro lavoro e creando le basi perché agli alberi venga assicurata la miglior cura possibile. Creare reddito per i locali è il passo necessario per completare il successo dell’operazione. Circa la metà delle foreste di mangrovie del mondo sono andate perdute. Gli alberi, con le loro radici contorte che entrano in acqua lungo le coste, possono immagazzinare più carbonio degli alberi che sono sulla terraferma.  Oltre ad imprigionare CO2 forniscono anche una barriera nelle tempeste. Il ciclone che ha colpito il Myanmar nel 2008, ha ucciso più di 100.000 persone, perché non c’era nulla a bloccarne l’impatto.

Itticoltura e carbone

Un grande contributo alla deforestazione è dato dagli impianti per la coltura ittica. Le mangrovie costituiscono un ruolo di nursery per molte specie ittiche che trovano rifugio proprio tra le loro radici. Eliminarle per fare spazio ad allevamenti ed impianti industriali ha svolto il compito contrario e le specie ittiche si sono fortemente ridotte. La tradizione locale utilizza le mangrovie per produrre carbone di legna che viene utilizzato come principale combustibile. Ora i locali sono interessati ad imparare come si utilizzano i droni e vogliono trovare impiego come forestali. Un cambio di mentalità molto importante.

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India e Sri Lanka

Attualmente la BioCarbon sta collaborando anche con associazioni di agricoltori in India per piantare alberi sulle montagne himalayane. Un altro progetto li vede impegnati nello Sri Lanka. Il potenziale di questi droni è enorme potrebbero ripiantare moltissime erbe e piante su superfici che normalmente non vengono prese in considerazioni perché impervie. Il calcolo degli esperti è che potrebbero tornare ad essere verdi molte altre aree con 1,2 trilioni di alberi piantati col lancio dei semi da droni. La loro capacità di assorbire CO2 sarebbe superiore a quella che gli esseri umani emettono e si potrebbe invertire la tendenza. Droni che seminano nuovi alberi sparandone i semi.

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Credits: pics by PxHere

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Droni che seminano nuovi alberi sparandone i semi in aree deserte da riboscare utilizzando mezzi insoliti ma efficaci con un grande potenziale ecologico
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