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Diplomi falsi e lauree patacca

Aumentano i diplomifici, soprattutto all’estero che propongono falsi titoli di studio

Esce il libro “Lauree 30 e frode” scritto da Luca Lantero e Chiara Finocchietti, direttore e vicedirettore del CIMEA e mette a fuoco un problema poco noto. Il tema che affrontano e col quale si battono ogni giorno è quello dei diplomifici, istituzioni che offrono dubbi accreditamenti. Operano sia qui che in altre nazioni ed hanno come obiettivo la truffa dei finti diplomi e finte lauree ad honorem. Diplomi falsi e lauree patacca

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Un modo per capire in quale settore applicarsi con gli studi

Il libro, può servire anche come vademecum per individuare la giusta formazione universitaria che completi il percorso degli studenti. Senza farli cadere nella tentazione di utilizzare uno scivolo veloce. La “fabbrica dei titoli” prospera proprio su chi vuole velocizzare il percorso ed ottenere titoli che non è in grado di ottenere regolarmente. Per mancanza di tempo o per mancanza di capacità e applicazione.

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Molte realtà tutte in aumento

Sono state censite oltre 60 istituzioni non riconosciute, sorvegliate dal Ministero dell’Università. E’ un business che è in aumento, raddoppiato in 10 anni. Il fenomeno è ben presente anche all’estero, dove infatti, le fabbriche di falsi diplomi sono passate da 700 a circa 1.330. Un fenomeno che corrompe la qualità dei concorsi, poiché esistono anche istituti di certificazione falsi, che fanno passare come veritieri i titoli farlocchi. A detrimento di chi ha invece faticato per ottenere quei risultati.

La fantasia regna indiscussa tra i finti istituti

Se vi trovate di fronte ad una laurea conseguita alla “Standford University”, prima di rallegrarvi con chi l’ha ottenuta, fate notare che c’è un refuso. Che c’è una D di troppo rispetto all’Università di Stanford in California. Basta aggiungere una parolina o una & per cambiare il nome di un istituto e far partire la truffa del titolo falso. Anche la collocazione la dice lunga, ancora una volta i russi sono stupefacenti nel fabbricare e diffondere materiale falso.

Anche in USA

Non scherzano nemmeno gli statunitensi dove i titoli hanno valore solo su area regionale e quindi chiunque può inventarsi un istituto farlocco. Esiste ad esempio, la Pebble Hills University che vantava un accreditamento dal Department of Education di Seborga. Ora Seborga è un comune di 100 abitanti che ha solo le scuole elementari. Ma è un comune che si dichiara Principato. Seborga era sede di 15 università fasulle, tutte con sedi all’estero, che avevano usato questo aspetto di folclore per vendere titoli falsi.

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Un mercato parallelo

Un mercato di titoli parallelo, che non disturba troppo se coccola l’ego di qualcuno che desidera un dott. Ing. Arch. da aggiungere al biglietto da visita a fine carriera. Mentre disturba molto se con quei titoli si cerca di ottenere una posizione per la quale non si hanno le qualità necessarie. Anche le lauree ad honorem si sprecano, e c’è chi ne aggiunge qualcuna ogni anno, come fossero perline di una collana.

Tutto pur di ottenere una Visa

C’è chi fa carte false per ottenere una finta Visa, per ottenere un ingresso con un visto di studio in un paese dove non potrebbe ottenerlo. Un’autentica filiera della truffa che coinvolge molti livelli, dalle scuole superiori fino alle false società di accreditamento. Una catena che accompagna il falso studente fino alla fine del percorso. Un’area grigia che vanifica gli sforzi di chi è leale con se stesso e con le istituzioni.

L’etica va a farsi friggere

Ovviamente l’etica va a farsi friggere, la truffa impera e toglie spazio agli onesti. Con l’internazionalizzazione della formazione superiore e l’innovazione tecnologica si crea il terreno ideale per far proliferare pratiche opache. Fortunatamente gli strumenti di contrasto ci sono e sono efficaci. Resta il dubbio che chi è interessato a comprarsi una laurea patacca non abbia ben chiaro il valore dell’etica, e non sia disposto a seguire i canoni regolari pur di accedere a spazi che non gli competono.

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Una simile offerta significa che esiste una grande domanda

Ci sono istituti che vendono direttamente titoli online, e richiedono solo un curriculum senza alcun controllo. Si possono ottenere anche degli sconti se si acquista il pacchetto completo, Bachelor, Master, PhD. La qualità del falso varia molto. Si possono comprare dei titoli falsificati in una maniera molto buona, molto simili a quelli di un’istituzione ufficiale, ma in realtà patacche. In Italia già dobbiamo lottare con le disparità nord-sud con lauree ottenute con programmi che sono la metà di quelli delle sedi del nord. Introdurre altri elementi di falsità è veramente controproducente.

Servirebbe un cambiamento culturale

Gli studenti dovrebbero controllare la reale qualità accademica, le istituzioni di qualità esistono su tutto il territorio nazionale. Basta scovarle. Servirebbe anche un esempio dall’alto. Nell’attuale governo a un premier docente universitario, fanno da contraltare due vicepremier senza laurea, e scatta il pensiero “allora la laurea non serve più”. Steve Jobs non aveva una laurea ed ha fondato una delle aziende più importanti al mondo. Ci sono professionalità che si possono formare e coltivare anche senza una laurea, ma sono un’eccezione. Quanto ai vicepremier, forse, hanno ottenuto le loro competenze sul campo. Diplomi falsi e lauree patacca.

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Diplomi falsi e lauree patacca condizionano la uqalità dei concorsi pubblici e sviliscono la fatica di chi si applica veramente nello studio
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