Benessere

Dimezzare lo spreco alimentare

Come riuscire a ridurre lo spreco alimentare in un decennio. Rivalutare ed utilizzare i prodotti che sono imperfetti riducendo i costi di smaltimento

C’è un piano per dimezzare gli sprechi alimentari entro il 2030. Serviranno obiettivi strategici e una buona dose di creatività per ottenere il risultato. A meta secolo saremo quasi 10 miliardi sul pianeta, per dare il giusto apporto alimentare a tutti, il sistema deve cambiare. Dovrà farlo in modo radicale se non si vuole danneggiare ulteriormente il clima. Dimezzare lo spreco alimentare

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Produrre meno e meglio

C’è una parte enorme di ciò che viene coltivato che non arriverà mai alle nostre tavole o alle aziende di trasformazione. Ridurre questa massa di cibo destinata ad essere sprecata è un passaggio importante. Il primo obiettivo è evitare che un terzo di quanto viene coltivato sia destinato all’ammasso o a finire nelle discariche ancor prima di essere raccolto o allevato. L’attuale quantitativo di cibo sprecato raggiunge l’immenso peso di 1,3 miliardi di tonnellate ogni anno.

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ONU in prima linea

Nelle linee guida dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile tracciati dall’ONU è presente questo obiettivo di riduzione dello spreco. Se si potesse realizzare è stato calcolata una riduzione di emissioni di gas serra molto rilevante. 1,5 giga tonnellate ogni anno. Anidride carbonica che non verrebbe liberata in atmosfera e che ridurrebbe il rischio di aumento delle temperature globali. L’azione di riduzione porterebbe a ridurre l’area delle superfici coltivate, si avrebbero meno aziende agricole che coprirebbero una superficie grande come 100 volte la dimensione dell’intera Italia.

Minore produzione ma cibo per tutti

Per il settore e le imprese del settore alimentare, sarebbe importante fissare obiettivi che servano a misurare l’entità del cibo che viene destinato alla distruzione. Conoscere la percentuale di spreco servirebbe a misurare le reali esigenze ed indurrebbe a produrre di conseguenza. Il nuovo bilanciamento tra produzione e consumi aiuterebbe anche a far arrivare cibo a popolazioni che ora non ne hanno a sufficienza.

Esempi vincenti

Con la programmazione si possono ottenere risultati. In Nuova Zelanda, una campagna triennale 2015-2018 ha ridotto i rifiuti alimentari del 27%. A Seul, Corea del Sud, hanno messo un’imposta sui rifiuti alimentari che viene pagata in relazione al peso. Questo ha fatto diminuire i rifiuti del 10%.Un piano quinquennale  inglese ha portato a un -19%. Gli esempi di utilizzo dei prodotti “imperfetti” sono tantissimi e dimostrano che con un poco di inventiva si può avere successo.

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Paesi in via di sviluppo

Non sorprende che alcune delle innovazioni più curiose vengano da paesi in via di sviluppo. Il cibo spesso rischia di non arrivare al mercato ancora integro e quindi si sono sbizzarriti nella creazione di celle frigorifere ad energie solari. Oppure vagoncini o tricicli alimentati a biogas per arrivare prima al mercato. Le app telefoniche indicano anche le richieste di quel tipo di prodotto in una certa zona in modo da indirizzare i prodotti.

Trasformazione dei prodotti “imperfetti”

Molte aziende e start-up si sono concentrate sul riutilizzo dei cosiddetti scarti. Materie prime che non raggiungono il mercato per taglia, peso, configurazione. Anche qui le idee e le proposte sono innumerevoli. I ristoranti hanno a disposizione una app che gli consiglia le variazioni dei menu in ragione degli scarti dei giorni precedenti. In modo che nessun prodotto fresco vada sprecato, e si possa lavorare su ordini più calibrati.

L’invenduto

Per calmierare l’eccesso di invenduto molti negozi, cafeterie , ristoranti, supermercati sono collegati a gruppi di raccolta alimentare che li destinano ai più poveri e disagiati. Alcune catene di hotel stanno rivedendo la gestione dei buffet, nel senso di evitare gli scarti. Nuovi packaging allungano la vita dei prodotti, anche la frutta viene rivestita di un velo che permette di allungarne la vita ed evita una decomposizione od ossidazione.

Solo 10 anni

L’obiettivo della riduzione drastica degli sprechi alimentari entro il 2030 sembra difficile da raggiungere. Sono però molte le aziende che hanno sposato questa ottica green e stanno modificando il loro modo di produrre. La No Food Waste investe molte realtà ed a cascata coinvolge anche molti dei fornitori. Se l’attenzione al problema diventerà attuale anche per tutti i consumatori potremmo veramente raggiungere gli obiettivi dell’ONU. Dimezzare lo spreco alimentare.

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Dimezzare lo spreco alimentare ONU invita a farlo entro il 2030 con programmazione e creatività l'obiettivo potrebbe essere raggiunto in tempo utile
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