Benessere

Culle vuote un segno dei tempi

Scende drasticamente la natalità e cala la popolazione

Dal nuovo rapporto annuale dell’ISTAT giungono cattive notizie per quanto riguarda il saldo della popolazioneAumentano i decessi e calano le nascite. I bambini nati da coppie composte da soli italiani sono 359.000 nel 2017 ai quali si aggiungono i nati da coppie miste o straniere. Il contributo dei migranti però si sta riducendo e i timori di invasioni e sostituzioni di popolazione sono lontanissimi dall’avverarsi. Culle vuote un segno dei tempi.

Crucolo

Una crisi di nascite simile solo un secolo fa

Il presidente dell’ISTAT GianCarlo Blangiardo ha evidenziato come per rintracciare un saldo negativo così elevato si debba tornare indietro di un secolo. Era il 1917-18 la fine di una guerra sanguinosa che aveva portato anche molta denutrizione e conseguente calo della fecondità. A questo si aggiunse anche l’effetto dell’epidemia della cosiddetta “spagnola, una delle più gravi vissute in tempi moderni.

Crucolo
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Fare figli è sempre più complicato

Le motivazioni della denatalità sono tante e complesse, a partire dalla difficoltà di trovare un lavoro che possa garantire un futuro. Si fanno pochi figli sempre più tardi, nel tentativo di costruirsi una posizione. Le culle restano vuote mentre la popolazione invecchia e le proiezioni danno un saldo al 2050 molto negativo. La fascia d’eta produttiva dai 14 ai 64 anni potrebbe ridursi al solo 54% della popolazione. Sei milioni in meno di lavoratori, un evento rarissimo, quasi assente negli altri stati. La popolazione diminuisce di circa 400.000 unità ogni anno a partire dal 2015. A questo problema al momento non sembra sia possibile trovare una soluzione.

Stranieri unico aiuto

Se non ci fosse stato l’innesto di stranieri la situazione sarebbe precipitata perché il fenomeno sarebbe iniziato 20 anni prima. L’intervento dei migranti e degli stranieri continua a segnare un regresso, in quanto preferiscono altri paesi con una economia più solida e possibilità di lavoro migliori. Alla diminuzione degli ingressi si sommano le cancellazioni all’anagrafe di coloro che emigrano. Sono stati 160.000 in un decennio. Il saldo migratorio netto con l’estero si è quindi ridotto a 190 mila unità nel 2018.

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L’anno scorso 10.000 bambini in meno

L’anno scorso il decremento di bambini iscritti all’anagrafe è stato di 10.000 unità. Il 45% della popolazione femminile italiana fertile tra i 19 e i 49 anni non ha ancora avuto figli. Un dato che segnala la difficoltà delle condizioni ottimali per procreare. Anche il tasso di fecondità è sceso (ora è appena a 1,32 da 1,45 di dieci anni fa). Per le donne e le coppie, la scelta consapevole di non avere figli è poco frequente – osserva l’Istat – mentre è in crescita la quota delle persone che sono costrette a rinviare e poi a rinunciare alla realizzazione dei progetti familiari a causa delle difficoltà della propria condizione economica e socialeCulle vuote un segno dei tempi.

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Culle vuote un segno dei tempi sempre più difficile fare figli e non serve il saldo degli stranieri a colmare il disavanzo
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