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Controllare il telefono è contagioso

Uno studio pubblicato sul Giornale d’Etologia ha approfondito le cause.

Solitamente si dice che non ci sia nulla di più contagioso di uno sbadiglio per innescare la medesima reazione in molte altre persone. Ma questo studio dimostra che il controllare il telefono svolge la stessa funzione compulsiva. Appena qualcuno consulta il suo smartphone comincia a salire il desiderio, in tutti i presenti, di fare la stessa cosa. Lo studio ci riguarda da vicino perché nel campo della telefonia, l’Italia viene usata per testare le reazioni del pubblico. Questo studio, in effetti, è stato realizzato nel nostro paese. È una sorta di conformismo, come spiegano gli etologi, quella che ci spinge a ripetere lo stesso gesto, e che ci aiuta a nasconderci nella folla. Controllare il telefono è contagioso

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Un test molto semplice.

Uno dei ricercatori si è limitato a fare un test molto semplice, guardare o giocherellare col proprio telefono in pubblico. Dopo 30 secondi, ha contato tutte le persone attorno a lui, che hanno iniziato ad imitarlo ed usare il telefono. Circa la metà delle persone presenti nella stessa area, ha estratto il proprio telefono ed ha interagito con esso. Chi chiamando, chi leggendo gli avvisi, chi rispondendo ai messaggi o navigando sui social. È una reazione spontanea all’azione di qualcuno che è nel nostro stesso ambiente. Una reazione però che non corrisponde ad una reale socialità. Gli smartphone possono fungere da schermatura per dar vita ad un isolamento sociale, e distrarci dalla vita reale.

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Controllare il telefono è contagioso

Effetto camaleonte

Lo chiamano effetto camaleonte, è il modo in cui le persone cambiano il loro atteggiamento per confondersi nell’ambiente. È l’effetto che provoca uno sbadiglio, o che ci fa sorridere o ridere se qualcuno ride o si gratta il naso. Raccogliamo brandelli di umore altrui e li facciamo nostri, per sentirci parte di quel gruppo. Per non essere l’unico che non sbadiglia o ride, ed essere additato come “diverso” in quel contesto. Sfruttando questa conoscenza, i ricercatori hanno ripetuto il loro test in luoghi differenti. Metro, sale d’attesa, ristoranti, luoghi di lavoro, ecc. Appena il ricercatore estraeva il telefono e osservava lo schermo, qualcuno ripeteva il suo gesto. Non erano solo i più giovani ad attivarsi. L’età era un fattore ininfluente, perché in Italia lo smartphone è un bene posseduto quasi da tutti. Bambini, giovani, adulti ed anziani.

Senza accorgersene

Molte persone ripetono quel gesto senza rendersene conto. L’effetto camaleonte li fa conformare ad un impulso che non controllano. Il desiderio di controllare ciò che appare sullo schermo ed interagire con esso è molto più rilevante, rispetto al solo estrarre il telefono dalla tasca. Lo stimolo a rispondere alle azioni e messaggistica presenti sul proprio schermo, è fortissimo. L’unico momento in cui l’effetto è smorzato è al ristorante, ma probabilmente è legato ad altri modi, come la postura o le espressioni del viso, per relazionarsi. La convivialità è ancora abbastanza importante da riuscire a smorzare il desiderio di controllare, continuamente, lo schermo del telefono. Questo accade da noi, dove tutto ciò che riguarda il cibo ha un grande appeal, forse la ricerca potrebbe dare risultati differenti in altre nazioni. Controllare il telefono è contagioso

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Controllare il telefono è contagioso è un effetto camaleonte che ci costringere a ripetere un gesto per conformarci ai presenti
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